LA MAGIA del 3D

Non se­gue i clas­si­ci sche­mi, non co­no­sce le tendenze. Iris van Her­pen spe­ri­men­ta. E con­qui­sta (an­che Björk e La­dy Ga­ga)

Glamour (Italy) - - TREND BEAUTY -

Le tendenze? Non le ho mai ca­pi­te, non le se­guo», mi di­ce Iris van Her­pen a Trie­ste, in oc­ca­sio­ne del con­cor­so ITS 2016. È tra i giu­ra­ti del pre­sti­gio­so Swaro­v­ski Awards: lei, che del ba­glio­re dei cri­stal­li, in­sie­me al­la stam­pa 3D, ha fat­to un se­gno di­stin­ti­vo. Ep­pu­re pro­prio lei, che ha se­gna­to il trend del­la pu­ra spe­ri­men­ta­zio­ne ap­pli­ca­ta al­la poesia dell’abi­to, non cre­de nel­le mo­de. «Ho sem­pli­ce­men­te con­giun­to sar­to­ria­li­tà e nuo­ve tec­no­lo­gie. C’è chi la de­fi­ni­sce “New Cou­tu­re” ». E chi gri­da al ge­nio. «Non par­to mai con un con­cept, tut­to ha ini­zio dal­la ma­te­ria. Nes­su­no sket­ch, la­vo­ro di­ret­ta­men­te sul ma­ni­chi­no, a vol­te sul mio stes­so cor­po. Non po­trei im­ma­gi­na­re un al­tro mo­do di crea­re: non so co­me fac­cia­no gli sti­li­sti sen­za par­ti­re dal­la com­ples­si­tà e dal fa­sci­no del­la ma­te­ria pri­ma. Col­la­bo­ro con scien­zia­ti, ar­ti­sti, de­si­gner e ar­chi­tet­ti per­ché so­no più vi­ci­ni al­la mia per­so­na­le in­ter­pre­ta­zio­ne, a ciò che si può ve­de­re ol­tre il vi­si­bi­le». Nes­sun li­bro, film di ri­fe­ri­men­to, nien­te di nien­te? « È la na­tu­ra la mia fon­te di ispi­ra­zio­ne. Non puoi im­ma­gi­na­re che uni­ver­so in­fi­ni­to si rac­chiu­da in es­sa, non ho bi­so­gno di nient’al­tro per crea­re». Ri­sul­ta­to? Col­le­zio­ni Hau­te Cou­tu­re che vin­co­no pre­mi su pre­mi (dall’An­dam al Dut­ch De­si­gn Awards), che ve­sto­no fan co­me La­dy Ga­ga e Björk, e che sta­reb­be­ro be­ne nei mu­sei. Non a ca­so, a so­li 32 an­ni, si è già me­ri­ta­ta una mo­stra per­so­na­le al­lo High Mu­seum of Art di Atlan­ta.

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