La Her­tz pre­sen­ta la pri­ma au­to da co­lo­ra­re

GENTE - - Sommario - Di Marco Pagani

« Pa­pà, quan­to man­ca?». La clas­si­ca do­man­da dei fi­gli in au­to con i ge­ni­to­ri pen­de sul viag­gio del­la fa­mi­glia co­me una spa­da di Da­mo­cle. È nell’aria per tut­to il tra­git­to e quan­do viene lan­cia­ta, sta­te­ne cer­ti, di­ven­ta peg­gio di una can­zo­ne tor­men­to­ne dell’estate, nes­su­no la può fer­ma­re. For­se ci rie­sce un film sul ta­blet: ma se di bimbi ce ne so­no due, ba­sta un at­ti­mo e par­te la lotta tra chi pre­fe­ri­sce Pep­pa Pig e chi in­ve­ce va mat­to per Spon­ge­bob, i per­so­nag­gi dei car­to­ni ani­ma­ti più ama­ti dai bam­bi­ni. E al­lo­ra sia­mo da ca­po.

Her­tz, una delle più im­por­tan­ti so­cie­tà di au­to­no­leg­gio, ha avu­to un’idea fan­ta­sti­ca. Tra­sfor­ma­re la vet­tu­ra pre­sa a no­lo in una ve­ra la­va­gna ma­gi­ca, ca­pa­ce di te­ne­re oc­cu­pa­ti i pic­co­li pas­seg­ge­ri fa­cen­do­li di­ver­ti­re un sac­co. L’in­ven­zio­ne del se­co­lo per i pa­pà e le mam­me in cerca di pa­ce men­tre gui­da­no si chia­ma

Co­lou­ring-In Car, la mac­chi­na da co­lo­ra­re. Il no­me in­gle­se non è sta­to scel­to per fa­re sce­na ma per­ché, al momento, que­sto mo­del­lo di au­to­mo­bi­le può es­se­re no­leg­gia­ta so­lo all’agen­zia Her­tz che si tro­va all’ae­ro­por­to di Hea­th­row, a Lon­dra. Do­po un pe­rio­do di pro­va sa­ran­no ana­liz­za­te le rea­zio­ni del­la clien­te­la per va­lu­ta­re il lan­cio del­la Co­lou­ring-In Car an­che in al­tri Pae­si. Tut­to la­scia pen­sa­re che non pas­se­rà mol­to pri­ma che que­sto av­ven­ga. Her­tz, in­fat­ti, ha pre­sen­ta­to la pri­ma au­to al mon­do si­mi­le a un album da co­lo­ra­re. Sui tes­su­ti dei sedili e per­fi­no su quel­li che ri­co­pro­no le por­tie­re e il tettuccio dell’abi­ta­co­lo so­no sta­te di­se­gna­te le sa­go­me di ca­set­te, fio­ri, bar­che, razzi, au­to­mo­bi­li, al­be­ri, bam­bo­le, stel­le, che i bimbi potranno co­lo­ra­re con i pennarelli da­ti in do­ta­zio­ne, sce­glien­do le tin­te che pre­fe­ri­sco­no, dan­do così sfo­go, fe­li­ci e in re­li­gio­so silenzio si spe­ra, a tut­ta la lo­ro fan­ta­sia.

Una do­man­da sor­ge spon­ta­nea: ma quan­do la Co­lou­ring

In Car viene re­sti­tui­ta van­no cam­bia­ti gli in­ter­ni? «Sia­mo an­co­ra a li­vel­lo di pro­to­ti­po e in fa­se di svi­lup­po. Cer­ta­men­te gli in­ter­ni so­no sta­ti con­ce­pi­ti per es­se­re pu­li­ti do­po la de­co­ra­zio­ne, per­tan­to una volta che il pro­get­to do­ves­se con­cre­tiz­zar­si e an­da­re a re­gi­me ver­ran­no scel­ti i ma­te­ria­li vi­ni­li­ci più ade­gua­ti al­lo sco­po», spie­ga a

Gen­te l’uf­fi­cio stam­pa Her­tz. Nell’at­te­sa, co­pri­te be­ne i sedili del­la vo­stra au­to.

QUE­STA MAC­CHI­NA, CREATA APPOSTA PER I BAM­BI­NI, PUÒ ES­SE­RE IMBRATTATA CON I PENNARELLI: SEDILI, CRUSCOTTO, TETTUCCIO SO­NO ME­GLIO DI UN ALBUM

PIC­CO­LI PITTORI SCATENATI Lon­dra. Un grup­po di bam­bi­ni met­te in ri­sal­to le po­ten­zia­li­tà del­la Cou­lo­ring-In Car. La vet­tu­ra per ora è no­leg­gia­bi­le so­lo all’ae­ro­por­to lon­di­ne­se di Hea­th­row.

ROS­SO O GIAL­LO? Un bim­bo sta de­ci­den­do con qua­le co­lo­re pit­tu­ra­re le sa­go­me stam­pa­te sui sedili. Sarà un viag­gio di­ver­ten­te.

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