Tot­ti: «Pos­so stare sen­za cal­cio, ma non sen­za la mia Ila­ry»

«IO HO LEI, DEL RE­STO NON MI IM­POR­TA», SCRI­VE IL GLADIATORE DEL­LA RO­MA. SO­GNA­VA DI FA­RE IL BENZINAIO, È DI­VEN­TA­TO UN MI­TO. MA DI­CE: «CHE FA­RÒ DA GRAN­DE?»

GENTE - - Sommario - DI GIOR­GIO CAL­DO­NAZ­ZO

Po­ve­ro Tot­ti, do­po di lui, al­la Ro­ma cal­cio, è un ve­ro di­sa­stro: la sta­gio­ne peg­gio di co­sì non po­te­va co­min­cia­re e all’ex ca­pi­ta­no che ha la­scia­to il cam­po nel 2017 re­sta­no so­lo le gio­ie in famiglia e quel­le del­la… let­te­ra­tu­ra. Con la mo­glie Ila­ry tut­to pro­ce­de per il me­glio, i tre fi­gli so­no uno splen­do­re, for­se si pen­sa al quar­to. Pri­ma, pe­rò, è tem­po di straor­di­na­ri in li­bre­ria, il luo­go do­ve me­no ti aspet­te­re­sti uno co­me Fran­ce­sco Tot­ti, che in­fat­ti la sua au­to­bio­gra­fia ha de­ci­so di pre­sen­tar­la al Co­los­seo, nel gior­no del suo qua­ran­ta­due­si­mo com­plean­no, il 27 set­tem­bre.

L’ha scrit­ta in­sie­me con il gior­na­li­sta Pao­lo Con­dò, si in­ti­to­la Un ca­pi­ta­no ed è lun­ga ben 512 pa­gi­ne. «Con­vin­cer­lo a scri­ver­la è sta­to fa­ci­le, ave­va dav­ve­ro vo­glia di rac­con­ta­re e di rac­con­tar­si», ha det­to il cro­ni­sta. E 500 pa­gi­ne, vi­ste le sue im­pre­se, ai so­ste­ni­to­ri del gran­de cam­pio­ne sem­bra­no per­fi­no po­che.

Ov­via­men­te si par­la di cal­cio, mol­tis­si­mo, ma Tot­ti è or­mai un per­so­nag­gio com­ple­to, non so­lo da sta­dio. A dir­la tut­ta, più che un tri­bu­to all’amo­re in­fi­ni­to, eter­no e in­con­di­zio­na­to per la Ro­ma, di cui è ri­ma­sto di­ri­gen­te, il li­bro è un in­no so­prat­tut­to a una per­so­na: Ila­ry Bla­si. I due si conoscono da 17 an­ni, si so­no spo­sa­ti nel 2005 e lei è senz’al­tro la più ci­ta­ta nel­la bio­gra­fia. Più di Cas­sa­no («Il gio­ca­to­re mi­glio­re con cui ab­bia mai gio­ca­to»). Più dell’al­le­na­to­re Ca­pel­lo («Un tut­to­lo­go che vo­le­va aver sem­pre ra­gio­ne: se pas­sa un pic­cio­ne e lui di­ce che è un gab­bia­no, ti di­mo­stre­rà che è un gab­bia­no»).

Nei mo­men­ti prin­ci­pa­li e an­che in quel­li più dif­fi­ci­li del­la vi­ta di Tot­ti, Ila­ry c’era. «A un cer­to pun­to sem­bra­va che non po­tes­si nep­pu­re par­te­ci­pa­re al Mon­dia­le che poi ho vin­to con la Na­zio­na­le nel 2006», scri­ve Tot­ti. «Ho su­bi­to un brut­tis­si­mo fal­lo in cam­pio­na­to, Ila­ry era di­ret­ta a Fiu­mi­ci­no per an­da­re al­le pro­ve del Fe­sti­val di San­re­mo, ma quan­do ha sen­ti­to che ero usci­to in ba­rel­la è tor­na­ta in­die­tro e me la so­no ri­tro­va­ta in ospe­da­le, mi ha te­nu­to ab­brac­cia­to men­tre aspet­ta­va­mo l’esi­to del­le la­stre, os­sia gam­ba rot­ta e Mon­dia­le a ri­schio».

Era sem­pre Ila­ry a reg­ge­re fra le brac­cia un Tot­ti in la­cri­me e de­pres­so a un me­se dall’ad­dio al cal­cio gio­ca­to, nel­la pri­ma­ve­ra del 2017. «Le ho chie­sto di aiu­tar­mi. Quan­do sta­vo a ca­sa leg­ge­vo que­sto di­scor­so e pian­ge­vo da so­lo. Poi ar­ri­va­va­no i no­stri fi­gli mag­gio­ri, Cri­stian e Cha­nel, e pro­va­vo a far fin­ta di nien­te».

Per Fran­ce­sco non ci so­no dubbi: «Co­sa vo­le­te che me ne im­por­ti del­le al­tre don­ne o del­le lu­sin­ghe del mon­do del­lo spet­ta­co­lo? Io ho Ila­ry, mi ba­sta e avan­za. E mi tie­ne im­pe­gna­to... Lei è ri­ma­sta ugua­le, dor­me con pi­gia­mo­ne e cal­zi­ni di la­na. Per spo­gliar­la», ha rac­con­ta­to il Pu­po­ne in Tv, «ci metto un’ora e mez­za».

A pro­po­si­to: Pu­po­ne è un no­mi­gno­lo che al Ca­pi­ta­no non è mai an­da­to giù: «Se lo in­ven­tò un gior­na­li­sta del Mes­sag­ge­ro e do­ve­va es­se­re una co­sa af­fet­tuo­sa. Pe­rò è di­ven­ta­to si­no­ni­mo di eter­no ra­gaz­zi­no e di im­ma­tu­ro, non è mol­to ca­ri­no». Di si­cu­ro, un po’ ra­gaz­zot­to Tot­ti è ri­ma­sto nell’a-

ni­mo e fa qua­si te­ne­rez­za quan­do rac­con­ta di quan­to ami l’odo­re del­la ben­zi­na, fin da pic­co­lo, tan­to che avreb­be vo­lu­to fa­re il benzinaio. «Sai, ve­de­vo quan­ti sol­di ma­neg­gia­va quel­lo sot­to ca­sa mia...».

Quel­lo che di­ven­te­rà uno dei gio­ca­to­ri più for­ti e pa­ga­ti del­la sto­ria del cal­cio ita­lia­no si di­pin­ge co­me un benzinaio man­ca­to e un ve­ro... fi­fo­ne. Il cam­pio­ne - è più for­te di lui - tor­na a ci­ta­re Ila­ry: «Lei ama i film del ter­ro­re, io in­ve­ce chiu­do gli oc­chi ter­ro­riz­za­to, per non ve­de­re. Pu­re da pic­co­lo, se re­sta­vo in ca­sa da so­lo la se­ra, mi met­te­vo im­mo­bi­le nel let­to, fin­gen­do­mi mor­to per pau­ra dei la­dri, co­sì non mi avreb­be­ro fat­to nien­te».

Fran­ce­sco Tot­ti vi­ve co­me so­spe­so fra il pas­sa­to glo­rio­so, che tut­to e tut­ti gli ri­cor­da­no co­stan­te­men­te, e un fu­tu­ro che sten­ta a de­col­la­re. Ri­pe­te spes­so: «An­co- ra non ho idea di che co­sa fa­rò da gran­de ». Cer­to, a riem­pi­re le sue gior­na­te so­no so­prat­tut­to i tre fi­gli, l’ul­ti­ma si chia­ma Isa­bel e ha 2 an­ni. « Sia il ma­ri­to che i due fi­gli gran­di (di 12 e 11 an­ni) in­si­sto­no: vor­reb­be­ro un nuo­vo bim­bo in famiglia», di­ce Ila­ry. Lei un po’ ci pen­sa e in par­te re­si­ste. «Ado­ro il pan­cio­ne, ep­pu­re tre fi­gli non mi sem­bra­no po­chi». Il Ca­pi­ta­no in­si­ste, sem­bra na­to per fa­re il pa­pà. An­che per guar­da­re avan­ti e pro­iet­tar­si nel fu­tu­ro. L’al­ter­na­ti­va è tor­na­re sem­pre lì, ai trion­fi del pas­sa­to, quan­do la vi­ta era un as­se­dio fe­li­ce. Una vol­ta fu co­stret­to a cam­bia­re ca­sa, per­ché a tut­te le ore ave­va cen­ti­na­ia di ti­fo­si sul mar­cia­pie­de. Un’al­tra, ap­pe­na vin­to lo scu­det­to nel 2001, si ri­tro­vò cin­que­mi­la ultras da­van­ti al ri­sto­ran­te in cui sta­va ce­nan­do. « Scap­pai nel buio, sca­val­can­do un’in­fer­ria­ta, nel giar­di­no di un con­ven­to, as­sie­me a tre ami­ci. “Se c’è un ca­ne qui ci sbra­na”, ci di­ce­va­mo. In­ve­ce ar­ri­vò un fra­te che mi dis­se: “Ma tu sei Tot­ti”. E na­tu­ral­men­te pre­te­se un au­to­gra­fo».

SOR­RI­DE APPAGATO: HA AVU­TO TUT­TO Il sor­ri­so di Fran­ce­sco Tot­ti, 41 an­ni, che, do­po tan­ti suc­ces­si ne­gli sta­di, ha ac­cet­ta­to e vin­to una nuo­va sfi­da: pub­bli­ca­re una bio­gra­fia (sot­to al ti­to­lo, la co­per­ti­na del li­bro, scrit­to con il gior­na­li­sta Pao­lo Con­dò). Do­po il ri­ti­ro dai cam­pi di cal­cio, og­gi fa il di­ri­gen­te del­la Ro­ma al­la ri­cer­ca di un ruo­lo ben de­fi­ni­to e il pa­pà di Cri­stian, Cha­nel e Isa­bel.

LEI NON CAM­BIA MAI: È LA SUA CER­TEZ­ZA Tot­ti con Ila­ry Bla­si, 37 an­ni, spo­sa­ta nel 2005. Di lei di­ce: «È ri­ma­sta ugua­le, dor­me con il pi­gia­mo­ne e i cal­zi­ni di la­na. Per spo­gliar­la ci metto un’ora e mez­za...». A si­ni­stra, la con­dut­tri­ce al truc­co.

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