Da­rio Ar­gen­to e i suoi luo­ghi da pau­ra DI SARA RE­COR­DA­TI

IL MI­TI­CO RE­GI­STA NON SMET­TE MAI DI TER­RO­RIZ­ZAR­CI. ADES­SO AN­CHE CON UNA SE­RIE DI RAC­CON­TI. «CER­CO SPUN­TI IN LUO­GHI MA­LE­DET­TI, MA­GI­CI O STRA­NI, IN ITA­LIA E ALL’ESTE­RO», DI­CE. E CE LI MO­STRA

GENTE - - Su­ma­rio - da Ro­ma Sara Re­cor­da­ti

Aca­sa di Da­rio Ar­gen­to ci si aspet­ta di in­cro­cia­re chis­sà qua­li mo­stri, in­ve­ce si sco­pro­no so­lo mol­tis­si­mi li­bri e i tan­ti pre­mi che il mae­stro del bri­vi­do ha ri­ti­ra­to in tut­to il mon­do, in qua­si 50 an­ni di car­rie­ra. Sia­mo an­da­ti a tro­var­lo in oc­ca­sio­ne dell’usci­ta del li­bro Hor­ror (Mon­da­do­ri), sei rac­con­ti maledetti dal sot­to­ti­to­lo Sto­rie

di san­gue, spi­ri­ti e se­gre­ti, che si leg­go­no d’un fia­to. Que­sto non ci stu­pi­sce, ov­via­men­te. In­ve­ce sor­pren­do­no le lo­ca­tion: tut­ti luo­ghi veri del ter­ro­re, sco­va­ti da Da­rio nei suoi nu­me­ro­si viag­gi in­tor­no al mon­do. «Va­do ovun­que mi ven­ga il ghi­ri­biz­zo, spes­so da so­lo, spe­cial­men­te in Eu­ro­pa, in Su­da­me­ri­ca e in Orien­te, al­la ri­cer­ca di spi­ri­ti e fan­ta­smi: si di­ce che esi­sta­no, ma io non ho li mai vi­sti». In com­pen­so ha as­si­sti­to a ri­ti ma­gi­ci in­quie­tan­ti. «Nel­le iso­le An­til­le fran­ce­si, do­ve pra­ti­ca­no il vudù, in­tor­no a un gran­de fuo­co, una vol­ta vi­di una gio­va­ne ra­gaz­za ma­gris­si­ma tra­sfor­mar­si in ser­pen­te: stri­scia­re al suo­lo ver­so un uo­vo, bu­car­lo con gli in­ci­si­vi e poi suc­chiar­ne il con­te­nu­to con una lun­ga lin­gua da ret­ti­le», ci rac­con­ta con la sua fan­ta­sia vi­sio­na­ria. Im­pres­sio­ne fa an­che la de­scri­zio­ne di Vil­la Pa­la­go­nia, vi­ci­no a Pa­ler­mo, dov’è am­bien­ta­ta una del­le sei sto­rie. «Po­co no­ta, ven­ne fat­ta co­strui­re a par­ti­re dal 1715 dal prin­ci­pe di Pa­la­go­nia ap­pas­sio­na­to di mo­stri. Le mu­ra ester­ne so­no cin­te da scul­tu­re che ri­trag­go­no fi­gu­re or­ren­de e de­for­mi, men­tre ne­gli in­ter­ni ci so­no sa­lo­ni di spec­chi che crea­no ef­fet­ti spa­ven­to­si».

Il gu­sto di pro­va­re pau­ra, spie­ga il re­gi­sta, è uni­ver­sa­le. «È

uno dei sen­ti­men­ti più co­mu­ni. Esplo­ra­re le zo­ne oscu­re ci per­met­te di ar­ric­chi­re la no­stra vi­ta: io non ho mai te­mu­to di in­da­ga­re gli im­pul­si più mor­bo­si, an­zi. Lo fac­cio con se­re­ni­tà: è un do­no che ho sem­pre avu­to, fin da pic­co­lo, quan­do mi chiu­de­vo in sof­fit­ta a leg­ge­re. Sem­pre da so­lo, per­ché te­me­vo di es­se­re con­si­de­ra­to stra­no». Og­gi gli ado­le­scen­ti so­no tra il suo pub­bli­co più af­fe­zio­na­to. «So che a Ro­ma va di mo­da “Una not­te con Da­rio Ar­gen­to”, so­prat­tut­to tra le ra­gaz­ze, per ve­de­re i miei film ur­lan­do, sal­tan­do sui let­ti e ri­den­do co­me mat­te. Me l’ha rac­con­ta­to mia ni­po­te An­na Lou, che ha 16 an­ni [ fi­glia di Asia Ar­gen­to e Mor­gan, ndr]». E pro­prio per il suo nuo­vo pub­bli­co il re­gi­sta ha ora in pro­gram­ma di scri­ve­re una se­rie Tv da pau­ra per Net­flix.

No­no­stan­te la sua di­me­sti­chez­za con l’or­ro­re, il re­gi­sta am­met­te che a vol­te ha avu­to dav­ve­ro pau­ra. Per esem­pio quan­do ri­ce­vet­te mi­nac­ce te­le­fo­ni­che di mor­te. «Era una vo­ce ma­schi­le or­ri­bi­le. Non si è mai sa­pu­to chi fos­se». Un ri­cor­do che ora fa par­te del rac­con­to am­bien­ta­to nel­la Bi­blio­te­ca An­ge­li­ca di Ro­ma. «Un luo­go al qua­le so­no mol­to le­ga­to per­ché lì ave­vo gi­ra­to una sce­na im­por­tan­te di Inferno. So­no sta­to spes­so in quel luo­go an­che a fa­re ri­cer­che per i miei film: c’è una bel­la col­le­zio­ne di te­sti ra- ris­si­mi di ma­gia, stre­go­ne­ria e al­chi­mia. Al­cu­ni co­sì an­ti­chi che non si pos­so­no toc­ca­re: te li sfo­glia una bi­blio­te­ca­ria con i guan­ti».

Per­fi­no un luo­go fa­mo­so e ras­si­cu­ran­te co­me il Mu­seo de­gli Uf­fi­zi di Fi­ren­ze può es­se­re lo spun­to per vi­cen­de ter­ri­fi­can­ti se nar­ra­te da Ar­gen­to. De­scri­ven­do il qua­dro in cui Giu­dit­ta de­ca­pi­ta Olo­fer­ne, di Ar­te­mi­sia Gen­ti­le­schi, il re­gi­sta scrit­to­re nar­ra la vi­cen­da del­la sfor­tu­na­ta pit­tri­ce del Sei­cen­to. «Fu vio­len­ta­ta e pic­chia­ta dal suo mae­stro, non­ché pit­to­re as­si­sten­te di suo pa­dre. Ar­te­mi­sia gli fe­ce cau­sa, ma per­se per­ché lui ne­gò tut­to, pro­prio co­me ac­ca­de an­co­ra og­gi. La vio­len­za sul­le don­ne è sem­pre esi­sti­ta: lei scel­se al­lo­ra di la­scia­re l’Ita­lia, do­ve nes­su­no le ave­va cre­du­to, e andò in In­ghil­ter­ra, di­ven­tan­do pit­tri­ce di cor­te». Im­pos­si­bi­le non pen­sa­re al­la vi­cen­da di Asia Ar­gen­to, fi­glia del re­gi­sta, che nei me­si scor­si ha de­nun­cia­to le vio­len­ze del pro­dut­to­re Har­vey Wein­stein av­ve­nu­te all’epo­ca in cui la­vo­ra­va a Hol­ly­wood, sca­te­nan­do po­le­mi­che per il ri­tar­do, ven­ten­na­le, con cui ha par­la­to. «Co­me il pa­dre di Ar­te­mi­sia, an­che io so­no ri­ma­sto av­vi­li­to per que­sta sto­ria, ma so­no cer­to che Asia si ri­pren­de- rà e riu­sci­rà a far pu­ni­re chi le ha fat­to del ma­le. So­no mol­to or­go­glio­so per co­me ha rea­gi­to, as­so­cian­do­si con tan­te al­tre don­ne nel mo­vi­men­to # Me­too ». Fu pro­prio Da­rio a por­ta­re la fi­glia a Hol­ly­wood ne­gli an­ni No­van­ta: «Fin­ché c’ero io non le è ac­ca­du­to nul­la». So­no sem­pre sta­ti piut­to­sto af­fia­ta­ti: «L’ho cre­sciu­ta io», con­fer­ma. Sem­bra stra­no, quin­di, che Asia non gli ab­bia mai rac­con­ta­to nul­la. «Temeva che l’avrei rim­pro­ve­ra­ta per­ché non si era ri­bel­la­ta. Ca­pi­ta spes­so al­le vit­ti­me di sen­tir­si col­pe­vo­li. Qua­si sem­pre pen­sa­no di aver sba­glia­to qual­co­sa lo­ro e al­lo­ra non si con­fi­da­no e non de­nun­cia­no. Poi pas­sa­no gli an­ni, di­ven­ta­no adul­te e si ri­tro­va­no com­ple­ta­men­te stra­vol­te nel­la men­te da pen­sie­ri as­sur­di. Pur­trop­po è sta­to que­sto il suo ca­so».

Vi­sta co­sì Hol­ly­wood non sem­bra me­no spa­ven­to­sa dei luo­ghi hor­ror dei rac­con­ti di Ar­gen­to. Di peg­gio c’è so­lo il ca­stel­lo fran­ce­se ap­par­te­nu­to a Gil­les de Rais, al cen­tro di un al­tro rac­con­to di Ar­gen­to. «Gil­les è uno dei più gran­di mo­stri del­la sto­ria: nel Quat­tro­cen­to stu­prò e tor­tu­rò cen­ti­na­ia di bam­bi­ni. E pen­sa­re che era sta­to un uo­mo pio, guer­rie­ro di Gio­van­na d’Ar­co. Quan­do pe­rò lei fu cat­tu­ra­ta da­gli in­gle­si e bru­cia­ta sul ro­go, lui im­paz­zì e si re­se col­pe­vo­le di ter­ri­bi­li ne­fan­dez­ze». Per­fet­te per un rac­con­to ag­ghiac­cian­te.

RE DE­GLI INCUBI Da­rio Ar­gen­to, 77 an­ni, or­mai leg­gen­da­rio re­gi­sta di film hor­ror che da­gli an­ni Set­tan­ta non smet­to­no di ter­ro­riz­za­re in­te­re ge­ne­ra­zio­ni.

«ASIA TACQUE, MI TEMEVA» Il re dell’hor­ror con la fi­glia Asia Ar­gen­to, 42 an­ni, una del­le prin­ci­pa­li ac­cu­sa­tri­ci di Har­vey Wein­stein, il pro­dut­to­re vio­len­to e mo­le­sta­to­re. Da­rio non era a co­no­scen­za di que­gli abu­si. «Mia fi­glia non mi dis­se nien­te,...

Gal­le­ria de­gli Uf­fi­zi

LA SUA PITTRICE PREDILETTA Fi­ren­ze. A si­ni­stra, il ce­le­bre qua­dro Giu­dit­ta de­ca­pi­ta Olo­fer­ne di Ar­te­mi­sia Gen­ti­le­schi, che si am­mi­ra nel­la Gal­le­ria de­gli Uf­fi­zi (so­pra). Ar­te­mi­sia è una de­gli ar­ti­sti pre­fe­ri­ti da Da­rio Ar­gen­to e uno dei suoi sei...

La co­per­ti­na dei rac­con­ti di Da­rio Ar­gen­to. Il li­bro è edi­to da Mon­da­do­ri.

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