Intervista

«Fe­ci un pro­fu­mo con ma­te­rie su­per­dol­ci e lo re­ga­lai a un ami­co. In me­tro uno gli dis­se: ciao, con­fet­ti­no»

GIOIA - - Intervista -

Nel mon­do de­gli ar­chi­tet­ti, i più ce­le­bri so­no chia­ma­ti ar­chi­star.

Va­les­se lo stes­so per chi crea pro­fu­mi, la stes­sa co­sa, mu­ta­tis mu­tan­dis, si po­treb­be di­re di Ales­san­dro Gual­tie­ri, “na­so­star”. Gual­tie­ri è un ve­ro e pro­prio mi­to del mon­do del­le fra­gran­ze ol­fat­ti­ve. Suo è il pro­vo­ca­to­rio e or­mai clas­si­co Black af­ga­no, dall’in­con­fon­di­bi­le aro­ma di ha­shi­sh. E al­tret­tan­to lo stram­pa­la­to (ap­pa­ren­te­men­te) Ster­cus che, al di là del no­me vo­lu­ta­men­te estre­mo e un po’ in­quie­tan­te, ri­por­ta agli odo­ri del­la na­tu­ra più pre­gnan­ti e ve­ri­tie­ri. Non è un caso che la sua prin­ci­pa­le ca­sa di pro­du­zio­ne sia Na­so­mat­to. Ales­san­dro un po’ mat­to lo è. Mat­to di quel­li che han­no il co­rag­gio di spe­ri­men­ta­re l’as­so­lu­ta­men­te nuo­vo. Una fol­lia uni­ta al­la sa­pien­za pe­rò del­la scel­ta, mi­sta a un gran­de gu­sto per la vi­ta in tut­te le sue sfac­cet­ta­tu­re, di cui sa ren­de­re, co­me fos­se­ro ma­gi­stra­li rac­con­ti (o scul­tu­re, ci di­rà lui stes­so), la bel­lez­za, l’im­pre­ve­di­bi­li­tà e la na­tu­ra­le, ine­lut­ta­bi­le fra­gi­li­tà. Lo ab­bia­mo in­con­tra­to e gli ab­bia­mo chie­sto del suo mon­do, del­le sue pas­sio­ni. Re­ti­cen­te e im­pre­ve­di­bi­le, con­trad­dit­to­rio e su­bli­me co­me i suoi pro­fu­mi: ec­co a voi The No­se…

Per gli ad­det­ti ai la­vo­ri, per chi co­no­sce il mon­do dei pro­fu­mi, il “na­so” è una fi­gu­ra fon­da­men­ta­le. L’al­chi­mi­sta e il di­ret­to­re d’or­che­stra del­la sin­fo­nia di fra­gran­ze che poi si pro­po­ne sul mer­ca­to. Ma è una fi­gu­ra sfug­gen­te e an­che per que­sto af­fa­sci­nan­te. Chi è il “na­so” Ales­san­dro Gual­tie­ri?

A quan­ti an­ni ha in­co­min­cia­to a oc­cu­par­si di que­sto mon­do? C’è un epi­so­dio spe­ci­fi­co di cui si pos­sa di­re che tut­to ha avu­to ini­zio pro­prio lì? Quan­do ha crea­to il suo pri­mo pro­fu­mo? Ha un no­me? Ce ne rac­con­ta la sto­ria?

Lei ha viag­gia­to mol­to. L’im­pres­sio­ne è che ogni sua crea­zio­ne de­scri­va un mon­do, uno sta­to d’ani­mo, una si­tua­zio­ne esi­sten­zia­le. Co­me in un rac­con­to o in una poe­sia. Op­pu­re in un di­pin­to. Che rap­por­to ha il pro­fu­mo con le al­tre ar­ti? Pe­rò, co­me an­che nel campo dei pro­fu­mi ar­ti­sti­ci, la mag­gior par­te dei la­vo­ri sul mer­ca­to non mi piac­cio­no per nien­te. Dun­que, ul­ti­ma­men­te, quan­do qual­cu­no par­la di ar­te in ge­ne­ra­le o di pro­fu­mi ar­ti­sti­ci non ascol­to. E men­tre an­ni fa cer­ca­vo di se­gui­re i la­vo­ri di al­tri crea­to­ri, og­gi ho per­so to­tal­men­te l’in­te­res­se. Poi di­pen­de dal­la de­fi­ni­zio­ne che si dà al­la pa­ro­la ar­te. Per me è più sem­pli­ce­men­te un mo­do di co­mu­ni­ca­re crea­ti­vo le­ga­to ai sen­si. Vuol di­re tut­to, ma an­che nul­la.

Ci rac­con­ta il suo viag­gio più bel­lo? Non pen­so che esi­sta­no viag­gi bel­li o brut­ti. Esi­sto­no i viag­gi e ba­sta. Per me viag­gia­re vuol di­re cu­rio­sa­re in gi­ro sen­za am­maz­za­re o far­si am­maz­za­re. I va­ri viag­gi in ter­ri­to­ri co­me Ye­men, Bra­si­le, Ci­na, In­dia, Iran, Af­gha­ni­stan mi han­no crea­to quel ti­po di sen­sa­zio­ne.

Quan­to spa­zio c’è nel­la sua vi­ta pri­va­ta per il pro­fu­mo? Che rap­por­to c’è tra ci­bo e pro­fu­mo? E tra mu­si­ca e pro­fu­mo? Qua­li so­no i mi­glio­ri pro­fu­mi del­la sto­ria? E le es­sen­ze più im­por­tan­ti? Se do­ves­se por­ta­re sul­la pro­ver­bia­le iso­la de­ser­ta cin­que co­se, co­sa por­te­reb­be? Qual è la sua sta­gio­ne pre­fe­ri­ta?

Amo­re, la­vo­ro, ses­so, di­ver­ti­men­to, suc­ces­so, ri­cer­ca, ma­gia, be­nes­se­re. Met­ta in or­di­ne di im­por­tan­za que­ste pa­ro­le. E se vuo­le, ne tol­ga o ag­giun­ga qual­cu­na.

Se non fos­se un na­so, po­sto che ac­cet­ti que­sta de­fi­ni­zio­ne, co­sa vor­reb­be es­se­re?

Chiu­dia­mo con una do­man­da dav­ve­ro mol­to sem­pli­ce. Qual è il sen­so del­la vi­ta?

Ispi­ra­zio­ni Gual­tie­ri in una sce­na di do­cu­film gi­ra­to men­tre cer­ca­va sug­ge­stio­ni ol­fat­ti­ve in gi­ro per il mon­do. .

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