È ve­ro che con un fi­co si man­gia sem­pre an­che una ve­spa?

Focus D&R - - Sommario -

Il più del­le vol­te sì, ma tran­quil­li: è ra­ro tro­va­re all’in­ter­no del frut­to i re­sti ri­co­no­sci­bi­li dell’in­set­to. In pra­ti­ca, man­gian­do un fi­co si in­ge­ri­sce an­che la ve­spa che lo ha im­pol­li­na­to e che è mor­ta nel ten­ta­ti­vo di de­por­re le uo­va al suo in­ter­no. Il frut­to as­si­mi­le­rà poi i re­sti dell’in­set­to tra­sfor­man­do­li in pro­tei­ne gra­zie all’azio­ne di un en­zi­ma chia­ma­to “fi­ci­na”. PRAS­SI QUO­TI­DIA­NA. Non è co­mun­que inu­sua­le man­gia­re re­sti di insetti nel ci­bo. An­zi, ogni gior­no mi­cro­sco­pi­ci fram­men­ti fi­ni­sco­no ne­gli ali­men­ti du­ran­te i pro­ces­si di la­vo­ra­zio­ne in­du­stria­le, so­prat­tut­to nel pa­ne, nel ca­cao, nel caf­fè e nel­le mar­mel­la­te. In Ita­lia la leg­ge non pre­ve­de li­mi­ta­zio­ni a que­sta pre­sen­za, an­che per­ché gli insetti so­no com­me­sti­bi­li. Ne­gli Sta­ti Uni­ti, in­ve­ce, è fis­sa­to un li­mi­te mas­si­mo di 50 fram­men­ti ogni 50 gram­mi di pro­dot­to.

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