PIÙ PE­NE PER TUTTI

Non più solo i ri­toc­chi­ni. In an­sia da do­ta­zio­ne, so­no sem­pre di più gli uo­mi­ni che ri­cor­ro­no al­la PE­NO­PLA­STI­CA

GQ (Italy) - - Super ! - Te­sto di TO­NY PAR­SONS This Morning,

a una tra­sfor­ma­zio­ne ra­pi­dis­si­ma del pae­sag­gio al­pi­no: dal bianco al ne­ro, dal chia­ro allo scu­ro. Sia per­ché i ghiac­ciai, di­mi­nuen­do la lo­ro su­per­f­cie, fan­no emer­ge­re la roc­cia sot­to­stan­te, sia per­ché la lo­ro ri­du­zio­ne, sco­pren­do le ci­me del­le mon­ta­gne, cau­sa fra­ne e smot­ta­men­ti che fni­sco­no per ri­co­pri­re il bianco del ghiac­cio di de­tri­ti scu­ri. Que­sto fe­no­me­no ge­ne­ra il pro­ble­ma mag­gio­re: la mon­ta­gna è di­ven­ta­ta mol­to più pericolosa di vent’an­ni fa».

Il ri­scal­da­men­to glo­ba­le c’en­tra o no?

«C’en­tra ec­co­me, que­sto è fuori di­scus­sio­ne. Un ghiac­cia­io vi­ve sull’equi­li­brio tra le ne­vi­ca­te in­ver­na­li e le tem­pe­ra­tu­re esti­ve. Se ciò che ac­cu­mu­la con le ne­vi­ca­te poi lo per­de du­ran­te l’esta­te, al­lo­ra è sta­bi­le e re­sta fer­mo. Se in­ve­ce, come sta ca­pi­tan­do nell’ul­ti­mo mez­zo se­co­lo, le ne­vi­ca­te di­mi­nui­sco­no e le tem­pe­ra­tu­re esti­ve si al­za­no, si rat­trap­pi­sce. È il se­gna­la­to­re pri­mo e più evi­den­te dei cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci».

Co­sa dob­bia­mo aspet­tar­ci nei pros­si­mi 50 an­ni?

«La scienza non ha ri­spo­ste cer­te ma può for­ni­re mo­del­li at­ten­di­bi­li: con­ti­nuan­do co­sì, al­la fne del se­co­lo i ghiac­ciai avran­no per­so il 70-80% del­la lo­ro su­per­f­cie. Que­sto vuol di­re che le Al­pi as­so­mi­glie­ran­no agli Ap­pen­ni­ni. Se non cam­bia qual­co­sa in mo­do dra­sti­co, la ten­den­za è inar­re­sta­bi­le».

«Le Al­pi sem­bre­ran­no gli Ap­pen­ni­ni, se non cam­bia»

Co­sa pos­sia­mo fa­re?

« Pos­sia­mo agi­re su due li­vel­li. Uno è quel­lo lo­ca­le: ci so­no tec­ni­che di co­per­tu­ra dei ghiac­ciai con te­li spe­cia­li che ri­du­co­no la fu­sio­ne del­la me­tà. Ma que­ste so­no so­lu­zio­ni che si pos­so­no adot­ta­re solo per ghiac­ciai die­tro i qua­li c’è un for­te in­te­res­se eco­no­mi­co, come quel­li do­ve si scia an­che d’esta­te. Per esem­pio: il ghiac­cia­io Pre­se­na è sta­to in­te­ra­men­te ri­co­per­to. Il se­con­do pia­no d’azio­ne è quel­lo glo­ba­le: dob­bia­mo chie­der­ci “sia­mo re­spon­sa­bi­li di quan­to ac­ca­de?”. La scienza ci dice che la ri­spo­sta è sì: il rap­por­to IPCC dell’an­no scor­so ha sta­bi­li­to che il 90% dell’in­cre­men­to ter­mi­co de­gli ul­ti­mi de­cen­ni è do­vu­to all’at­ti­vi­tà dell’uo­mo».

« I L G L O BA L

WA R M I N G

C’EN­TRA

E C C OME .

È C O L PA

NO­STRA,

D I C I A MO LO »

CON I DRONI Un as­si­sten­te del pro­fes­sor Smi­ra­glia fa de­col­la­re uno de­gli stru­men­ti usa­ti per mo­ni­to­ra­re dall’al­to lo sta­to dei ghiac­ciai

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