Quan­te app per con­trol­la­re i fi­gli

IL CON­TROL­LO A DI­STAN­ZA TRA­MI­TE SMART­PHO­NE È USA­TO DA MOL­TI GE­NI­TO­RI. PER GLI ESPER­TI È PO­SI­TI­VO SE C’È IL CON­SEN­SO DEI RAGAZZI. SEN­ZA SI RI­SCHIA­NO PRO­BLE­MI LE­GA­LI

GENTE - - Sommario - DI IGOR RUG­GE­RI

Non è un ar­go­men­to di cui si par­la spes­so in pub­bli­co, per­ché è de­li­ca­to e di na­tu­ra pri­va­ta. Quin­di ha de­sta­to mol­ta sor­pre­sa la sor­ti­ta di Ales­sia Mar­cuz­zi su Ra­iu­no a

Che tem­po che fa. La bion­da con­dut­tri­ce ha sve­la­to ai te­le­spet­ta­to­ri, di fron­te a un Fa­bio Fa­zio piut­to­sto per­ples­so, co­me se­gua sem­pre i mo­vi­men­ti del fi­glio Tommaso, 17 an­ni, avu­to dall’al­le­na­to­re del­la La­zio Si­mo­ne In­za­ghi, at­tra­ver­so un’ap­pli­ca­zio­ne sul pro­prio smart­pho­ne, che le co­mu­ni­ca in tem­po rea­le do­ve si tro­va il ra­gaz­zo. La pro­va in di­ret­ta di que­sta tec­ni­ca, che si chia­ma geo­lo­ca­liz­za­zio­ne, ha da­to un esi­to im- pre­vi­sto. Tommaso, che stu­dia in un col­le­ge nei pres­si di Lon­dra, era pre­sen­te nell’isti­tu­to, ma ri­sul­ta­va nel dor­mi­to­rio fem­mi­ni­le. Una si­tua­zio­ne im­ba­raz­zan­te, da cui sua ma­dre ha cer­ca­to di trar­si fuo­ri con una ri­sa­ta piut­to­sto ner­vo­sa. Non si co­no­sce la rea­zio­ne del fi­glio di fron­te a que­sta vio­la­zio­ne in Tv del­la sua pri­va­cy, ma c’è da cre­de­re che quan­do l’avrà sa­pu­to non ne sa­rà sta­to trop­po con­ten­to.

La geo­lo­ca­liz­za­zio­ne per­met­te di rin­trac­cia­re e con­trol­la­re una per­so­na a di­stan­za ed è usa­ta da un nu­me­ro cre­scen­te di ge­ni­to­ri con i pro­pri fi­gli ado­le­scen­ti. Ma il suo im­pie­go è cri­ti­ca­to e in mol­te fa­mi­glie non è ac­cet­ta­to. Dal can­to lo­ro gli edu­ca­to­ri e gli psi­co­lo­gi sot­to­li­nea­no co­me deb­ba sem­pre sot­to­sta­re a cer­te re­go­le, men­tre i giu­ri­sti met­to­no in guar­dia da al­cu­ne sue for­me ai li­mi­ti del­la le­ga­li­tà. Na­tu­ral­men­te il di­bat­ti­to più im­por­tan­te è quel­lo ge­ne­ra­zio­na­le tra gli adul­ti, che per sta­re tran­quil­li vor­reb­be­ro po­ter sor­ve­glia­re, e i ragazzi, che in­ve­ce non vo­glio­no es­se­re sor­ve­glia­ti.

Il mer­ca­to of­fre due ti­pi di geo­lo­ca­liz­za­to­ri, cor­ri­spon­den­ti a con­ce­zio­ni opposte del rap­por­to tra ge­ni­to­ri e fi­gli. Da un la­to ab­bia­mo le app che per la lo­ro na­tu­ra tec­ni­ca si pos­so­no in­stal­la­re nel te­le­fo­ni­no del mi­no­re sol­tan­to con il suo con­sen­so e che pre­sup­pon­go­no quin­di un con­trol­lo da par­te di mam­ma e pa­pà con­cor­da­to con il ra­gaz­zo. Del se­con­do grup-

ALES­SIA, UN SEGUGIO Ales­sia Mar­cuz­zi, 45 an­ni, mo­stra a Che tem­po che fa su Ra­iu­no co­me con­trol­la il fi­glio Tommaso, 17, tra­mi­te il te­le­fo­ni­no. A si­ni­stra, la map­pa che lo­ca­liz­za il ra­gaz­zo.

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