CR7 TRA INNOCENTISTI E COLPEVOLISTI

GENTE - - SOMMARIO -

Gen­ti­le di­ret­to­re, c’era da aspet­tar­se­lo. Il mo­vi­men­to MeToo ha aper­to la stra­da alla cac­cia al­le stre­ghe, an­zi stre­go­ni. Ades­so il nuo­vo obiet­ti­vo è Cri­stia­no Ro­nal­do. Ve­dre­te, alla fi­ne si sco­pri­rà che la ra­gaz­za che lo de­nun­cia è so­lo alla ri­cer­ca di un sac­co di sol­di, più di quan­ti ne ab­bia già ri­ce­vu­ti. Di­cia­mo la ve­ri­tà: se dav­ve­ro ci fos­se sta­ta vio­len­za, Ka­th­ryn Mayor­ga avreb­be de­nun­cia­to su­bi­to il cal­cia­to­re con no­me e co­gno­me. In­ve­ce ha pre­sen­ta­to una de­nun­cia alla po­li­zia sen­za fa­re il no­me e con­tem­po­ra­nea­men­te ha cer­ca­to un av­vo­ca­to che in via riservata chie­des­se un ri­sar­ci­men­to al­lo staff di CR7. Sba­glio a es­se­re co­sì so­spet­to­so? Sa­ve­rio Ca­ra Mo­ni­ca so­no al­li­bi­ta. Ro­nal­do vie­ne ac­cu­sa­to di un de­lit­to or­ri­bi­le e la sua squa­dra, la Ju­ven­tus, non apre boc­ca né al­tri, nel mon­do del cal­cio, osa­no al­za­re un di­to. Ep­pu­re in al­tri cam­pi ( pen­so al ci­ne­ma) è ba­sta­to un sem­pli­ce so­spet­to per al­lon­ta­na­re dal set re­gi­sti e at­to­ri. Ro­nal­do, in­ve­ce, è an­co­rà lì, osan­na­to da ti­fo­si e gior­na­li­sti. Ci vor­reb­be un po’ più di pu­do­re. Fa­bri­zia (da Pe­sa­ro) Ca­ri let­to­ri, nell’edi­to­ria­le del nu­me­ro scor­so ho chia­ri­to la mia po­si­zio­ne: in un mon­do mi­glio­re non do­vreb­be­ro esi­ste­re abu­si e stu­pri. In un mon­do in cui que­sta ver­go­gna è all’or­di­ne del gior­no che al­me­no sia per­se­gui­to, in ca­si co­me quel­li di Ro­nal­do e di Asia Ar­gen­to, chi pa­ga per met­te­re tut­to a ta­ce­re e pu­re chi chie­de sol­di per ta­ce­re. La vi­cen­da di CR7 è pie­na di la­ti oscu­ri, am­bi­gui­tà, mez­ze ve­ri­tà, è una sto­ria sci­vo­lo­sa, in cui al­cu­ni do­cu­men­ti-chiave so­no sta­ti ac­qui­si­ti in mo­do il­le­ga­le, quin­di non uti­liz­za­bi­li in un even­tua­le pro­ces­so. La Ju­ve non è sta­ta zit­ta: ha espres­so fi­du­cia nel cal­cia­to­re. Co­sa do­ve­va fa­re? La pre­sun­zio­ne di in­no­cen­za va­le an­co­ra, ci man­che­reb­be. In­fi­ne i gior­na­li­sti: il ti­fo cal­ci­sti­co è sta­to de­ci­si­vo, pur­trop­po, nel­la trat­ta­zio­ne dell­la vi­cen­da, che è so­lo ai pri­mi ca­pi­to­li. Po­chi ser­vi­zi, fra cui il no­stro, si so­no se­gna­la­ti per ri­go­ro­sa equi­di­stan­za.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.