NO, NEAN­CHE UN REALE FA QUEL­LO CHE VUO­LE

ABBIGLIAMENTO, CI­BO, MAKE UP, MA AN­CHE RIVERENZE E VA­CAN­ZE NATALIZIE. OGNI ASPETTO DEL­LA VI­TA A CORTE, CUI ORA AN­CHE MEGHAN SI DE­VE ADEGUARE, È SCANDITO DA RE­GO­LE E USANZE. CHE, PER QUAN­TO STRAVAGANTI, HAN­NO UNA RA­GIO­NE LOGICA

GENTE - - Copertina - di Fran­ce­sco Vi­ca­rio

Re­go­la nu­me­ro 1: di­ven­ta­re al­tez­za reale non vuol di­re vi­ve­re in va­can­za. Le di­ret­ti­ve im­po­ste a chi con­di­vi­de tet­to e bla­so­ne con sua mae­stà Eli­sa­bet­ta II so­no cu­rio­se, in al­cu­ni ca­si muo­vo­no a sim­pa­tia e persino a com­pas­sio­ne nei con­fron­ti di chi le de­ve se­gui­re, cer­ta­men­te so­no fer­ree. E mol­te di que­ste coin­ci­do­no con un di­vie­to. Ne ab­bia­mo sti­la­to un com­pen­dio con l’aiu­to di Bar­ba­ra Ron­chi del­la Roc­ca, esper­ta di ga­la­teo, do­cen­te di Pro­to­col­lo pres­so l’As­so­cia­zio­ne na­zio­na­le ce­ri­mo­nie­ri en­ti pub­bli­ci, che ha di re­cen­te da­to al­le stam­pe Il ga­la­teo dell’amo­re (Val­lar­di). La si­gno­ra met­te su­bi­to in chia­ro che il pas­sag­gio da at­tri­ce a du­ches­sa di Sus­sex «im­po­ne a Meghan di ade­guar­si a un com­por­ta­men­to che per cer­ti ver­si è det­ta­to dal pro­to­col­lo, al­tre vol­te da esi­gen­ze di si­cu­rez­za. E poi ci so­no scel­te det­ta­te da op­por­tu­ni­tà e buo­na edu­ca­zio­ne». Ve­dia­mo dun­que que­ste re­go­le.

Nien­te li­be­re usci­te. Co­me tut­ti i mem­bri del­la fa­mi­glia reale, an­che Meghan ora ha mol­te re­stri­zio­ni ne­gli spo­sta­men­ti. «Non po­trà più usci­re da so­la. Avrà sem­pre uno staff ad ac­com­pa­gnar­la for­ma­to da più per­so­ne. Non si trat­ta di una pre­vi­sio­ne pro­to­col­la­re ma di si­cu­rez­za». Pro­teg­ge­re la du­ches­sa di Sus­sex è com­pi­to di un grup­po di agen­ti scel­ti, coor­di­na­ti da

un uf­fi­cia­le, che han­no se­gui­to un ad­de­stra­men­to spe­cia­le a Sco­tland Yard.

Ba­sta pe­sce cru­do. Per una ro­da­ta con­sue­tu­di­ne se­gui­ta dal­la royal fa­mi­ly, su­shi, tar­ta­re di pe­sce e cru­di mi­sti so­no ban­di­ti da ta­vo­la. «Que­sta è pe­rò una re­go­la ali­men­ta­re dal­la re­gi­na per ab­bas­sa­re dra­sti­ca­men­te le pos­si­bi­li­tà di intossicazione ali­men­ta­re. Per Meghan si trat­te­rà di evi­ta­re ci­bi pe­ri­co­lo­si quan­do si tro­ve­rà in mis­sio­ne con il ma­ri­to per scon­giu­ra­re cam­bia­men­ti di ca­len­da­rio do­vu­ti a in­di­spo­si­zio­ne».

Ad­dio sel­fie. I rap­por­ti con il pub­bli­co de­vo­no es­se­re ispi­ra­ti al­la mo­ri­ge­ra­tez­za. No­no­stan­te Meghan ed Har­ry sia­no no­to­ria­men­te per­so­ne “al­la ma­no”. «Di cer­to non po­tran­no più po­sa­re per gli au­to­scat­ti, i sel­fie», spie­ga Ron­chi del­la Roc­ca. «Que­sta è una re­go­la di op­por­tu­ni­tà: e se la per­so­na che si av­vi­ci­na per una fo­to fos­se un pre­giu­di­ca­to? Sa­reb­be uno scan­da­lo per la fa­mi­glia reale. Me­glio evi­ta­re». Stes­sa co­sa per gli au­to­gra­fi e le stret­te di ma­no. Ec­co per­ché, co­me Ka­te in­se­gna, ora Meghan por­ta sem­pre una bor­set­ta per te­ne­re im­pe­gna­te le ma­ni ed evi­ta­re sa­lu­ti trop­po fi­si­ci.

Me­glio non toc­car­si. E a pro­po­si­to di le­ga­mi fi­si­ci, que­sti sa­ran­no pe­ren­to­ria­men­te li­mi­ta­ti no­no­stan­te Meghan e Har­ry ami­no sta­re in pub­bli­co con le ma­ni in­trec­cia­te. «Agli in­gle­si tut­to que­sto con­tat­to non pia­ce. Ri­cor­dia­mo che i pri­mi rea­li a ba­ciar­si e toc­car­si in pub­bli­co fu­ro­no Carlo e Dia­na». An­che Wil­liam e Ka­te non si sfio­ra­no du­ran­te le ce­ri­mo­nie uf­fi­cia­li. La con­fi­den­zia­li­tà è con­si­de­ra­ta una que­stio­ne pri­va­ta men­tre le al­tez­ze rea­li quan­do so­no in pub­bli­co, di fat­to, stan­no la­vo­ran­do. Gam­be a po­sto. An­che i mo­vi­men­ti del cor­po han­no il lo­ro de­ca­lo­go. «La ri­ve­ren­za a sua mae­stà, che fan­no so­lo le don­ne, si fa pie­gan­do la gam­ba de­stra die­tro a quel­la si­ni­stra e te­nen­do la pun­ta del pie­de a ter­ra. È una tra­di­zio­ne che ri­sa­le al XVI se­co­lo. E le re­go­le de­gli ar­ti non fi­ni­sco­no qui. «Nien­te ac­ca­val­lo. Ci si sie­de a gam­be uni­te, con gi­noc­chia la­te­ra­li o ca­vi­glie in­cro­cia­te. È cer­ta­men­te una re­go­la di pro­to­col­lo, ma an­che di op­por­tu­ni­tà: non si può ri­schia­re che un’al­tez­za reale mo­stri le gam­be o peg­gio la bian­che­ria in­ti­ma».

Guai al­lo smal­to ros­so. Ri­ma­nen­do in te­ma look, va an­che ri­cor­da­to che la du­ches­sa di Sus­sex do­vrà da­re un to­no più che com­pas­sa­to al­la sua im­ma­gi­ne. Il che si tra­du­ce, per esem­pio, nel­la ri­nun­cia a smalti ac­ce­si: ora le so­no con­sen­ti­te so­lo tin­te neu­tre. «A Meghan so­no an­che im­po­sti quat­tro cam­bi di abito al gior­no per tre sta­gio­ni all’an­no. Se

si tro­va al co­spet­to del­la re­gi­na so­no vie­ta­tis­si­mi i pan­ta­lo­ni, po­trà in­dos­sa­re so­lo gon­ne. Si pre­sen­te­rà in abito lun­go per i pran­zi se­ra­li, an­che se in­for­ma­li, in com­pa­gnia di Eli­sa­bet­ta. Inol­tre du­ran­te i viag­gi di rap­pre­sen­tan­za nel suo guar­da­ro­ba non po­trà man­ca­re un abito ne­ro in ca­so di lut­to im­prov­vi­so». Ban­di­te an­che le gam­be nu­de: de­ve sem­pre in­dos­sa­re cal­ze co­lor car­ne.

Opi­nio­ni po­li­ti­che ban­di­te. Per una co­me Meghan, che a 12 an­ni fe­ce persino mo­di­fi­ca­re uno spot ses­si­sta scri­ven­do una mail a Hil­la­ry Clin­ton, le opi­nio­ni so­no oro. «Ma d’ora in poi in pub­bli­co non po­trà più espri­mer­le», con­ti­nua Ron­chi del­la Roc­ca. «Re­go­la che è in­sie­me di pro­to­col­lo e di op­por­tu­ni­tà, vi­sto che i mem­bri del­la fa­mi­glia reale de­vo­no restare su­per par­tes ». E que­sto no­no­stan­te sul si­to del­la fa­mi­glia reale bri­tan­ni­ca, al­la vo­ce Meghan, com­pa­ia an­che una fra­se in pri­ma per­so­na del­la du­ches­sa: “Or­go­glio­sa di es­se­re don­na e fem­mi­ni­sta”. Il Na­ta­le è so­lo a San­drin­gham. Con­sue­tu­di­ne vuo­le che i mem­bri del­la fa­mi­glia reale ce­le­bri­no il Na­ta­le con un tè of­fer­to dal­la re­gi­na, qual­che gior­no pri­ma del­la na- ti­vi­tà, a Buc­kin­gham Pa­la­ce. A que­sto se­gue un lun­ch il 25 di­cem­bre a San­drin­gham, una del­le re­si­den­ze più ama­te dal­la so­vra­na. Tra­di­zio­ne che va­le co­me leg­ge? «È evi­den­te che si trat­ti di un’usan­za fa­mi­lia­re ama­ta da Eli­sa­bet­ta, in que­sto ca­so il pro­to­col­lo non c’en­tra. Un gior­no Carlo, di­ven­ta­to so­vra­no, po­trà cam­bia­re que­sta tra­di­zio­ne».

Il tè ha il suo ri­tua­le. E a pro­po­si­to del tè: è ra­ro che i mem­bri del­la fa­mi­glia reale lo be­va­no in pub­bli­co. Se ac­ca­de, le si­gno­re de­vo­no pog­gia­re le lab­bra sem­pre nel­lo stes­so pun­to per evi­ta­re mac­chie di ros­set­to sul­la taz­za. «An­che a ta­vo­la ci so­no re­go­le che Meghan do­vrà se­gui­re e che dif­fe­ren­zia­no la cul­tu­ra ame­ri­ca­na da quel­la in­gle­se: non po­trà più, per esem­pio, spal­ma­re il bur­ro sul pa­ne, pra­ti­ca co­mu­ne ol­treo­cea­no ma ban­di­ta nel Re­gno Uni­to».

Pe­cu­nia olet. Il de­na­ro puz­za? Di cer­to Meghan non po­trà più ma­neg­giar­lo. Nien­te spic­cio­li in ta­sca, né car­te di cre­di­to. Ci sa­rà sem­pre qual­cu­no che pa­ghe­rà per lei. «Al­lo stes­so mo­do, non po­trà più ri­ce­ve­re re­ga­li né tan­to me­no do­na­zio­ni in de­na­ro. Chi in­ten­de ver­sa­re una som­ma al­le as­so­cia­zio­ni pa­tro­ci­na­te dal­la du­ches­sa do­vrà far­lo se­guen­do le vie isti­tu­zio­na­li».

Nes­su­na con­fi­den­za, pre­go. Le re­go­le più ri­gi­de so­no quel­le per i rap­por­ti con la re­gi­na. «Mai toc­car­la. Chi la aspetta per con­su­ma­re un pa­sto de­ve at­ten­de­re in pie­di. Si può co­min­cia­re a man­gia­re do­po di lei e ter­mi­na­re quan­do fi­ni­sce. Quan­do si pas­seg­gia bi­so­gna se­guir­la a una man­cia­ta di pas­si di di­stan­za. Se la re­gi­na non si sie­de, bi­so­gna sta­re in pie­di». Ma c’è un pre­mio di con­so­la­zio­ne per Meghan, ora che è en­tra­ta uf­fi­cial­men­te in fa­mi­glia. «Quan­do in­con­tra sua mae­stà può dar­le un ba­cio sul­le guan­ce. Ma si par­te pri­ma da quel­la si­ni­stra».

PUÒ ES­SE­RE INSIDIOSO Har­ry si con­ce­de all’obiet­ti­vo del­lo smart­pho­ne du­ran­te un ba­gno di fol­la. Ora gli sa­rà vie­ta­to. Sa­reb­be im­ba­raz­zan­te sco­pri­re di aver fat­to un sel­fie con per­so­ne al cen­tro di scan­da­li o con pen­den­ze pe­na­li. PE­RI­CO­LO INTOSSICAZIONE Uno dei piat­ti più ca­ri a Meghan è il su­shi. Ma pa­re do­vrà ri­nun­ciar­vi, al­me­no nei viag­gi uf­fi­cia­li, vi­sto che a corte è mal tol­le­ra­to. Evi­ta­re il pe­sce cru­do è abi­tu­di­ne del­la re­gi­na, che ri­fiu­ta i ci­bi po­ten­zial­men­te tos­si­ci. Tut­ti si so­no ade­gua­ti.

MA LEI È ABI­TUA­TA AGLI AU­TO­GRA­FI Car­diff (Re­gno Uni­to). Il du­ca di Sus­sex, Har­ry, 33 an­ni, e la mo­glie Meghan, 36, tra i sud­di­ti. Lei fir­ma un au­to­gra­fo. Ma con­tat­ti con gli al­tri e tra di lo­ro an­dran­no cen­tel­li­na­ti: que­stio­ne di cul­tu­ra e men­ta­li­tà bri­tan­ni­che. È SCOMPOSTA, VA COR­RET­TA Meghan in uno scat­to pri­ma del ma­tri­mo­nio. Nel­la di­sce­sa dall’au­to la po­si­zio­ne del­le gam­be è in­cer­ta: de­vo­no es­se­re pa­ral­le­le. Ora che la re­gi­na le ha “re­ga­la­to” la sua as­si­sten­te per­so­na­le, Sa­man­tha Co­hen, non sba­glie­rà più. LA COGNATA LE DÀ RIPETIZIONI Meghan con la cognata Ka­te, 36, dal­la qua­le ha im­pa­ra­to i “truc­chi” del me­stie­re. Quan­do una du­ches­sa si sie­de in pub­bli­co non ac­ca­val­la le gam­be, ma in­trec­cia le ca­vi­glie.

GAM­BE ACCAVALLATE MAI

OK GLI SMALTI NEUTRI Meghan mo­stra la ma­no su cui ha usa­to smal­to neu­tro. De­ve di­re ad­dio ai co­lo­ri sgar­gian­ti.

E L’INCHINO È UN PAS­SO STUDIATO So­phie di Wes­sex, 53 an­ni, nuo­ra di Eli­sa­bet­ta, le fa una ri­ve­ren­za mar­ca­ta. Il mo­vi­men­to co­mun­que è cor­ret­to: si fa pie­gan­do la gam­ba de­stra fi­no a far­la sci­vo­la­re die­tro a quel­la si­ni­stra. Il pie­de va pun­ta­to. Al co­spet­to del­la re­gi­na le don­ne por­ta­no so­lo gon­ne.

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