«Sul se­rio, vi sem­bro ti­po che fa er­ro­ri?»

IL GENTLEMAN Un matrimonio che si ri­ve­la un di­sa­stro? No. Un co­pio­ne che fa acqua? Tan­to me­no. È tut­ta una vi­ta che MATT DIL­LON ap­pli­ca il suo si­ste­ma da sec­chio­ne: fai ciò che sen­ti, ma non far­lo per un li­ke

GQ (Italy) - - Alfredo - Te­sto di LU­CA CE­LA­DA

Un uo­mo si sve­glia in un bosco dell’ida­ho, fe­ri­to do­po un ter­ri­bi­le in­ci­den­te d’au­to. Rag­giun­ge il vi­ci­no pae­se, Wayward Pines, fi­ni­sce all’ospe­da­le. Al ri­sve­glio, un’in­fer­mie­ra te­mi­bi­le e la pro­mes­sa di qual­co­sa di mol­to in­quie­tan­te. Quell’uo­mo è Matt Dil­lon, la sce­na apre Wayward Pines, la se­rie di M. Night Shya­ma­lan, che dal ci­ne­ma pas­sa al­la tv ( sce­neg­gia­to­re e pro­dut­to­re del­la se­rie, è re­gi­sta del pri­mo epi­so­dio, in on­da in con­tem­po­ra­nea in Usa e Ita­lia dal 14 mag­gio su Fox). I se­gre­ti di Twin Peaks di Da­vid Lyn­ch aleg­gia­no nell’aria, il my­ster y tor­na oni­ri­co e ru­ra­le, il ca­st è stel­la­re (Ju­liet­te Lewis, Ter­ren­ce Ho­ward, Car­la Gu­gi­no).

Co­sa ti ha con­vin­to di que­sto pro­get­to?

«Il per­so­nag­gio dell’agen­te se­gre­to Ethan Bur­ke. Vo­le­vo sa­per­ne di più sul­la sua sto­ria, ca­pi­re quan­to di ciò che gli ac­ca­de­va fos­se ve­ro e quan­to solo un’il­lu­sio­ne del­la sua men­te».

Ti piac­cio­no i th­ril­ler?

«Mi piac­cio­no le tra­me av­vin­cen­ti, e poi so­no con­vin­to che il va­lo­re di una sto­ria di­pen­da dal­lo spes­so­re dei per­so­nag­gi».

«La po­li­ti­ca hol­ly­woo­dia­na non è il mio for­te»

Sa­rà una sto­ria ka­f­kia­na...

«Film e sce­neg­gia­ti ci han­no con­di­zio­na­to: se mi tro­vo su una strada de­ser­ta o buia, ho la sen­sa­zio­ne che stia per suc­ce­de­re qual­co­sa di sinistro, ma è per­ché ho visto trop­pi film ( ride). In ge­ne­ra­le pe­rò non so­no uno che ama le im­prov­vi­sa­te. Non fa­te­mi una festa a sor­pre­sa, non fa per me ( ride). In Wayward Pines in­ve­ce nul­la è cer­to. Come po­te­va es­se­re altrimenti con M. Night Shya­ma­lan, un ve­ro mae­stro del­la pa­ra­no­ia?».

Par­lan­do di vi­ta ve­ra, per­ché non ti sei mai sposato?

«Di­cia­mo che quel­la sto­ria non è an­co­ra sta­ta scrit­ta. For­se c’è an­co­ra tem­po per far­lo, in­tan­to so­no for­tu­na­to ad ave­re la car­rie­ra che ho. Ave­re una fa­mi­glia in que­sto am­bien­te non è fa­ci­le. A vol­te pen­so di es­se­re sta­to trop­po cau­to. A una cena, Elai­ne Strit­ch, gran­de at­tri­ce di Broad­way, mi fe­ce: “Quan­ti an­ni hai?”, “Nien­te fi­gli?”, “Cioè non hai mai fat­to uno sba­glio? Qual­che vol­ta do­vre­sti pro­va­re” ( ride). For­se ave­va ra­gio­ne».

Ri­mor­si?

«Cer­co di non aver­ne. Mi ri­ten­go una per­so­na ap­pas­sio­na­ta, am­bi­zio­sa. Ci ten­go a fa­re le cose per be­ne, ma non per ac­cu­mu­la­re li­ke sui so­cial. Quin­di la po­li­ti­ca hol­ly­woo­dia­na non è il mio for­te, non va­do al­le fe­ste giu­ste e tut­ta quel­la ro­ba là».

Al­tri progetti in cor­so?

« Un do­cu­men­ta­rio su El Gran Fel­lo­ve, ca­po­fi­la di un mo­vi­men­to che si ap­pro­priò del jazz e del­lo spi­ri­to di Ella Fi­tz­ge­rald, Ben­ny Goodman e Duke El­ling­ton, ri­pro­po­nen­do­li in ver­sio­ne cubana».

« G UA I A VO I S E M I FAT E U N A F E S TA A SOR­PRE­SA»

svin­co­la­te dal con­cet­to di mo­da in sen­so stret­to, e orien­ta­te ver­so un mo­do di vi­ve­re esclu­si­vo, nel pia­ce­re del­la len­tez­za. Per gli aman­ti dell’ar­te, la Mind Experience of­fre la pos­si­bi­li­tà di pre­no­ta­re l’ac­ces­so a gal­le­rie e col­le­zio­ni di pre­sti­gio fuori dall’orario di aper­tu­ra al pub­bli­co. Di­ver­sa­men­te, la Hand Experience per­met­te di ve­de­re uno chef stel­la­to all’ope­ra o vi­si­ta­re una cantina do­ve de­gu­sta­re una pre­zio­sa cu­vée. Mentre chi ha vo­glia di vi­ve­re un mo­men­to più adre­na­li­ni­co, può sem­pre sbir­cia­re tra le pro­po­ste elen­ca­te nel­la Style Experience, e de­ci­de­re di gui­da­re una Maserati su un pre­sti­gio­so cir­cui­to. E se è ve­ro che il lus­so è ave­re tem­po per sé, la En­vi­ron­ment Experience pro­po­ne, in col­la­bo­ra­zio­ne con il FAI, vi­si­te pri­va­te in luo­ghi altrimenti inac­ces­si­bi­li. Spie­ga Gil­do Zegna, CEO del Grup­po Zegna: «È un’evo­lu­zio­ne del con­cet­to “su mi­su­ra” che si spin­ge ben ol­tre la buying experience, per con­di­vi­de­re con il clien­te emo­zio­ni cu­ci­te in­tor­no al suo pro­fi­lo e ai suoi in­te­res­si più au­ten­ti­ci».

MATT DIL­LON, 51 AN­NI. DAL 14 MAG­GIO SU FOX NEL­LA SE­RIE T V WAYWARD PINES

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