Il se­gre­to dei trion­fi di Be­be Vio so­no una su­per mam­ma e un su­per pa­pà

IN COP­PA DEL MON­DO LA CAM­PIO­NES­SA TRION­FA DUE VOL­TE. E I GE­NI­TO­RI SO­NO LÌ. LA AIU­TA­NO A CAMBIARE LE PRO­TE­SI. CON DOL­CE TRE­PI­DA­ZIO­NE

GENTE - - Su­ma­rio - (m.p.)

È GRAN­DE! SUL PO­DIO SA­LE OGNI VOL­TA SUL GRA­DI­NO PIÙ AL­TO

Se non hai die­tro una fa­mi­glia che ti ama e ti so­stie­ne, non sei nes­su­no», di­ce Bea­tri­ce Ma­ria Ade­lai­de Mar­zia Vio. Per noi è so­lo Be­be, il no­me con il qua­le abbiamo im­pa­ra­to a co­no­scer­la e so­prat­tut­to ad amar­la con tut­to il cuo­re. Un no­me che par­la di for­za, co­rag­gio, pas­sio­ne, vo­glia di vi­ve­re e chi più ne ha più ne met­ta. Per­fi­no con le pa­ro­le Be­be ci sa fa­re a me­ra­vi­glia, co­me te­sti­mo­nia la sua di­chia­ra­zio­ne ini­zia­le. Con­fer­ma­ta dal suo ul­ti­mo ex­ploit spor­ti­vo. Ve­ner­dì 9 mar­zo, Pi­sa: nel­la ga­ra di Cop­pa del mon­do Be­be Vio si ag­giu­di­ca una dop­piet­ta tutta d’oro, con­qui­stan­do il gra­di­no più al­to del po­dio nel fio­ret­to fem­mi­ni­le in­di­vi­dua­le e poi nel fio­ret­to fem­mi­ni­le a squa­dre. E chi c’è a so­ste­ner­la in pri­ma fi­la? Pa­pà Rug­ge­ro e mam­ma Te­re­sa, i suoi ge­ni­to­ri. «Per­ché», ri­cor­da Be­be, «la mia fa­mi­glia è una bel­la squa­dra». Le fo­to­gra­fie esclu­si­ve che pub­bli­chia­mo par­la­no an­co­ra più for­te, ad­di­rit­tu­ra ur­la­no l’im­men­sa so­li­da­rie­tà e te­ne­rez­za che li uni­sce. So­no gli at­ti­mi pri­ma dell’ini­zio del­la ga­ra, Te­re­sa ab­brac­cia af­fet­tuo­sa la fi­glia, Rug­ge­ro sem­bra con­cen­trar­si al pa­ri di Be­be. Ma poi guar­da­te­li que­sti “ge­ni­to­ri co­rag­gio”: con il sor­ri­so che il­lu­mi­na il vol­to, reg­go­no al­la fi­glio­la le pro­te­si di tut­ti i gior­ni per le brac­cia (che bello scor­ge­re su una di es­se l’oro­lo­gio, sim­bo­lo con­cre­to del­la in­di­strut­ti­bi­le vo­lon­tà del­la ra­gaz­za di non ca­de­re nel­la com­mi­se­ra­zio­ne di se stes­sa), in mo­do che Be­be pos­sa in­fi­la­re quel­la con il fio­ret­to e di­mo­stra­re nuo­va­men­te il suo va­lo­re. Non pen­sa­te sia una mes­sin­sce­na a uso dei fo­to­gra­fi. Rug­ge­ro e Te­re­sa ado­ra­no Be­be, tre­pi­da­no per lei, la as­si­sto­no con de­li­ca­tez­za, ri­spet­to e di­scre­zio­ne. Un an­no fa si so­no mi­su­ra­ti ap­po­sta con una pro­va spe­cia­le. Han­no in­dos­sa­to le pro­te­si con le qua­li la lo­ro cam­pio­nes­sa cor­re e cam­mi­na, per pro­va­re per una vol­ta le sen­sa­zio­ni che lei ha nel do­ver­le uti­liz­za­re. La mam­ma al­la fi­ne, con il fia­to­ne, ha am­mes­so «So­no pe­san­ti». Non è un ve­ro pro­ble­ma, pe­rò: so­no pro­prio lo­ro, mam­ma e pa­pà, ad al­leg­ge­rir­le l’esi­sten­za, non so­lo reg­gen­do­le gli ar­ti ar­ti­fi­cia­li, ma riem­pien­do­ne ogni mi­nu­to di vi­ta con un amo­re sin­ce­ro e lea­le.

AR­RI­VA L’ORA DEL­LA SFI­DA Pi­sa. Be­be Vio, 21 an­ni, sta per scen­de­re in pe­da­na per di­mo­stra­re il suo va­lo­re. Mam­ma Te­re­sa le reg­ge la pro­te­si del brac­cio si­ni­stro e in­sie­me guar­da­no l’ora sull’oro­lo­gio. Co­sa c’è di più nor­ma­le?

LA FOR­ZA DI RI­DE­RE DELL’HAN­DI­CAP Be­be ri­de con i ge­ni­to­ri, che reg­go­no le sue pro­te­si per le brac­cia. Tra le tan­te do­ti di Be­be c’è la ca­pa­ci­tà di scher­za­re sul suo ter­ri­bi­le han­di­cap. È in­cre­di­bi­le la naturalezza di que­sta sce­na.

PRON­TA AL­LE STOC­CA­TE: IL SUC­CES­SO È DA­VAN­TI A LEI Be­be Vio il 9 mar­zo sul­la pe­da­na di una del­le due ga­re di Cop­pa del mon­do in cui è sta­ta im­pe­gna­ta vit­to­rio­sa­men­te: ha vin­to l’oro nel fio­ret­to fem­mi­ni­le in­di­vi­dua­le e an­che in quel­lo a squa­dre.

TUT­TI PER UNA Be­be con i ge­ni­to­ri: mam­ma Te­re­sa, 53 an­ni, la ba­cia e ab­brac­cia (a de­stra), sot­to lo sguar­do con­cen­tra­to, qua­si te­so di pa­pà Rug­ge­ro, 50.

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