Ci sei o ci fai?

GQ (Italy) - - Storie -

So­no ba­sta­ti cin­que se­con­di di vi­deo per tra­sfor­ma­re Dan Bilzerian in un’ico­na. È un’in­qua­dra­tu­ra pre­sa dal­la di­ret­ta tv del­le World Series di Po­ker a Las Ve­gas nel 2013: un uo­mo se­du­to al ta­vo­lo verde gio­ca una ma­no di po­ker con set­te mi­lio­ni di dol­la­ri nel piat­to. Lo in­qua­dra­no una vol­ta, un’al­tra e un’al­tra an­co­ra. Al­la fi­ne lo no­ti: un ti­po al­la Tom Crui­se, lì tra il pub­bli­co, in al­to a si­ni­stra, che guar­da at­ten­ta­men­te la par­ti­ta. Ab­brac­cia­ta a lui c’è una bel­la don­na, abito ne­ro, ca­pel­li lun­ghi, sguar­do innamorato, che sem­bra es­se­re lì per un solo sco­po: ac­ca­rez­zar­gli la bar­ba.

È co­sì che In­ter­net e il mon­do in­te­ro han­no sco­per­to l’as­sur­do e in­quie­tan­te per­so­nag­gio Dan “Blitz” Bilzerian, 34 an­ni, una spe­cie di in­cro­cio tra Bru­ce Way­ne e Hu­gh Hef­ner, fi­glio di uno spe­cu­la­to­re de­gli An­ni 80 esi­lia­to e fe­no­me­no di que­sta no­stra era dei so­cial me­dia.

Un an­no do­po, que­sto ra­gaz­zo­ne, ex re­clu­ta dei Na­vy Seals, tra­sfor­ma­to­si, se­con­do la sua stes­sa de­fi­ni­zio­ne, in “in­ve­sti­to­re d’as­sal­to” che pas­sa la vi­ta tra Las Ve­gas e Los An­ge­les, è diventato una star del­la rete con qua­si 7 mi­lio­ni di fol­lo­wer su In­sta­gram e, so­prat­tut­to, l’uo­mo at­tra­ver­so il qua­le mi­lio­ni di ma­schi nel mon­do vi­vo­no le lo­ro fan­ta­sie più esa­ge­ra­te.

Le sue foto do­cu­men­ta­no uno sti­le di vi­ta scan­da­lo­so e amo­ra­le, in cui non sem­bra­no es­ser­ci li­mi­ti di sol­di né ri­spet­to del­la leg­ge. Dan Bilzerian si fa ta­glia­re i ca­pel­li da ra­gaz­ze in to­pless, com­pra un pick-up per por­ta­re in gi­ro il suo nuo­vo lan­cia­raz­zi, fa pun­ta­te a ot­to ze­ri al ta­vo­lo da po­ker e si fa un sel­fie vi­ci­no al suo ae­reo Gul­fstream IV. È qua­si sem­pre nudo o nel suo look pseu­do-mi­li­ta­re. In un tweet ha scrit­to: «La mia più gran­de pau­ra è che qual­cu­no mi en­tri in ca­sa e io non rie­sca a de­ci­de­re in fret­ta con qua­le pi­sto­la spa­rar­gli». Al­le­ga­ta la foto del suo ta­vo­lo da pran­zo ri­co­per­to di fu­ci­li.

Re­cen­te­men­te, pe­rò, un’inchiesta del Wall Street Jour­nal ha svelato che suo pa­dre, Paul Bilzerian, è un truf­fa­to­re, con­dan­na­to a re­sti­tui­re 62 mi­lio­ni di dol­la­ri. Fi­no­ra ne ha re­sti­tui­ti solo 3,7 e, ov­via­men­te, in mol­ti si so­no chie­sti se i sol­di di Dan non sia­no i sol­di del pa­dre.

Poi c’è sta­to l’epi­so­dio del “lan­cio del­la por­no­star” or­ga­niz­za­to dal­la ri­vi­sta Hu­stler: Bilzerian l’ha lan­cia­ta in pi­sci­na dal tet­to del­la sua ca­sa ma lei si è spa­ven­ta­ta, si è at­tac­ca­ta al­la sua ma­gliet­ta e ha man­ca­to la pi­sci­na rom­pen­do­si un pie­de. L’av­vo­ca­to di lei ha mi­nac­cia­to di far­gli cau­sa. E poi ci so­no i pro­ble­mi di sa­lu­te: due in­far­ti a 25 an­ni e un’em­bo­lia pol­mo­na­re cau­sa­ta da una se­quen­za inar­re­sta­bi­le di sesso, al­col e po­ker tra Las Ve­gas e le Ha­waii.

La sto­ria del­la sua vi­ta sem­bra un fu­met­to Mar­vel

Ma le per­so­ne che lo fre­quen­ta­no san­no che se c’è qual­co­sa che può uc­ci­de­re Dan Bilzerian non sa­rà cer­to un’ar­te­ria bloc­ca­ta: «A ca­sa sua ci so­no ar­mi ovun­que » , ha rac­con­ta­to Jo- na­than Gro­ten­stein, gio­ca­to­re pro­fes­sio­ni­sta di po­ker: «Quan­do vai da lui, la sua guar­dia del cor­po ti pren­de in di­spar­te e ti av­vi­sa di non toc­car­le, per­ché so­no tut­te ca­ri­che. Guar­di le pi­sto­le, guar­di tut­te quel­le don­ne che van­no avan­ti e in­die­tro, e pen­si: non è dif­fi­ci­le ca­pi­re come an­drà a fi­ni­re».

La sto­ria del­la sua vi­ta sem­bra più un fu­met­to del­la Mar­vel che la bio­gra­fia di un es­se­re umano. Dan è cre­sciu­to a Tam­pa, Flo­ri­da, in una vil­la con 11 ca­me­re da let­to, gran­de quan­to la me­tà di Buc­kin­gham Pa­la­ce. Suo pa­dre, di ori­gi­ne ar­me­na, è pro­prie­ta­rio di una so­cie­tà di ro­bo­ti­ca e ha mol­ti al­tri in­ve­sti­men­ti. È sta­to an­che in ri­for­ma­to­rio, ha com­bat­tu­to con l’eser­ci­to ame­ri­ca­no in Viet­nam e ha fre­quen­ta­to la Har­vard Bu­si­ness School. È sem­pre in gi­ro a fa­re affari. «Non ho ri­ce­vu­to mol­te at­ten­zio­ni da pic­co­lo», ha det­to Dan. «Per que­sto so­no diventato un pazzo fu­rio­so». Fin­ché un gior­no suo pa­dre vie­ne ar­re­sta­to con no­ve ca­pi di im­pu­ta­zio­ne per fro­de fi­sca­le e il­le­ci­ti fi­nan­zia­ri. Dan fi­ni­sce per ar­ruo­lar­si nel­la Ma­ri­na e pro­va a en­tra­re nel cor­po d’éli­te dei Na­vy Seals. Ci ri­ma­ne per 510 gior­ni, com­pre­se «due settimane di inferno» con una gam­ba rot­ta. Do­po due ten­ta­ti­vi, pe­rò, de­ci­de di mol­la­re.

Mentre era nei Seals, le autorità lo han­no mes­so sot­to pres­sio­ne per far­gli ver­sa­re un ter­zo di uno dei suoi fon­di di in­ve­sti­men­to nel­le cas­se del­lo Sta­to per fa­re usci­re suo pa­dre di ga­le­ra. È in que­sto pe­rio­do che co­min­cia a gio­ca­re d’az­zar­do. Dice di aver im­pa­ra­to a gio­ca­re a po­ker all’uni­ver­si­tà del­la Flo­ri­da, in cui en­tra, do­po aver la­scia­to la Ma­ri­na, per stu­dia­re bu­si­ness e criminologia.

I N VA­CA N Z A A CA N N E S VA A L E T TO

CO N 1 6 DON­NE IN 12 GIOR­NI È sta­to ac­cu­sa­to di mi­so­gi­nia. «Le don­ne brut­te mi fan­no ma­le al­la vi­sta», ha twit­ta­to una vol­ta

Te­sto di CH­RIS AY­RES Foto da IN­STA­GRAM

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