Lo­ren­zo Basili: sim­bo­lo di ri­na­sci­ta del Tor di Quin­to

Gazzetta Regionale - - FINALE JUNIORES FASE NAZIONALE - di An­drea AGRIFOGLIO Lo­ren­zo Basili © Lo­ri

Quan­ta stra­da si può fa­re in set­te an­ni? Un pas­so al­la vol­ta si ac­cu­mu­la­no tan­tis­si­mi chi­lo­me­tri, ma sen­za una rea­le me­ta è tut­ta fa­ti­ca spre­ca­ta. Bi­so­gna tro­va­re un pun­to d’ar­ri­vo, an­che se que­sto è di­se­gna­to dall’uto­pia, pra­ti­ca­men­te im­pos­si­bi­le da rag­giun­ge­re, ma che rie­sce co­mun­que a far muo­ve­re un pas­so do­po l’al­tro verso il rea­le obiet­ti­vo. Ma in un cam­mi­no co­sì lun­go sa­reb­be dav­ve­ro uto­pi­co, que­sto sì, pen­sa­re di riu­scir­ci da so­li. Per quan­to si pos­sa es­se­re si­cu­ri di far­ce­la, per quan­to ca­pa­ci­tà e vo­glia sia­no il mi­glior car­bu­ran­te pos­si­bi­le in si­tua­zio­ni co­me que­sta, tut­to ciò po­treb­be non ba­sta­re. Cam­mi­na­re per set­te an­ni in so­li­tu­di­ne con una fe­ri­ta im­pos­si­bi­le da ri­mar­gi­na­re ed al­tre dal­la len­ta e do­lo­ro­sa gua­ri­gio­ne sa­reb­be un’im­pre­sa scioc­ca già in par­ten­za. Una scon­fit­ta sot­to ogni pun­to di vi­sta. Non ba­sta la fi­du­cia in se stes­si e tan­to­me­no la con­vin­zio­ne che la ga­lan­te­ria del tem­po pos­sa le­ni­re ogni ma­le, ri­me­dia­re agli er­ro­ri com­mes­si ed in­di­riz­za­re verso la stra­da giu­sta per rag­giun­ge­re l’obiet­ti­vo. Ser­ve ben al­tro, ser­ve tutt’al­tro. Ser­ve ri­ve­de­re le pro­prie po­si­zio­ni, ser­ve ave­re una spal­la, for­se an­che più di una, per man­te­ne­re il cam­mi­no ad un pas­so ta­le da po­ter­lo far di­ven­ta­re un’au­ten­ti­ca e con­cre­ta ri­na­sci­ta. Lo scu­det­to con­qui­sta­to sa­ba­to dal Tor di Quin­to con­tro il Fenegrò è la sin­te­si per­fet­ta dell’unio­ne ri­tro­va­ta all’in­ter­no di una so­cie­tà che ave­va per­so i (il) suoi ri­fe­ri­men­ti più im­por­tan­ti ed ave­va ac­cu­mu­la­to in­com­pren­sio­ni, ten­sio­ni e scar­si ri­sul­ta­ti ri­spet­to a ciò cui ci ave­va abi­tua­to. Non de­ve es­se­re sta­to per nul­la sem­pli­ce ve­de­re al­tri esul­ta­re e do­mi­na­re nel La­zio e in Ita­lia, in quel­lo che era sta­to per de­cen­ni il pro­prio cam­po di bat­ta­glia. E per quan­to sem­pli­ce pos­sa es­se­re il ri­fu­giar­si in uno sguar­do ami­co e in un con­si­glio spas­sio­na­to, tut­to que­sto è man­ca­to in ca­sa ros­so­blù per trop­po tem­po, ren­den­do il cam­mi­no più im­per­vio che mai. Il ri­tor­no di quel sen­ti­men­to d’ap­par­te­nen­za che da sem­pre (ed è un ca­so più uni­co che ra­ro nel mon­do del cal­cio la­zia­le) sim­bo­leg­gia l’es­se­re del Tor di Quin­to (es­se­re, ap­pun­to, non “ap­par­te­ne­re al”) è sta­ta la scin­til­la che ha da­to nuo­va for­za al club di via del Ba­iar­do. Quel­la for­za che era sva­ni­ta e che ri­schia­va di po­ter­si per­de­re per sem­pre. Lo­ren­zo Basili è il sim­bo­lo del­la ri­na­sci­ta, sim­bo­lo in quan­to scel­ta con­sa­pe­vo­le di chi da sem­pre ha nel cuo­re le sor­ti del Tor di Quin­to.

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