IN CRAVATTA O TATUATO, LO SPOSATO È SEM­PRE SPOSATO

GIOIA - - Maleducazione Sentimentale - Scri­ve­te a Bar­ba­ra Al­ber­ti all’in­di­riz­zo: ma­le­du­ca­zio­ne.sen­ti­men­ta­le@hear­st.it

Col­po di ful­mi­ne in di­sco­te­ca, lui bel­lo e in­quie­tan­te, bal­lia­mo co­me se fa­ces­si­mo l’amo­re, poi mi por­ta in mac­chi­na, gran­de ses­so e ba­ci. Mi chie­de il te­le­fo­no ma non mi dà il suo: ha una com­pa­gna, un fi­glio di un an­no, lei lo con­trol­la mol­tis­si­mo. Ap­pe­na chia­ma cor­ro da lui. Mi sec­ca pa­rec­chio sta­re ad aspet­ta­re le sue te­le­fo­na­te, ma va­le la pe­na, è un tipo dav­ve­ro uni­co. Kri­stal

Ve­ra­men­te, dal­la de­scri­zio­ne sem­bra il più ba­na­le dei lu­ma­co­ni da di­sco­te­ca. Uno che par­te col fre­no a ma­no met­ten­do avan­ti la mo­glie e il fan­to­li­no. Ma se gli so­no co­sì ca­ri, per­ché va con la pri­ma che ca­pi­ta? Li sven­to­la per chia­ri­re che non vuo­le im­pic­ci. «Lei mi con­trol­la mol­tis­si­mo». Cer­to, per­ché lo co­no­sce. Ma lui la de­gra­da a guar­dia­na e la usa co­me an­ti­do­to al­le pre­te­se del­le sue con­qui­ste. Se c’è at­tra­zio­ne da par­te tua, non sa­ran­no due mie pa­ro­li­ne a far­te­la pas­sa­re. Ti pia­ce, è bel­lo co­me il pec­ca­to, cer­te pas­sio­ni non si di­scu­to­no. C’è un det­to: “in cravatta o tatuato, lo sposato è sem­pre lo sposato”. Vil­men­te pre­ve­di­bi­le e, se non ri­scat­ta­to da una ve­ra pas­sio­ne, il più no­io­so dei mam­mi­fe­ri. Se t’in­na­mo­ri ca­drai co­me mi­lio­ni di al­tre nel­la trap­po­la an­ti­ca dell’ ac­chiap­pa ra­gaz­ze blin­da­to. L’al­tra esi­ste, ha i suoi giu­sti di­rit­ti e il far­fal­lo­ne la tie­ne pron­ta co­me scu­sa per mol­lar­ti ap­pe­na sa­rà stu­fo. Puoi fi­dar­ti di uno che ti chie­de il nu­me­ro ma non ti dà il suo? È co­me par­ti­re per una cor­sa con una gam­ba rot­ta, in at­te­sa di far­si rom­pe­re l’al­tra.

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