Thys­sen il ri­bel­le

Focus Storia Collection - - Economia -

Ma­gna­te del­la si­de­rur­gia, Fri­tz Thys­sen, clas­se 1873, negli An­ni ’20 con­trol­la­va più del 70% del­le ri­ser­ve te­de­sche di ac­cia­io, da­va la­vo­ro a ol­tre 200mi­la per­so­ne ed era uno de­gli uo­mi­ni più in­fluen­ti del­la Ger­ma­nia. Ade­rì con en­tu­sia­smo al pro­get­to na­zi­sta, fi­nan­zian­do lau­ta­men­te il par­ti­to, so­prat­tut­to negli an­ni del­la sua asce­sa. Lo con­fer­me­rà lui stes­so in un li­bro dal ti­to­lo ine­qui­vo­ca­bi­le: Pa­gai Hi­tler, pub­bli­ca­to nel pie­no del con­flit­to, nel 1941 a New York. Vol­ta­fac­cia. Co­sa si aspet­tas­se l’in­du­stria­le te­de­sco da Hi­tler è sta­to og­get­to di di­scus­sio­ne al­me­no quan­to il suo suc­ces­si­vo di­sin­can­to. Dal­la Not­te dei lun­ghi col­tel­li (1934) in poi fu una pro­gres­si­va de­lu­sio­ne, ma no­no­stan­te que­sto ri­ma­se nel par­ti­to e nel Rei­ch­stag. Fi­no al 1939, l’an­no del­lo strap­po fi­na­le. Il Pae­se era sta­to riar­ma­to fi­no ai den­ti, ades­so le ar­mi ini­zia­va­no a es­se­re ri­vol­te ver­so i ne­mi­ci del Rei­ch. Con l’ini­zio del­la guer­ra, Thys­sen de­nun­ciò la sua con­tra­rie­tà al­la li­nea na­zi­sta a suo di­re sui­ci­da, e fug­gì dal­la Ger­ma­nia. Cer­cò ri­fu­gio in Fran­cia con l’in­ten­zio­ne di scap­pa­re in Sud Ame­ri­ca, ma quan­do il Pae­se ven­ne oc­cu­pa­to gli uo­mi­ni del­la Ge­sta­po lo pre­le­va­ro­no, de­por­tan­do­lo in di­ver­si cam­pi di con­cen­tra­men­to: gli ul­ti­mi fu­ro­no Bu­che­n­wald e Da­chau. Qui le for­ze al­lea­te lo li­be­ra­ro­no nel ’45. Sa­rà pro­ces­sa­to per il suo so­ste­gno al par­ti­to e il 15% del­le sue azien­de te­de­sche sa­rà con­fi­sca­to. Mo­ri­rà di in­far­to nel 1951.

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