Em­ma Sto­ne e Steve Carell. Qual è il ses­so for­te?

Lei ha mes­so su set­te chi­li di mu­sco­li, lui si è mas­sa­cra­to in pa­le­stra: ma ne va­le­va la pe­na, per rie­vo­ca­re al ci­ne­ma la sto­ri­ca par­ti­ta di tennis in cui per la pri­ma vol­ta una don­na scon­fis­se un uo­mo: un mat­ch che, in tem­pi di sessismo, fa an­co­ra so­gnar

GIOIA - - Sommario - di Ales­san­dra Mat­tan­za

«Em­ma Sto­ne è un’at­tri­ce bra­vis­si­ma e mol­to for­te», so­stie­ne Steve Carell «mi bat­te­reb­be in ogni sport, di si­cu­ro in una par­ti­ta di tennis».

«Steve è il mi­glio­re in tut­to», ri­bat­te il premio Oscar per La La Land «ov­via­men­te è più bra­vo di me an­che con la rac­chet­ta». Par di ca­pi­re, da que­sto mi­nuet­to di re­ci­pro­che cor­te­sie, che i due at­to­ri pro­ta­go­ni­sti di La bat­ta­glia dei ses­si, al ci­ne­ma dal 19 ot­to­bre, si sia­no gio­ca­ti sul set tut­to il fair play che è man­ca­to all’epi­ca par­ti­ta del 1973, rie­vo­ca­ta nel film di Jo­na­than Day­ton e Va­le­rie Fa­ris. Il mat­ch pas­sa­to al­la sto­ria, ap­pun­to, co­me “la bat­ta­glia dei ses­si”, tra la cam­pio­nes­sa Bil­lie Jean King (in­ter­pre­ta­ta da Em­ma Sto­ne) e il col­le­ga più an­zia­no - e ma­schi­li­sta - Bob­by Riggs (un bra­vis­si­mo Steve Carell), uno de­gli even­ti spor­ti­vi più se­gui­ti in te­le­vi­sio­ne, an­che per il suo va­lo­re sim­bo­li­co, in an­ni di eman­ci­pa­zio­ne fem­mi­ni­le e ri­vo­lu­zio­ne ses­sua­le. La ve­ri­tà è che Carell ha do­vu­to sot­to­por­si a un du­ro trai­ning («il più pe­san­te del­la mia car­rie­ra») per en­tra­re nei pan­ni dell’ener­gi­co Riggs. E la Sto­ne non ave­va mai mes­so pie­de su un cam­po da tennis pri­ma: «Ma ho una con­tro­fi­gu­ra, la bra­vis­si­ma ten­ni­sta che mi ha an­che al­le­na­to», con­fes­sa pre­sen­tan­do il film al Fe­sti­val del ci­ne­ma di To­ron­to ac­can­to al col­le­ga.

Ep­pu­re per que­sto film ha mes­so su qua­si set­te chi­li di mu­sco­li. Co­me si è sen­ti­ta?

Co­me l’Uo­mo Ra­gno ( ri­de e for­se al­lu­de all’ex fi­dan­za­to

«Il pun­to cen­tra­le del film non è cer­to l’an­ta­go­ni­smo tra ma­schi e fem­mi­ne. Bil­lie Jean King lo di­ce­va spes­so: “So­no una bra­va ten­ni­sta che, per caso, è an­che una don­na”»

An­drew Gar­field, che ha in­ter­pre­ta­to Spi­der-Man nel 2012 e nel 2014, ndr). Ave­re quel­la mas­sa mu­sco­la­re ed es­se­re in gra­do di sol­le­va­re pe­si co­me mai avrei im­ma­gi­na­to mi fa­ce­va sen­ti­re for­te e si­cu­ra. Se­con­do l’al­le­na­tri­ce, ave­vo un fi­si­co da bal­le­ri­na, ab­bia­mo do­vu­to la­vo­ra­re mol­to per tra­sfor­mar­lo in quel­lo di un’atle­ta co­me Bil­lie Jean, ma non ho mai te­mu­to di in­gras­sa­re o di di­ven­ta­re trop­po gros­sa. Ero tal­men­te or­go­glio­sa di ave­re ot­te­nu­to que­sto ruo­lo. Per tan­to tem­po tut­ti han­no par­la­to di me co­me del­la pro­ta­go­ni­sta di La La

Land: amo quel film, ma ave­vo bi­so­gno di pren­de­re un po’ le di­stan­ze. Mi so­no but­ta­ta a ca­po­fit­to in que­sta sto­ria, che mi ha da su­bi­to ap­pas­sio­na­to.

Lei e la ve­ra Bil­lie Jean sie­te di­ven­ta­te ami­che. In prin­ci­pio ero un po’ ti­mo­ro­sa di in­con­trar­la, ero ner­vo­sa: è la pri­ma vol­ta che in­ter­pre­to un personaggio rea­le. Ma Bil­lie Jean è una ve­ra for­za del­la na­tu­ra, una don­na po­si­ti­va, co­rag­gio­sa, in­tel­li­gen­te e di­ret­ta. Mi ha det­to chia­ra­men­te che era di­spo­ni­bi­le per chiac­chie­ra­re con me e dar­mi con­si­gli, ma non vo­le­va im­por­mi la sua pre­sen­za né met­ter­mi sot­to pres­sio­ne. In ef­fet­ti, a un cer­to pun­to, ho avu­to bi­so­gno di pren­de­re le di­stan­ze per svi­lup­pa­re il personaggio. Ma fre­quen­tar­la è sta­to di­ver­ti­men­to pu­ro. Ave­te vi­sto per­fi­no gli Us Open in­sie­me a New York. Sì, e lei ha li com­men­ta­ti per me mi­nu­to per mi­nu­to. Era la pri­ma par­ti­ta a cui as­si­ste­vo dal vi­vo. Al­la fi­ne ha im­pa­ra­to a gio­ca­re a tennis? Ti­ra­re di­rit­ti e ro­ve­sci co­me Bil­lie Jean è un’im­pre­sa im­pos­si­bi­le. Fi­si­ca­men­te è sta­to il ruo­lo più du­ro per me da re­ci­ta­re. Di­cia­mo che so­no di­ven­ta­ta abi­le nel far fin­ta di sa­per gio­ca­re. Ma la ve­ri­tà è che so­no ne­ga­ta, e pu­re scoor­di­na­ta. Ma in pa­le­stra non ci va? Cer­to, ma lo stret­to ne­ces­sa­rio, se­guo an­che di­ver­se die­te per il mio la­vo­ro, sot­to la gui­da di un esper­to. Ma fin da bam­bi­na mi pia­ce­va fa­re al­tro.

E sa­reb­be? Ado­ra­vo im­prov­vi­sa­re sce­net­te e fa­re sket­ch. Da pic­co­la sof­fri­vo di at­tac­chi di pa­ni­co paz­ze­schi, al pun­to che mi man­da­ro­no da uno psi­co­te­ra­peu­ta che mi fe­ce av­vi­ci­na­re al tea­tro. In ef­fet­ti, quan­do sa­li­vo su un pal­co e re­ci­ta­vo, tut­te le mie an­sie sva­ni­va­no. Bil­lie Jean mi ha con­fes­sa­to che a lei ac­ca­de­va lo stes­so con il tennis. Sa­pe­vo che fi­si­ca­men­te non avrei mai po­tu­to di­ven­ta­re la mac­chi­na da guer­ra che era lei, quin­di ho vo­lu­to rap­pre­sen­tar­la co­me don­na, in­te­rior­men­te.

Que­sto film trat­ta tan­ti ar­go­men­ti im­por­tan­ti. Tra gli al­tri, il fat­to che le ten­ni­ste fos­se­ro pa­ga­te me­no dei col­le­ghi ma­schi. Sì, lo si ve­de an­che nel film: mol­ti uo­mi­ni al­lo­ra pen­sa­va­no che le don­ne do­ves­se­ro so­lo sta­re in ca­me­ra da let­to o in cu­ci­na. E che la pas­sio­ne per il tennis fos­se per lo­ro una spe­cie di gio­co, non una pro­fes­sio­ne se­ria co­me per i col­le­ghi ma­schi. Que­sta sto­ria è am­bien­ta­ta 44 an­ni fa, ma è di scot­tan­te at­tua­li­tà. Bil­lie Jean è di­ven­ta­ta un sim­bo­lo di ugua­glian­za, tra uo­mi­ni e don­ne, tra ete­ro e gay. Nel film re­ci­ta in una sce­na di ses­so con una don­na. Con una col­le­ga di gran­de ta­len­to co­me An­drea Ri­se­bo­rou­gh: so­no ono­ra­ta di aver la­vo­ra­to con lei, sen­za nes­sun im­ba­raz­zo. Del re­sto il film de­scri­ve dav­ve­ro be­ne lo spi­ri­to di Bil­lie Jean, che non è una par­ti­gia­na del­le don­ne, ma mi­ra al­la ve­ra ugua­glian­za. Ha un ma­ri­to fan­ta­sti­co, che le vuo­le be­ne e ac­cet­ta che la mo­glie ami gli uo­mi­ni ma an­che le don­ne. Co­me Bil­lie Jean ha di­chia­ra­to spes­so: «Il pun­to non è es­se­re ma­schi o fem­mi­ne: io per esem­pio so­no una bra­va ten­ni­sta che, per caso, è an­che una don­na».

Co­me Bob­by e Bil­lie Jean A si­ni­stra, i ve­ri Bob­by Riggs e Bil­lie Jean King che, nel 1973, si sfi­da­ro­no in un’epi­ca par­ti­ta a tennis. Sot­to, Em­ma Sto­ne e Steve Carell, che in­ter­pre­ta­no i due per­so­nag­gi in La bat­ta­glia dei ses­si, pre­sen­ta­to al Fe­sti­val del

La bat­ta­glia dei ses­si, 2017

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