TA­CI­TO Lo vo­ce dell’im­pe­ro

Gli sto­ri­ci rac­con­ta­ro­no le ge­sta e le vit­to­rie di im­pe­ra­to­ri e ge­ne­ra­li ma non man­ca­ro­no an­che le cri­ti­che

Focus Storia - - PRIMO PIANO -

La sto­ria ro­ma­na come ce la rac­con­ta­no a scuo­la in gran par­te l’ha scrit­ta lui. Pu­blio Cor­ne­lio Ta­ci­to (55-120, a si­ni­stra) fu in­fat­ti uno dei mas­si­mi sto­ri­ci ro­ma­ni. Nel­le sue ope­re mag­gio­ri, le Hi­sto­riae e gli An­na­les, rac­con­tò l’im­pe­ro ro­ma­no a par­ti­re dal I se­co­lo, fin dai tem­pi di Au­gu­sto. Il ma­tri­mo­nio con la fi­glia di Giu­lio Agri­co­la, uno de­gli uo­mi­ni più in vi­sta dell’epo­ca, fu il tram­po­li­no di lan­cio per la sua car­rie­ra po­li­ti­ca. En­trò pri­ma in Se­na­to e poi di­ven­ne Con­so­le suf­fe­to (sup­plen­te) con Ner­va e pro­con­so­le in Asia con Traiano. Critico. La sua pas­sio­ne pe­rò era la let­te­ra­tu­ra, alla qua­le si ap­pre­stò quan­do era già qua­ran­ten­ne. De­di­cò la sua pri­ma ope­ra, Agri­co­la (98), all’in­cor­rot­to suo­ce­ro di cui nar­rò la con­qui­sta del­la Ca­le­do­nia, sen­za tut­ta­via ri­spar­mia­re una fe­ro­ce cri­ti­ca ai me­to­di di con­qui­sta dei Ro­ma­ni: “Fan­no il de­ser­to, e lo chia­ma­no pa­ce”, fe­ce di­re al so­vra­no dei Ca­le­do­ni.

Lo sto­ri­co inau­gu­rò per i bar­ba­ri in­ve­ce il mito del “buon sel­vag­gio”: con­trap­po­nen­do la de­ca­den­za ro­ma­na alla for­za e alla ge­nui­ni­tà dei ger­ma­ni.

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