In esta­te l’at­ten­zio­ne mi­glio­ra?

Focus D&R - - Psiche -

Lo ha sco­per­to una ri­cer­ca dell’uni­ver­si­tà di Lie­gi, in Bel­gio, stu­dian­do 26 vo­lon­ta­ri con la ri­so­nan­za ma­gne­ti­ca fun­zio­na­le in di­ver­si pe­rio­di dell’an­no. Il lo­ro cer­vel­lo è sta­to os­ser­va­to du­ran­te lo svol­gi­men­to di com­pi­ti che han­no mes­so al­la pro­va le lo­ro abi­li­tà co­gni­ti­ve: da un la­to, la lo­ro ca­pa­ci­tà di at­ten­zio­ne (per esem­pio pre­me­re un pul­san­te il più ve­lo­ce­men­te pos­si­bi­le all’ap­pa­ri­re di uno sti­mo­lo su uno scher­mo); dall’al­tro, l’ef­fi­cien­za del­la lo­ro me­mo­ria di la­vo­ro, che trat­tie­ne per po­co ed ela­bo­ra le in­for­ma­zio­ni uti­li nel bre­ve pe­rio­do (per esem­pio ri­cor­da­re se­quen­ze di nu­me­ri, let­te­re o pa­ro­le). Si è vi­sto che le aree ce­re­bra­li re­spon­sa­bi­li dell’at­ten­zio­ne so­no più at­ti­ve nei me­si cal­di, rag­giun­gen­do il mas­si­mo con il sol­sti­zio d’esta­te.

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