L’ar­te di es­se­re fra­gi­le

Una ra­gaz­za che non vuo­le più al­zar­si dal let­to da quan­do ha per­so la sua mi­glio­re ami­ca, un ra­gaz­zi­no che sco­pre l’amo­re chiu­so in una stan­za con un’ami­ca in fu­ga e un grup­po di ra­gaz­zi che cer­ca di sal­va­re uno di lo­ro co­struen­do una co­mu­ne in mon­ta­gna.

ELLE (Italy) - - Libri - di CRI­STI­NA DE STE­FA­NO

LE CO­SE CHE CREDEVAMO DI SA­PE­RE di Ma­h­su­da Snai­th Cor­bac­cio, 16,90 eu­ro.

«Quel­la, dis­si in­di­can­do un am­mas­so di stel­le, è la co­stel­la­zio­ne dei di­zio­na­ri ta­sca­bi­li. Guar­dai Jo­na­than, in at­te­sa del­la sua obie­zio­ne. No, dis­se scuo­ten­do la te­sta, gli oc­chia­li che tra­bal­la­va­no sul­la ra­di­ce del na­so, quel­la è la co­stel­la­zio­ne dei tem­po­ra­li. Mi guar­da­sti e io guar­dai te; fre­me­va­mo di me­ra­vi­glia. Ten­dem­mo le brac­cia ver­so l’al­to, pun­tan­do gli in­di­ci. La co­stel­la­zio­ne dei sor­bet­ti al li­mo­ne, di­ce­sti. La co­stel­la­zio­ne de­gli ura­ga­ni, dis­se tuo fra­tel­lo. La co­stel­la­zio­ne del­le ver­du­re dhan­sak, dis­si io». Que­sta au­tri­ce fa un pic­co­lo mi­ra­co­lo nel rac­con­ta­re l’in­fan­zia e l’ami­ci­zia. La mi­glio­re ami­ca di Ra­vi­ne è scom­par­sa quan­do ave­va 8 an­ni; ora Ra­vi­ne ha 18 an­ni e non vuo­le al­zar­si dal let­to. Ma il cie­lo c’è an­co­ra.

LA VI­TA SEN­ZA SA­RA AMAT di Pep Puig Mar­si­lio, 18 eu­ro.

«È il tem­po il se­gre­to. Me ne re­si con­to qua­si in­co­scien­te­men­te, men­tre ac­ca­rez­za­vo i ca­pel­li di Sa­ra. Non po­te­vo cre­der­ci, quel­la era l’ul­ti­ma not­te che avrem­mo tra­scor­so in­sie­me». Pep ha 12 an­ni e Sa­ra uno di più, ma co­me tut­te le ra­gaz­ze sem­bra più gran­de. Brut­ti­na, an­che se a lui sem­bra bel­lis­si­ma, stra­na, si­len­zio­sa. Quel­la se­ra di fi­ne esta­te in cui spa­ri­sce nes­su­no si stu­pi­sce, Sa­ra è co­si... Ma quan­do poi non tor­na ini­zia­no le ri­cer­che del­la fa­mi­glia e del­la po­li­zia. So­lo Pep sa che Sa­ra si è na­sco­sta in ca­me­ra sua e gli ha chie­sto di non tra­di­re il se­gre­to. Co­min­cia­no do­di­ci gior­ni che re­ste­ran­no per sem­pre nel­la vi­ta di Pep, an­che trent’an­ni do­po. Per­ché l’ado­le­scen­za è una por­ta, bi­so­gna sa­per­la apri­re e ci si ri­cor­da sem­pre co­sa ci aspet­ta­va dall’al­tra par­te.

LA NO­STRA CA­SA di Bov Bjerg Kel­ler, 16 eu­ro.

«L’ascia ti ha sal­va­to la vi­ta» dis­si. «Sì, un’ascia che nem­me­no c’era. Ascia del caz­zo», com­men­tò Frie­der. Due ra­gaz­zi al­la fi­ne del li­ceo, ami­ci da sem­pre, in una pae­se di mon­ta­gna in Ger­ma­nia. Vi­te mi­nu­scu­le e gio­va­ni, pie­ne di po­ten­zia­li­tà e con­fu­sio­ne. Quan­do Frie­der cer­ca di sui­ci­dar­si con i son­ni­fe­ri del­la ma­dre e vie­ne spe­di­to nel­la ca­sa di­sa­bi­ta­ta del non­no per­ché si ri­pren­da, l’ami­co va a vi­ve­re con lui, per scap­pa­re dal com­pa­gno del­la pro­pria di ma­dre, e an­che per pro­va­re a sal­var­lo. Al­tri ami­ci e ami­che si uni­sco­no in quel­la che di­ven­ta pre­sto una co­mu­ne, tra al­le­gre scioc­chez­ze che si fan­no da ra­gaz­zi, quan­do si è leg­ge­ri e gra­vis­si­mi nel­lo stes­so tem­po. Un ro­man­zo che rac­con­ta con co­sa vuol di­re es­se­re gio­va­ni e sen­tir­si in­vi­ci­bi­li an­che se si sa in par­ten­za che non si vin­ce­rà la par­ti­ta. Poe­ti­co.

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