Si può fa­re qual­co­sa?

Focus Extra - - Nuove Terapie -

Spes­so si leg­ge che una per­so­na pa­ra­liz­za­ta in se­gui­to a un in­ci­den­te al­la schie­na tor­na a cam­mi­na­re gra­zie al­le sta­mi­na­li. Ma il gior­no do­po, per le tan­te vit­ti­me di le­sio­ni del mi­dol­lo spi­na­le, la cu­ra re­sta lon­ta­na. Co­me stan­no le co­se? Quan­do il mi­dol­lo spi­na­le si spez­za, si in­ter­rom­po­no i col­le­ga­men­ti del cer­vel­lo al re­sto del cor­po, fa­cen­do per­de­re il con­trol­lo de­gli ar­ti e di al­tri or­ga­ni co­me la ve­sci­ca. Le sta­mi­na­li do­vreb­be­ro crea­re un pon­te fra i due mon­co­ni, ri­pri­sti­nan­do il col­le­ga­men­to. PRO­DI­GI. Ma an­che se ne­gli ani­ma­li a vol­te sem­bra­no fun­zio­na­re, nell’uo­mo an­co­ra no, e non si ca­pi­sce co­me riu­scir­ci. «Di re­cen­te si è par­la­to mol­to di un po­lac­co tor­na­to a cam­mi­na­re», spie­ga per esem­pio Gianvito Mar­ti­no, dell’Isti­tu­to scien­ti­fi­co San Raf­fae­le di Mi­la­no. «Ma era un ca­so par­ti­co­la­re: era sta­to ac­col­tel­la­to, quin­di i mon­co­ni era­no ta­glia­ti di net­to, mol­to più fa­ci­li da ri­col­le­ga­re ri­spet­to ai trau­mi usua­li, in cui il mi­dol­lo si schiac­cia su­ben­do dan­ni dif­fu­si. I be­ne­fi­ci poi era­no mo­de­sti: fa­ce­va len­ta­men­te po­chi me­tri in am­bu­la­to­rio, con un ap­pog­gio, tutt’al­tra co­sa che tor­na­re au­to­no­mo in ca­sa o fuo­ri». Re­sta­no da chia­ri­re mol­ti aspet­ti, per esem­pio qua­li sia­no le cel­lu­le più adat­te. Si è ca­pi­to che l’in­ter­ven­to va fat­to en­tro un me­se dall’in­ci­den­te, per­ché poi la ci­ca­tri­ce bloc­ca le cel­lu­le tra­pian­ta­te. Ma gli stu­di in que­sto cam­po so­no in fa­si mol­to ini­zia­li.

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