DI­SOC­CU­PA­ZIO­NE: AVAN­TI PIA­NO, QUA­SI IN­DIE­TRO

GIOIA - - Lavoro - M.C.

Il 31,5 per cen­to dei ra­gaz­zi ita­lia­ni tra 15 e 24 an­ni che han­no con­clu­so gli stu­di è di­soc­cu­pa­to,

se­con­do gli ul­ti­mi da­ti Istat, che se­gna­la­no un leg­ge­ris­si­mo mi­glio­ra­men­to (1,2 per cen­to) ri­spet­to al me­se pre­ce­den­te. Con­si­de­ran­do la to­ta­li­tà dei gio­va­ni tra 15 e 29 an­ni, il 46 per cen­to stu­dia, il 30 per cen­to la­vo­ra e il 25 per cen­to (uno su quat­tro) è neet, cioè non fa nes­su­na del­le due co­se. I neet ita­lia­ni so­no più don­ne che uo­mi­ni, più me­ri­dio­na­li che set­ten­trio­na­li e qua­si la me­tà di lo­ro ap­par­tie­ne a fa­mi­glie a bas­so red­di­to, quin­di non ha la pos­si­bi­li­tà di pa­gar­si una for­ma­zio­ne ul­te­rio­re che po­treb­be ser­vi­re a tro­va­re la­vo­ro. Il 60 per cen­to dei gio­va­ni di­soc­cu­pa­ti ita­lia­ni, co­mun­que, non è di­spo­sto a spo­star­si da ca­sa per la­vo­ra­re.

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