Nic­co­lò Ciat­ti, pic­chia­to a mor­te in Spa­gna

IL GIO­VA­NE, PIC­CHIA­TO IN DISCOTECA, È STA­TO FINITO CON UN CAL­CIO IN FAC­CIA DA UN CECENO. «E NES­SU­NO HA FAT­TO NULLA PER SALVARLO», SI DISPERA IL PADRE. DUE DEI TRE COLPEVOLI SO­NO GIÀ LI­BE­RI

GENTE - - Sommario - di Francesco Gironi

N on si sa co­sa pos­sa es­se­re più ter­ri­bi­le. Se mo­ri­re in discoteca l’ul­ti­mo gior­no di va­can­za. Se mo­ri­re let­te­ral­men­te am­maz­za­to di bot­te, pu­gni e cal­ci. Se mo­ri­re men­tre de­ci­ne di coe­ta­nei, in discoteca per di­ver­tir­si co­me te, so­no lì con i te­le­fo­ni­ni, im­bam­bo­la­ti a re­gi­stra­re tut­to. A Nic­co­lò Ciat­ti, 22 an­ni, di Scan­dic­ci, è suc­ces­so tut­to que­sto.

So­no da po­co tra­scor­se le due del­la not­te tra ve­ner­dì 11 e sa­ba­to 12 ago­sto. Sia­mo a Llo­ret de Mar, ca­pi­ta­le spa­gno­la del­la vi­ta not­tur­na in ri­va al ma­re, a set­tan­ta chi­lo­me­tri da Bar­cel­lo­na. Nic­co­lò è ar­ri­va­to qui il 5 ago­sto con al­tri sei ami­ci.

Sa­reb­be­ro do­vu­ti rien­tra­re il 13, e così in quat­tro de­ci­do­no di con­ce­der­si un’ul­ti­ma se­ra­ta di di­ver­ti­men­to al­la discoteca St. Trop’s. La tra­ge­dia si con­su­ma in me­no di tren­ta se­con­di. «All’im­prov­vi­so tra la fol­la è sta­to spin­to­na­to da qual­cu­no, co­me suc­ce­de spes­so in discoteca. Nic­co­lò si è gi­ra­to per ca­pi­re ed è sta­to col­pi­to da uno dei gio­va­ni. Era­no delle bestie, non delle per­so­ne. Non si so­no fer­ma­ti nean­che ve­den­do­lo a ter­ra e gli han­no ti­ra­to una pe­da­ta. È sta­to in­cre­di­bi­le, sem­bra­va­no mat­ti. Gen­te ad­de­stra­ta a col­pi­re. Sen­za scru­po­li», ha rac­con­ta­to Ales­san­dro Cat­ta­ni, uno dei ra­gaz­zi del grup­po, il più stret­to ami­co di Nic­co­lò: sul­le ca­vi­glie cia­scu­no ave­va ta­tua­to l’ini­zia­le del no­me dell’al­tro.

Lo­ro, gli ag­gres­so­ri, so­no tre ce­ce­ni: Mo­svar Ma­ga­ma­dov, Kha­bi­boul Kha­ba­tov e so­prat­tut­to Ras­soul Bis­soul­ta­nov. Se­con­do la po­li­zia è que­st’ul­ti­mo l’as­sas­si­no: men­tre Nic­co­lò è già a ter­ra, il vol­to tra­sfor­ma­to in una ma­sche­ra di san­gue, pri­vo di sen­si do­po la gra­gnuo­la di pu­gni che lo ha rag­giun­to, l’uo­mo lo col­pi­sce con un vio­len­to cal­cio in fac­cia.

La vi­ta di Nic­co­lò pra­ti­ca­men­te si fer­ma qui. Bis­soul­ta­nov, clas­se 1993, è un atle­ta pro­fes­sio­ni­sta di Mma, le ar­ti mar­zia­li mi­ste (si­gla del ter­mi­ne in­gle­se Mi

xed mar­tial arts), nel­le qua­li ogni col­po è per­mes­so. Quel cal­cio pro­vo­ca a Ciat­ti una pro­fon­da emor­ra­gia ce­re­bra­le che lo la­scia in co­ma. Mo­ri­rà do­po ven­ti­quat­tro ore all’ospe­da­le True­ta di Gi­ro­na. I tre ag­gres­so­ri, in­ve­ce, la­scia­no tran­quil­la­men­te il lo­ca­le, co­me se nulla fos­se ac­ca­du­to: li fer­ma po­co do­po la po­li­zia spa­gno­la ar­re­stan­do­li con l’ac­cu­sa di omi­ci­dio. Ora in car­ce­re re­sta so­lo Ras­soul Bis­soul­ta­nov. «Non vor­rei aver fat­to una co­sa così or­ri­bi­le», avreb­be det­to al ma­gi­stra­to che lo in­ter­ro­ga­va, chie­den­do poi di es­se­re ri­la­scia­to per­ché avreb­be i ge­ni­to­ri gra­ve­men­te ma­la­ti. Mo­svar Ma­ga­ma­dov, in­ve­ce, avreb­be “sol­tan­to” pre­so Nic­co­lò per il col­lo, men­tre Kha­bi­boul Kha­ba­tov si sa­reb­be “li­mi­ta­to” a non pre­sta­re soc­cor­so e a fug­gi­re. Do­vran­no, co­mun­que, re­sta­re a di­spo­si­zio­ne delle au­to­ri­tà spa­gno­le e, sep­pu­re tor­na­ti in Fran­cia do­ve ri­sie­de­va­no, non potranno la­scia­re l’Unio­ne Eu­ro­pea.

I testimoni di quan­to ac­ca­du­to non man­ca­no. Già, per­ché il be­stia­le pe­stag­gio è sta­to ri­pre­so in di­ret­ta non so­lo dal­le te­le­ca­me­re di si­cu­rez­za del lo­ca­le, ma an­che da­gli smart­pho­ne di de­ci­ne di tu- ri­sti che, co­me Nic­co­lò, era­no lì per di­ver­tir­si. Nes­su­no ha mos­so un di­to: «Ab­bia­mo chie­sto aiu­to più vol­te, ma inu­til­men­te. An­che quan­do i tre ag­gres­so­ri so­no scap­pa­ti ab­bia­mo ur­la­to al­la gen­te di aiu­tar­ci. Ma nes­su­no si è fat­to avan­ti», ha rac­con­ta­to Ales­san­dro.

«La co­sa tri­ste è che tut­ti so­no sta­ti a guar­da­re im­po­ten­ti: sa­reb­be ba­sta­to che qual­cu­no in­ter­ve­nis­se per ri­spar­miar­gli quel­le pe­da­te sul­la te­sta, quel­le bot­te al cuo­re che me l’han­no am­maz­za­to», ha sot­to­li­nea­to di­spe­ra­to il pa­pà di Nic­co­lò, Luigi Ciat­ti. Che se la pren­de con il de­sti­no: «Nic­co­lò in quel­la discoteca non vo­le­va nean­che en­tra­re, è an­da­to sol­tan­to per­ché pio­ve­va. Ma quan­do il de­sti­no ti dà ap­pun­ta­men­to non c’è nulla che tu pos­sa fa­re». Nel­la ca­sa di via di Sol­lic­cia­no, do­ve vi­ve­va con il padre, la mam­ma Cin­zia e la so­rel­la Sa­ra, si aspet­ta an­co­ra di ve­de­re Nic­co­lò rien­tra­re dal ban­co di or­to­frut­ta del mer­ca­to di San Lo­ren­zo do­ve la­vo­ra­va con la zia Ma­riel­la. Sem­bra di sen­ti­re an­co­ra i suoi sogni di vi­ta con Ila­ria, la ra­gaz­za con la qua­le ave­va de­ci­so di an­da­re a con­vi­ve­re. Vo­le­va com­pra­re una ca­sa. Il pa­pà è di­spe­ra­to: «Met­te­va da par­te an­che i cen­te­si­mi pur di rea­liz­za­re quel so­gno. Mio figlio vo­le­va un’abi­ta­zio­ne tut­ta per sé e io so­no an­da­to al ci­mi­te­ro a com­prar­gli una tom­ba».

«ERA­NO DELLE BESTIE, NON PER­SO­NE», DICONO I TESTIMONI

LACRIME DI RABBIA

Scan­dic­ci (Fi­ren­ze). Luigi Ciat­ti, pa­pà di Nic­co­lò, si dispera. «So­gna­va una fa­mi­glia con la fi­dan­za­ta Ila­ria. Vo­le­va com­pra­re una ca­sa, in­ve­ce gli com­pro una tom­ba», di­ce. Llo­ret de Mar (Spa­gna). Il momento in cui Ras­soul Bis­soul­ta­nov, con la ma­glia gri­gia, col­pi­sce Nic­co­lò, a ter­ra con la ca­mi­cia bian­ca. In­tor­no a lo­ro nes­su­no in­ter­vie­ne per fer­mar­lo: tut­ti guar­da­no co­me fos­se uno show.

LA­VO­RA­VA DU­RO AL MER­CA­TO E VO­LE­VA DI­VER­TIR­SI AL MA­RE CON GLI AMI­CI Una delle ul­ti­me im­ma­gi­ni po­sta­te da Nic­co­lò Ciat­ti, am­maz­za­to a 22 an­ni, sul suo pro­fi­lo Fa­ce­book. Era par­ti­to da Fi­ren­ze al­la volta del­la Spa­gna il 5 ago­sto per tra­scor­re­re una set­ti­ma­na di va­can­za al ma­re in­sie­me con i suoi mi­glio­ri ami­ci. La­vo­ra­va con la zia Ma­riel­la al mer­ca­to di San Lo­ren­zo, do­ve ge­sti­va un ban­co di or­to­frut­ta. ERA­NO FI­DAN­ZA­TI DA UN AN­NO Nic­co­lò in un sel­fie con la fi­dan­za­ta Ila­ria. Si era­no co­no­sciu­ti da un an­no e ave­va­no de­ci­so di an­da­re a con­vi­ve­re a fi­ne estate. Lei lo chia­ma­va “il mio gigante buo­no”.

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