Spe­ria­mo che pio­va

LA STO­RIA La più ico­ni­ca del­le giac­che im­per­mea­bi­li com­pie 50 an­ni. Mar­co Bo­glio­ne, l’uo­mo che l’ha ri­sol­le­va­to dal fal­li­men­to, ci spie­ga le ra­gio­ni del nuo­vo suc­ces­so tut­to italiano del­la mi­ti­ca K- WAY

GQ (Italy) - - Moda - Te­sto di LAU­RA PACELLI

Nel cor­so de­gli an­ni, al­cu­ni mar­chi com­mer­cia­li so­no en­tra­ti a far par­te del ger­go co­mu­ne, per in­di­ca­re ge­ne­ri­ca­men­te una ti­po­lo­gia di pro­dot­to, a pre­scin­de­re da chi lo rea­liz­zi. È il ca­so di scot­ch, di po­st- it, di ther­mos. E di K-way.

A Pa­ri­gi, in un gior­no di piog­gia del 1965, Léo­nC­lau­de Du­ha­mel, com­mer­cian­te di ab­bi­glia­men­to, os­ser­va i pas­san­ti per strada e pensa a una so­lu­zio­ne al­ter­na­ti­va all’om­brel­lo per evi­ta­re di ba­gnar­si. Qual­che tem­po do­po, lan­cia una linea di jac­ket im­per­mea­bi­li e tra­spi­ran­ti, ca­pi in ny­lon spe­cia­le che non si sgual­ci­sco­no e che si ri­pie­ga­no in una pro­pria ta­sca, fi­no a di­ven­ta­re una sac­ca pra­ti­ca, con una cintura stret­ch, da por­ta­re ovun­que, le­ga­ta in vi­ta come un mar­su­pio. Li chia­ma K-way: è un su­suc­ces­so.

Ne­gli Aan­ni 70 il brand di­ven­ta sp on­sor di di­ver­si team di sci al­pi­no. Die­ci an­ni do­po ent tra nel di­zio­na­rio france ese e in­gle­se, e po oi an­che in quel­lo ita alia­no. Do­po una br eve pa­ren­te­si di prr o prie­tà del gr rup­po Pi­rel­li, ar­riv va la svolta. Nel 200 04 la Ba­sic­net di Mar rco Bo­glio­ne, im­prend di­to­re pie­mon­te­se il­luu­mi­na­to, lo ac­qui­si­sce e e lo fa ar­ri­va­re in poo­chi an­ni in ci­ma all’o lim­po dei brand ca­sua al di lus­so.

Dal te­le­fo­no nel suo quar­tier ge­ne­ra­le (l’ex Ma­gli­fi­cio Cal­zi­fi­cio To­ri­ne­se tra­sfor­ma­to in un vil­lag­gio com­mer­cia­le), Bo­glio­ne ha una vo­ce squil­lan­te.

K-way com­pie 50 an­ni, è un marchio sa­no e ri­co­no­sciu­to nel mon­do. Qual è la chia­ve del suc­ces­so?

«So­no due: scel­ta stra­te­gi­ca di po­si­zio­na­men­to del pro­dot­to ed ef­fi­cien­za azien­da­le».

Come so­no riu­sci­te ad apri­re la por­ta del mer­ca­to?

«I pri­mi an­ni, a di­re il ve­ro, so­no sta­ti un di­sa­stro. Pen­sa­va­mo che ri­par­ti­re dal­lo stes­so pro­dot­to po­tes­se ba­sta­re. Ma la con­cor­ren­za or­mai ri­pro­du­ce­va giac­che si­mi­li al­le no­stre, per 15-30 eu­ro. Co­sì ab­bia­mo mi­glio­ra­to la giac­ca sto­ri­ca ren­den­do­la più al­la mo­da, più tec­ni­ca. E di con­se­guen­za più ca­ra».

Au­men­to di prezzo, au­men­to di ven­di­te. L’equa­zio­ne non sem­pre funziona…

«Per noi sì, per­ché i ca­pi co­sta­no di più, ma so­no ri­vol­ti a chi ha vo­glia di ac­qui­sti in­tel­li­gen­ti. In que­sto mo­do il con­su­ma­to­re non si sen­te in­gan­na­to, quin­di è ben di­spo­sto a pa­ga­re 90 eu­ro per un ca­po pra­ti­co e bel­lo. Il mec­ca­ni­smo funziona».

Un mec­ca­ni­smo re­so pos­si­bi­le an­che dal web?

«So­prat­tut­to gra­zie al web. La Ba­sic­net è un nuo­vo model-

« L’A B B I A MO RE­SA PIÙ T E C N I CA , A L L A MO­DA . . . E COS TO S A »

Con sé por­ta un bi­gliet­to da vi­si­ta che ogni presidente di un club di cal­cio vor­reb­be ri­ce­ve­re: la qua­li­fi­ca di vin­cen­te tra i vin­cen­ti. Jo­sé Má­rio dos San­tos Mou­ri­n­ho Fé­lix – no­to come Jo­sé Mou­ri­n­ho ( foto sot­to) –, clas­se 1963, di Se­tú­bal ( Por­to­gal­lo), pur non bril­lan­do per sim­pa­tia, è uno de­gli al­le­na­to­ri più ama­ti dal­le ti­fo­se­rie che ha in­con­tra­to nel suo per­cor­so pro­fes­sio­na­le: una tra tut­te, quel­la dell’in­ter. No­no­stan­te il “no­stro” Car­lo An­ce­lot­ti l’ab­bia su­pe­ra­to con il nu­me­ro di vit­to­rie, “The Spe­cial One”, come lui stes­so si è de­fi­ni­to du­ran­te la pri­ma con­fe­ren­za stam­pa al Chel­sea, la sua squadra at­tua­le, ha ap­pe­na ag­giun­to un al­tro “ti­tu­lo” al­la sua ba­che­ca: mi iglio­re al­le­na­to­re del 20 014-15 in Premier Leag gue. Fuori dal cam­po o è cor­teg­gia­to da a spon­sor e brand d di lus­so: l’ul­ti­mo o è il marchio di oro­lo­ge­ria Hu­blot. Sa­rà per­ché il tem­po pas­sa per tutti, an­che per uno come Mou. « Am­met­to che non rie­sco a con­trol­lar­lo, al­le e vol­te va trop­po ve­lo­ce o trop­po len­to, al­tre an­co ora vor­rei ac­ce­le­rar rlo: in ogni mo­men­to pro­vo a di­ver­tir­mi». Come quan­do gli ho chie­sto di ri­spon­de­re al mio que­stio­na­rio.

Che qua­li­tà am­mi­ri in un ri­sto­ran­te?

«Vo­glio sen­tir­mi be­ne, come a ca­sa, in un am­bien­te pia­ce­vo­le e co­mo­do. Vo­glio un po­sto do­ve si man­gi be­ne, e so dov’è quan­do gli al­tri clien­ti guar­da­no nel piat­to e non me! ».

Che qua­li­tà de­si­de­ri in un al­ber­go?

«Per la­vo­ro, un al­ber­go co­mo­do e do­ve pos­sa ri­las­sar­mi e con­cen­trar­mi con la mia squadra. In pri­va­to, scel­go un ho­tel sul ma­re, con la spiag­gia fa­cil­men­te ac­ces­si­bi­le ».

Qual è la tua com­pa­gnia ae­rea pre­fe­ri­ta?

« Quel­la sui cui ae­rei pos­so ri­po­sa­re co­mo­da­men­te. La TAP o la Bri­ti­sh Air­ways, di­rei».

Co­sa de­te­sti più di tut­to, nell’ar­re­da­men­to?

«Lascio sem­pre tut­to in ma­no a mia mo­glie, io non ci met­to bec­co. Mi pia­ce tut­to quel­lo che lei ha scel­to per le no­stre case e non lo cam­bie­rei mai».

Che va­lu­ta in­ter­na­zio­na­le vor­re­sti es­se­re?

«Per il mmo­men­to, si­cu­ra­men­te la ster­lin na ».

Qual è ili ge­ne­re di scar­pa che di­sp­prez­zi di più?

«In­do sso solo le scar­pe con lla suo­la in gom­ma. Mai in pel­le. Le tro­vo più com­mo­de ».

Chii è il tuo designer pre efe­ri­to, da Char­les Wo or­th fi­no a og­gi?

«Nnon ne ho uno in par rti­co­la­re. Me ne pia ac­cio­no tan­ti».

Un do­no di bellezza che vor­re­sti ave­re?

« A que­sta do­man­da mi è impossibile ri­spon­de­re... ».

MARCCO BOGLIONNE, IL 59ENNNE IMPRENDITOORE TO­RI­NE­SE CHEE HA AC­QUI­SI­TO K-K WAY E LO HAA FAT­TO RINAASCERE. AL­LA GRAN­DI SSIMA UNA PUB­BLI­CI­TÀ STO­RI­CA DI K- WAY: IL MARCHIO HA COM­PIU­TO 50 AN­NI

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.