JULIA MOKHOVIKOVA

L’ar­te è la mia vi­ta

Glamour (Italy) - - SOMMARIO -

Il suc­ces­so di un ar­ti­sta, fi­no a po­co tem­po fa, pas­sa­va per for­za di co­se dal­la me­dia­zio­ne e dal pla­cet di gal­le­ri­sti, cu­ra­to­ri e cri­ti­ci. Pe­rò, il web 2.0, e in par­ti­co­la­re i so­cial net­work, ha mes­so in di­scus­sio­ne an­che que­sto si­ste­ma. Julia Mokhovikova, ucrai­na fi­li­for­me con un pas­sa­to da mo­del­la, ne è la pro­va. Ha co­strui­to su Instagram la sua gal­le­ria per­so­na­le, che ha un tas­so di ven­di­ta im­me­dia­ta sen­si­bil­men­te al­to: il 40%. E per ar­ri­va­re al suo pub­bli­co ri­tie­ne mol­to più ef­fi­ca­ce un’in­ter­vi­sta su Gla­mour che una re­cen­sio­ne su un ma­ga­zi­ne di fi­ne art. Va per i 32 ma, men­tre po­sa per il no­stro ser­vi­zio, mo­stra la gra­zia lie­ve e im­pac­cia­ta di una ra­gaz­zi­na. Al­le pa­re­ti so­no ap­pe­si i suoi la­vo­ri: ri­trat­ti fem­mi­ni­li, che ri­ve­la­no una ma­no for­te e pre­ci­sa, ac­com­pa­gna­ti da fra­si bre­vi e in­ci­si­ve: “I be­lie­ve”, “L you”, “Sex Lux”. Fan­no pen­sa­re al neo espres­sio­ni­smo te­de­sco, dei Neuen Wil­den, ri­pas­sa­to con zuc­che­ro e zen­ze­ro. Mo­del­la o ar­ti­sta: che co­sa sei? «Ar­ti­sta: è so­lo con il pen­nel­lo in ma­no che mi sen­to dav­ve­ro a mio agio. So­no fe­li­ce pe­rò di aver fat­to la mo­del­la: ho avu­to la sod­di­sfa­zio­ne di sfi­la­re per fir­me im­por­tan­ti, co­me Gior­gio Ar­ma­ni ed Elie Saab, di co­no­sce­re il mon­do. Ed è ser­vi­to an­che a far­mi sen­ti­re più si­cu­ra del mio aspet­to». Du­bi­ta­vi del­la tua bel­lez­za? «Non riu­sci­vo ad ac­cet­tar­mi. Il na­so mi sem­bra­va trop­po gran­de, il se­no trop­po pic­co­lo, non mi pia­ce­va­no i miei capelli. E in­dos­sa­vo cin­que pa­ia di col­lant per far sem­bra­re le gam­be più gros­se». Quan­do ero bam­bi­no, le ra­gaz­ze so­gna­va­no di di­ven­ta­re bal­le­ri­ne del Bo­lÕ­šoj. «An­ch’io ho stu­dia­to dan­za, per set­te an­ni. Ma ho do­vu­to smet­te­re a cau­sa dell’al­tez­za: i miei part­ner non riu­sci­va­no a sol­le­var­mi. Ero mol­to tri­ste. L’abi­tu­di­ne al­lo sport, pe­rò, è ri­ma­sta: scher­ma, squa­sh, yo­ga... Se sal­to un gior­no di al­le­na­men­to, mi man­ca­no le for­ze». In que­sta pa­gi­na, una se­le­zio­ne di ope­re di Julia. In quel­la ac­can­to la pit­tri­ce in­dos­sa un pull a scac­chi e boo­ts. Mango. Abi­to con in­ser­ti in piz­zo. Liu¥ Jo. Fa­shion edi­tor Ju­lien Maz­zo­li.

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