Terremoto di Ischia: il miracolo dei tre fratellini To­sca­no

TRE FRATELLINI SEPOLTI. MA I SOC­COR­RI­TO­RI FAN­NO L’IM­POS­SI­BI­LE: UNO, DUE, INFINE IL TER­ZO, TUT­TI SALVI. IN­TAN­TO SI APRE L’INCHIESTA SUI DAN­NI DELL’ABUSIVISMO. E I TU­RI­STI SCAPPANO

GENTE - - Sommario - DI ALESSANDRA GAVAZZI

Quan­to du­ra la not­te? A Ischia, bor­go di Ca­sa­mic­cio­la Ter­me, fra­zio­ne La Ri­ta, la not­te è du­ra­ta 17 ore e 13 mi­nu­ti. Tut­to il tem­po che è ser­vi­to per li­be­ra­re Ci­ro dal pe­so del­le ma­ce­rie, la sua fa­mi­glia dal pe­so di un’an­go­scia in­di­ci­bi­le a pa­ro­le. Per­ché quel bam­bi­no di 11 anni che ur­la­va con tut­to il fia­to dei suoi pol­mo­ni per gui­da­re i soc­cor­ri­to­ri, era, di fat­to, se­pol­to vi­vo in una not­te che non vo­le­va fi­ni­re. Una not­te ini­zia­ta pre­sto, pre­stis­si­mo: al­le 21 del 21 ago­sto, con un boa­to. Un terremoto mi­no­re, si di­rà poi, che non avreb­be do­vu­to fa­re dan­ni. Ma li fa, ec­co­me se li fa. Uc­ci- de due don­ne, fe­ri­sce 42 per­so­ne e in­trap­po­la una fa­mi­glia in­te­ra. Quel­la di Ci­ro, ap­pun­to. Che a quell’ora gio­ca­va nel­la sua ca­me­ret­ta con Mat­tias, il fra­tel­li­no di 7 anni, pri­ma di ce­na. Men­tre mam­ma Ales­sia, in at­te­sa di una bim­ba, era in ba­gno e suo ma­ri­to Ales­san­dro era sce­so un at­ti­mo a re­cu­pe­ra­re qual­co­sa nell’au­to par­cheg­gia­ta sot­to ca­sa. Pa­squa­le, l’ul­ti­mo na­to del­la fa­mi­glia, set­te me­si ap­pe­na, dor­mi­va nel­la sua cul­let­ta in cu­ci­na.

Istan­ta­nee di una nor­ma­le se­ra di fi­ne esta­te scon­vol­ta dal­la scos­sa che in un se­con­do se­pa­ra i com­po­nen­ti del­la fa­mi­glia. E li fa spro­fon­da­re in una not­te in­fi­ni­ta. Pol­ve­ro­sa. Im­prov­vi­sa. Si sal­va per pri­ma la ma­dre but­tan­do­si dal­la fi­ne­stra, il pa­dre ver­rà re­cu­pe­ra­to so­lo du­ran­te la not­te. Il dif­fi­ci­le so­no i bam­bi­ni. Per for­tu­na Ci­ro ha mes­so in sal­vo sot­to al let­to a ca­stel­lo il fra­tel­li­no. E gri­da. Si fa sen­ti­re dai soc­cor­ri­to­ri. E li gui­da per tut­te le 17 ore e 13 mi­nu­ti del­la sua se­pol­tu­ra. «Sta­va­no sot­to quat­tro me­tri di ma­ce­rie, un in­ter­ven­to dif­fi­ci­lis­si­mo, sca­va­va­mo a ma­ni nu­de», ha rac­con­ta­to Te­re­sa Di Francesco, uni­ca donna dell’uni­tà spe­cia­le di re­cu­pe­ro dei vi­gi­li del fuo­co. Era all’ho­tel Ri­go­pia­no, que­st’in­ver­no, ed era ad Ama­tri­ce un an­no fa, a sal­va­re al­tri bam­bi­ni sepolti dal­le scos­se. Ma

questa è un’al­tra sto­ria, o for­se in fon­do no. Per­ché an­che qui c’era la vo­ce di un bam­bi­no a chie­de­re aiu­to. Quan­do tro­va­no Pa­squa­le il­le­so, fi­ni­to chis­sà come so­pra al fri­go­ri­fe­ro, in una nic­chia che l’ha pro­tet­to come l’ute­ro che ha la­scia­to da co­sì po­co, quan­do emerge tra le brac­cia di un in­fer­mie­re ve­sti­to di bian­co, na­sce la se­con­da vol­ta. So­no le 4 del mat­ti­no, la not­te sa­rà an­co­ra lun­ga. Ogni ag­giu­sta­men­to del­le ma­ce­rie può de­ci­de­re per i suoi fra­tel­li tra la vi­ta e la mor­te. Ma a quel­la vi­ta Ci­ro si ag­grap­pa. La ur­la fuo­ri fin­ché è ri­ma­sto senza vo­ce. «Se non mi sal­va­te vi pic­chio», mi­nac­cia i soc­cor­ri­to­ri. «Non vo­glio mo­ri­re. Ma sal­va­te mio fra­tel­lo, è più pic­co­lo», ag­giun­ge­va poi. Mat­tias esce im­bra­ga­to, ma vi­vo e tut­to som­ma­to in salute. Ci­ro no. Quan­do tut­to sa­rà fi­ni­to di­rà: «Quan­do han­no por­ta­to via mio fra­tel­lo mi so­no rin­cuo­ra­to». Ma in quei mo­men­ti il pa­ni­co gli rom­pe­va la vo­ce: «Tu mi vuoi be­ne? Vie­ni a pren­der­mi per­ché muo­io». «Ci­ro, se muo­ri tu muo­ria­mo an­che noi», lo pla­ca il pom­pie­re. «De­vi vi­ve­re, dobbiamo an­da­re a man­gia­re la piz­za».

Il lieto fi­ne è ar­ri­va­to che era già, in ef­fet­ti, l’ora di pran­zo del gior­no dopo. Tut­to in­tor­no a quel­la che era la sua ca­sa in af­fit­to, abu­si­va, di­ran­no al­cu­ni poi, Ca­sa­mic­cio­la è ir­ri­co­no­sci­bi­le. Per­ché set­te abi­ta­zio­ni so­no crol­la­te, al­tre so­no le­sio­na­te. La po­le­mi­ca del dopo è sem­pre quel­la: il terremoto uccide, ma l’uo­mo di più. Nell’iso­la dal­le 28 mi­la ri­chie­ste di con­do­no edi­li­zio in trent’anni, dal­le ap­pe­na 22 ca­se abu­si­ve de­mo­li­te su 2.922 il­le­ga­li ac­cer­ta­te, il dito è pun­ta­to in quel­la di­re­zio­ne. «Que­gli edi­fi­ci era­no vec­chi e mal­te­nu­ti, non fuo­ri leg­ge», si di­fen­de il sin­da­co Gio­van­bat­ti­sta Ca­sta­gna. «So­no sta­ti usa­ti ma­te­ria­li sca­den­ti e con tec­no­lo­gie di co­stru­zio­ne al di fuo­ri da ogni nor­ma­ti­va», am­mo­ni­sce il nuo­vo ca­po del­la Pro­te­zio­ne ci­vi­le An­ge­lo Bor­rel­li. Che sia col­pa del­la na­tu­ra ma­tri­gna o del­le ca­se «di car­ta­pe­sta», come le de­fi­ni­sce la gen­te del po­sto, la ma­gi­stra­tu­ra in­da­ga a ca­ri­co di igno­ti. E quel bor­go ada­gia­to sul mon­te Epo­meo che lo espo­ne a scos­se al­tri­men­ti qua­si inav­ver­ti­bi­li ne­gli al­tri co­mu­ni dell’iso­la, è in­tan­to ge­mel­la­to con Ar­qua­ta del Tron­to, ra­sa al suo­lo dal si­sma del 24 ago­sto di un an­no fa in Cen­tro Ita­lia, e ne ha con­di­vi­so, per for­tu­na so­lo in par­te, il de­sti­no. Un de­sti­no non nuo­vo: nel 1883 fu di­strut­ta sì, quel­la vol­ta com­ple­ta­men­te, da un terremoto che nel­la par­te nord oc­ci­den­ta­le dell’iso­la fe­ce 2.333 vit­ti­me. E di­strus­se l’80 per cen­to de­gli edi­fi­ci del pae­se, lo stes­so col­pi­to il 21 ago­sto. Tra le ma­ce­rie ri­ma­se­ro an­che i ge­ni­to­ri e la so­rel­la di Benedetto Croce. Il filosofo all’epo­ca ave­va 17 anni: “Rin­ven­ni a not­te al­ta e mi tro­vai se­pol­to fi­no al col­lo senza riu­sci­re a rac­ca­pez­zar­mi”, scris­se. Lo sal­va­ro­no dopo due gior­ni, ri­ma­se clau­di­can­te tut­ta la vi­ta. E sull’iso­la non mi­se mai più pie­de. Chis­sà se pie­de sull’iso­la ce lo met­te­ran­no an­co­ra i tu­ri­sti, scap­pa­ti in 15 mi­la su 150 mi­la pre­sen­ti la not­te del si­sma.

Un dram­ma nel dram­ma per una per­la che di que­sto vi­ve. E che in real­tà, al di fuo­ri dei co­mu­ni di Ca­sa­mic­cio­la e del­la fra­zio­ne Fan­go di Lac­co Ame­no, pa­re non aver ri­por­ta­to al­cun dan­no. Mez­zi pubblici re­go­la­ri, ho­tel al di fuo­ri del­la zo­na ros­sa aper­ti. An­che i par­chi ter­ma­li più vi­ci­ni so­no sem­pre sta­ti fun­zio­nan­ti, dal Ne­gom­bo di Lac­co Ame­no al Po­sei­don di Fo­rio, il cui di­ret­to­re An­drea Al­ba­no spie­ga a Gen­te: «La si­tua­zio­ne è tor­na­ta al­la nor­ma­li­tà su­bi­to dopo la scos­sa: a quell’ora i no­stri ad­det­ti svuo­ta­no e pu­li­sco­no le va­sche per l’in­do­ma­ni e non è sta­to di­ver­so nean­che quel­la se­ra. Il gior­no dopo al­le 9 era­va­mo aper­ti e ab­bia­mo stac­ca­to ol­tre mil­le bi­gliet­ti». Chis­sà se ci an­drà an­che Ci­ro, una vol­ta che il pie­de sa­rà gua­ri­to. «Vo­glio an­da­re al ma­re e poi cor­re­re», ha rac­con­ta­to in ospe­da­le. So­gni pic­co­li, al­la fi­ne di una not­te che pa­re­va non fi­ni­re mai.

IL FILOSOFO BENEDETTO CROCE SCAMPÒ AL SI­SMA NEL 1883

LA FRA­ZIO­NE PIÙ DEVASTATA Crol­li in lo­ca­li­tà La Ri­ta: si trova so­pra la fa­glia e per que­sto ha su­bi­to i dan­ni più in­gen­ti, con set­te edi­fi­ci di­strut­ti e al­tri le­sio­na­ti.

VENUTI AL MON­DO DI NUO­VO Ca­sa­mic­cio­la (Na­po­li). I soc­cor­ri­to­ri por­ta­no in sal­vo Pa­squa­le To­sca­no, 7 me­si: so­no le 4 del 22 ago­sto e il terremoto che ha scos­so Ischia al­le 21 del­la se­ra pri­ma ha di­strut­to la sua ca­sa. Due ore pri­ma era­no sta­ti sal­va­ti i suoi ge­ni­to­ri Ales­sia e Ales­san­dro. I due fra­tel­li più gran­di Mat­tias e Ci­ro era­no in­trap­po­la­ti sot­to quat­tro me­tri di ma­ce­rie e per­si­no sot­to una pe­san­te stu­fa elet­tri­ca. A de­stra, so­pra, Mat­tias, 7 anni, ap­pe­na estrat­to dal­le ma­ce­rie: è sta­to pro­tet­to dal fra­tel­lo mag­gio­re sot­to a un let­to a ca­stel­lo. Sot­to, Ci­ro, 11: fi­nal­men­te an­che lui ri­ve­de la lu­ce. È sal­vo. LA­CRI­ME DI SOLLIEVO Ales­sia e Ales­san­dro To­sca­no pian­go­no all’ar­ri­vo dei fi­gli in ospe­da­le. Lei è in at­te­sa di una bim­ba e si è sal­va­ta uscen­do dal­la fi­ne­stra del ba­gno; lui pur fe­ri­to, ha cer­ca­to di aiu­ta­re i soc­cor­ri­to­ri.

LA FUGA DEI TU­RI­STI Dopo la scos­sa, al­cu­ni va­can­zie­ri si di­ri­go­no ver­so il por­to: so­lo la pri­ma not­te in mil­le so­no rien­tra­ti a Na­po­li in tra­ghet­to.

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