Fa­me d’amore

Ha un sa­po­re agro­dol­ce da fa­vo­la noir la sto­ria del bam­bi­no or­fa­no dell’in­fan­zia. Ec­co il li­bro vin­ci­to­re del me­se

ELLE (Italy) - - Libri -

Si può es­se­re or­fa­ni dell’in­fan­zia? Con un pun­gen­te neo­lo­gi­smo, Or­fan­zia ap­pun­to, Athos Zon­ti­ni rac­con­ta que­sto acer­bo lim­bo anaf­fet­ti­vo. Un ro­man­zo d’esor­dio per il gio­va­ne sce­neg­gia­to­re par­te­no­peo (so­pra, la fo­to e la co­ver del li­bro), che gli è val­so nu­me­ro­si ri­co­no­sci­men­ti, tra cui il po­dio del­la ter­zi­na del Gran Pre­mio di Elle. Fa­me e paura so­no i po­li su cui si sno­da que­sta fa­vo­la noir, che ha un gu­sto a trat­ti grot­te­sco mi­sto a boc­co­ni ama­ri di un ro­man­zo ati­pi­co. Un mi­scu­glio che ha il sa­po­re di Mr Ver­ti­go di Paul Au­ster e l’agro­dol­ce di Hän­sel e Gre­tel. “Nien­te mi ha fat­to ma­le co­me l’amore”, co­sì co­min­cia la sto­ria di que­sto bam­bi­no strat­to­na­to dall’amore di ge­ni­to­ri in­si­pi­di, che fi­ni­sce con l’aver paura di man­gia­re per il ti­mo­re di es­se­re man­gia­to dal­la fa­mi­glia. La sua pro­spet­ti­va spae­sa­ta è con­tor­na­ta da ti­mo­ri e pro­prio la fa­me nel su­pe­rar­li rie­sce a far­gli as­sa­po­ra­re la vi­ta e, per­ché no, a far­gli di­ge­ri­re quell’amore di­sfun­zio­na­le. Mar­ta Sa­la­di­no

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