Ma­le­du­ca­zio­ne sen­ti­men­ta­le

GIOIA - - Sommario - di Bar­ba­ra Al­ber­ti

Ci amia­mo pro­fon­da­men­te, il ses­so fra noi è spon­ta­neo e sen­za ini­bi­zio­ni, co­me non mi era mai suc­ces­so. Vie­ne da sé, i no­stri cor­pi si ac­cor­da­no sem­pre di più, co­me il no­stro spi­ri­to. A me pia­ce an­che il ses­so ora­le, è un mo­men­to di gran­de co­mu­nio­ne fra noi, ma la mia mi­glio­re ami­ca di­ce che mi de­vo ri­fiu­ta­re, che è una so­praf­fa­zio­ne, che far­lo a un ma­schio è de­gra­dan­te… Ro­sa­ma­ria Pri­ma l’in­de­li­ca­tez­za co­sa: ma di per­ché rac­con­ta­re hai i det­ta­gli al­la tua mi­glio­re ami­ca? È già un tra­di­men­to, una pro­fa­na­zio­ne del­la vo­stra in­ti­mi­tà. Non si apre ad al­tri la por­ta del­la ca­me­ra da let­to. A vol­te, pur di van­tar­ci, com­met­tia­mo del­le in­di­scre­zio­ni dan­no­se. E po­co ele­gan­ti. E in­ve­ce del­la com­pli­ci­tà del­la con­fi­den­te, hai rac­col­to ma­la­ni­mo, mo­ra­li­smo e in­vi­dia. Lei su­bi­to s’è ap­pro­fit­ta­ta per giu­di­car­ti. Se­con­da co­sa: cre­do con tut­ta l’ani­ma che la tua ami­ca si sba­gli. Per­ché mai quell’at­to di estre­ma con­fi­den­za fra due aman­ti do­vreb­be es­se­re una pra­ti­ca de­gra­dan­te? An­zi, nell’im­per­fe­zio­ne del crea­to, a vol­te, mi sor­pren­de il mi­ste­rio­so equi­li­brio del­le co­se d’amo­re. Nel ses­so ora­le l’uo­mo “al­lat­ta” l’ama­ta, che dal­la sua fon­te di vi­ta suc­chia in­fan­zia e dol­cez­za, co­me dal se­no di una ma­dre. Nel­la tra­sfi­gu­ra­zio­ne del­la pas­sio­ne, gli aman­ti che si ama­no ri­co­pro­no l’uno con l’al­tro, di vol­ta in vol­ta, tut­ti i ruo­li dell’amo­re.

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