UNA PER­SO­NA PUÒ PERCEPIRE LA PRO­PRIA ALITOSI?

Focus D&R - - Salute -

No, per­ché i cir­ca 12 mi­lio­ni di cel­lu­le che tra­du­co­no gli odo­ri in se­gna­li ner­vo­si se ven­go­no con­ti­nua­men­te sti­mo­la­ti di­mi­nui­sco­no la lo­ro ri­spo­sta. In pra­ti­ca, do­po un po’ di tem­po ci si abi­tua al cat­ti­vo odo­re del pro­prio ali­to. An­che ali­ta­re sul­la ma­no a cuc­chia­io da­van­ti al na­so non ser­ve, per­ché si fi­ni­sce per percepire l’odo­re del­la pro­pria ma­no e non dell’ali­to. Me­glio, a que­sto sco­po, lec­ca­re l’in­ter­no del pol­so o il dor­so del­la ma­no, la­scia­re asciu­ga­re un mi­nu­to e poi odo­ra­re. Que­sto per­ché l’alitosi è in ge­ne­re pro­vo­ca­ta da batteri che vi­vo­no nel­la boc­ca grazie ai re­sti di ci­bo che ri­man­go­no sul­la lin­gua o tra i den­ti. Op­pu­re che han­no già pro­vo­ca­to una ma­lat­tia chia­ma­ta pa­ro­don­ti­te, cioè un’in­fiam­ma­zio­ne dei tes­su­ti che si tro­va­no in­tor­no ai den­ti che, se non cu­ra­ta, può por­ta­re al­la per­di­ta dei den­ti. ALITOMETRO. Per de­ter­mi­na­re l’alitosi in mo­do og­get­ti­vo esi­ste an­che uno stru­men­to, chia­ma­to Ha­li­me­ter, che pe­rò, vi­sto il co­sto non in­dif­fe­ren­te (cir­ca 600 $ ne­gli Usa), è in ge­ne­re im­pie­ga­to so­lo ne­gli stu­di odon­to­ia­tri­ci.

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