Ma­le­du­ca­zio­ne sen­ti­men­ta­le

GIOIA - - Sommario -

Ho 47 an­ni e amo mio ma­ri­to da 30.

A lun­go sia­mo stati fe­li­ci. Da fi­dan­za­ti fa­ce­va­mo l’amo­re ap­pe­na ci ve­de­va­mo. Da spo­sa­ti ho vi­sto il de­cli­no del­la sua pas­sio­ne fi­si­ca. Ma ho sem­pre mes­so la testa sot­to la sab­bia. Il no­stro rap­por­to sal­dis­si­mo ci ha fat­to su­pe­ra­re tan­ti di­spia­ce­ri, tro­van­do sem­pre il mo­do di ri­de­re e di so­ste­ner­ci. L’an­no scor­so mi ri­fiu­ta a let­to in mo­do bru­sco, di­cen­do­mi che non pro­va più nien­te per me fi­si­ca­men­te, ma mi ama co­me pri­ma, di­ce che non vuo­le fa­re ses­so mai più, né con me né con nes­su­na, che non ci ser­ve per sta­re be­ne in­sie­me. Il ses­so è spa­ri­to dal­la no­stra vi­ta. Avrei tan­te spie­ga­zio­ni da chie­der­gli, ma non ci rie­sco. A vol­te vor­rei la­sciar­lo o far­mi l’aman­te, ma non so pen­sa­re di vivere senza di lui. Non mi fa man­ca­re nien­te, mi di­ce che mi ama e che lo com­ple­to. Ma io, scu­si il fran­ce­si­smo, pen­so sol­tan­to che vor­rei es­se­re ba­cia­ta e sco­pa­ta co­me se non ci fos­se un do­ma­ni! Si­le­ne

Oh ec­co una bel­la fra­se ton­da e sin­ce­ra.

Ma gliel’hai mai det­ta? No, que­sto è il gua­io, che ac­cet­ti le sue fin­zio­ni. Rea­gi­sci, Si­le­ne, non far­ti mo­na­ca­re a for­za! La ca­sti­tà è una scel­ta, se con­di­vi­sa. Ma da una par­te so­la è pu­ra vio­len­za. Il ti­ran­no in guan­ti bian­chi ha de­ci­so che il ses­so non ser­ve. A lui! E tu? Non esi­sti? Ci dev’es­se­re sot­to una gran­de bu­gia, un non det­to che vi fa estra­nei. Ta­le è la re­pul­sio­ne fi­si­ca per te, che pre­fe­ri­sce con­dan­nar­si al­la ca­sti­tà? È gay? O il de­si­de­rio di un tempo è di­ven­ta­to ri­pu­gnan­za? Non vi sie­te mai det­ti la ve­ri­tà. Lui ta­ce le sue ra­gio­ni, tu le tue. Più del­la mor­te del ses­so, fra voi è gra­ve la mor­te del­la con­fi­den­za. Fa­cen­do fin­ta che ciò sia nor­ma­le, ti chie­de una sot­to­mis­sio­ne da schia­va. Fat­ti un aman­te, due, die­ci, fai esplo­de­re il vo­stro fin­to pre­se­pe fat­to di ri­cor­di e abi­tu­di­ni. Non sai la­sciar­lo? Al­lo­ra che ognu­no fac­cia la sua vi­ta. Tu li­be­ra di es­se­re una don­na nel pie­no del de­si­de­rio e lui un ses­suo­fo­bo, chiu­so nel suo mi­ste­ro.

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