In­ven­to­ri per ca­so Le sco­per­te fat­te per sba­glio.

An­ni di stu­dio, ore e ore di la­bo­ra­to­rio, de­ci­ne di ten­ta­ti­vi: poi fi­nal­men­te la sco­per­ta. E se non fos­se sem­pre co­sì?

Focus Storia - - Sommario -

Al­cu­ne sco­per­te na­sco­no da com­ples­si ra­gio­na­men­ti, al­tre per “fol­go­ra­zio­ne”. Co­me quel­la che, si di­ce, eb­be Ar­chi­me­de im­mer­gen­do­si nel­la va­sca da ba­gno quan­do in­tuì il prin­ci­pio del­la spin­ta idro­sta­ti­ca. Al­tre sco­per­te, in­ve­ce, av­ven­go­no per pu­ro ca­so. O ad­di­rit­tu­ra, per er­ro­re.

E non so­no po­che quel­le na­te in que­sto mo­do: ba­sti pen­sa­re che Cri­sto­fo­ro Co­lom­bo ar­ri­vò nel­le Ame­ri­che pen­san­do di aver rag­giun­to le In­die, o che la pe­ni­cil­li­na è sta­ta sco­per­ta gra­zie a una pia­stra di col­tu­ra mal pu­li­ta. Gli an­glo­sas­so­ni han­no ad­di­rit­tu­ra co­nia­to una pa­ro­la per in­di­ca­re il ruo­lo gio­ca­to dal ca­so nel­le sco­per­te scien­ti­fi­che: se­ren­di­pi­ty (tra­dot­to “se­ren­di­pi­tà”). Il ter­mi­ne ha an­ti­che origini: fu co­nia­to in pie­no Il­lu­mi­ni­smo, nel 1754, da uno scrit­to­re inglese, Ho­ra­ce Wal­po­le, per in­di­ca­re quel mi­sto di genio e for­tu­na con il qua­le si fan­no sco­per­te fe­li­ci.

La se­ren­di­pi­tà, lun­gi dall’es­se­re di­men­ti­ca­ta, è tor­na­ta di moda dal­la me­tà del se­co­lo scor­so, quan­do l’er­ro­re è di­ven­ta­to an­che si­no­ni­mo di fan­ta­sia e di po­te­re creativo e im­ma­gi­ni­fi­co. Ecco al­cu­ne del­le più cu­rio­se in­ven­zio­ni na­te per ca­so, per di­stra­zio­ne, o per er­ro­re: dal­la fa­mo­sa Co­ca-co­la, ai corn fla­kes, al mi­croon­de fi­no ai rag­gi X...

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