LEG­GE­RI da leg­ge­re Una rac­col­ta di poe­sie, un ro­man­zo, un sag­gio iro­ni­co e un’ope­ra il­lu­stra­ta. 4 pro­po­ste di let­tu­ra di­ver­se, bre­vi ma in­ten­se

Glamour (Italy) - - NEWS - Di Ni­na Ver­del­li

Ho per­cor­so le tue di­sab­bi­glia­te stan­ze e ri­di­se­gna­to il ver­so di un’at­te­sa, di un com­pi­men­to (par­zia­le, si fa per di­re), e di un’at­te­sa an­co­ra, che scot­ta di feb­bre L’hai bru­cia­ta in un cuc­chiai­no di gen­ti­le ir­ra­gio­ne­vo­lez­za ta­le è chi pia­ce so­li­ta­men­te per mi­tez­za e sop­por­ta a mo’ di ol­trag­gio un se­con­do ab­brac­cio, l’af­fan­no de­gli al­tri ri­fles­sio­ni di un uo­mo al­lo spec­chio. E al­lo spec­chio, si sa, si di­ce la ve­ri­tà. So­lo che la ve­ri­tà è brut­ta, è “lai­da” co­me scri­ve­va Nie­tzsche. Trat­ta­si del­la con­sa­pe­vo­lez­za an­tro­po­lo­gi­ca per ec­cel­len­za: quel “so che dob­bia­mo mo­ri­re” che spo­glia di sen­so il quo­ti­dia­no uma­no, ma che so­lo ci ren­de uma­ni. Il ca­ne non lo sa che do­vrà mo­ri­re, in ogni istan­te è o vi­ta o mor­te. Ec­co, l’au­to­re lo sa ed è, in ogni istan­te, vi­ta e mor­te in­sie­me. E, per­tan­to, uma­no trop­po uma­no. D’al­tra par­te lo di­ce­va il pre­mio No­bel An­dré Gi­de: «Tut­to quel­lo che im­me­dia­ta­men­te pre­ce­de, o im­me­dia­ta­men­te se­gue, la fe­li­ci­tà è ma­te­ria di let­te­ra­tu­ra». E, ag­giun­gia­mo noi, an­che di poe­sia. Co­me di­ven­ta­re una mo­glie per­fet­ta Io e la mia ma­ti­ta

Sag­gi­sti­ca

di Giu­lia Ba­ruc­co (ed. e-bi­blio). Un «al­le­gro ma­nua­le» per im­pa­ra­re a con­vi­ve­re con la dolce me­tà e i suoi nu­me­ro­si di­fet­ti. Il se­gre­to? Ri­der­ci su.

Va­ria di Pao­la Lo­mu­scio (ed. La Ruo­ta). Nell’era del di­gi­tal-on­ly, l’au­tri­ce com­pie una pic­co­la con­tro-ri­vo­lu­zio­ne. Po­ne al cen­tro del li­bro la ma­ti­ta, tra­sfor­man­do­la in mil­le al­tre co­se. Da sfo­glia­re, e co­pia­re!

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