“MANDATE SOL­DI E PIÙ VI­NO”

De­ci­fra­to il te­sto su un coc­cio di 2.600 anni fa.

Focus Storia - - NOVITÀ ESCOPERTE - AN­TI­CO ISRAE­LE • Al­do Bac­ci

Chissà quan­te an­ti­che iscri­zio­ni so­no sta­te sot­to i no­stri oc­chi sen­za es­se­re vi­ste. Ora una nuo­va tec­no­lo­gia a im­ma­gi­ne mul­ti­spet­tra­le, mes­sa a pun­to dai di­par­ti­men­ti di ma­te­ma­ti­ca ap­pli­ca­ta e di ar­cheo­lo­gia dell’uni­ver­si­tà di Tel Aviv, ha per­mes­so di rin­ve­ni­re su un an­ti­co coc­cio israe­li­ti­co pa­ro­le fi­no­ra per­du­te. Il mes­sag­gio in ebrai­co è sem­pli­ce: “Mandate più vi­no”. Per ol­tre 50 anni, dal­la sua sco­per­ta ne­gli Anni ’60, nes­su­no era riu­sci­to a leg­ger­lo sul re­tro di un ostra­kon, un pez­zo di ce­ra­mi­ca che ave­va già un’iscri­zio­ne sul­la fac­cia an­te­rio­re: ri­sa­le al 600 a.c., l’epo­ca del­la di­stru­zio­ne di Ge­ru­sa­lem­me e del Tem­pio di Sa­lo­mo­ne da par­te del re ba­bi­lo­ne­se Na­bu­co­do­no­sor II. Ri­chie­ste pres­san­ti. Sul coc­cio tro­va­to nel­la for­tez­za di Arad, cit­tà sul bor­do del de­ser­to del Ne­gev, si so­no ora re­si vi­si­bi­li 50 caratteri scrit­ti a in­chio­stro, com­pre­se 17 pa­ro­le, che sem­bra­no es­se­re la con­ti­nua­zio­ne del mes­sag­gio scrit­to sull’al­tra fac­cia, nel qua­le do­po una be­ne­di­zio­ne a Dio si chie­de­va di in­via­re del de­na­ro.

“Mandate più vi­no”: è il mes­sag­gio na­sco­sto sul coc­cio del 600 a.c., tro­va­to in Israe­le.

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