Nel no­me del pa­dre

IL GEN­TLE­MAN « È lui la mia ve­ra ico­na di sti­le » , ri­ve­la il pre­mio Oscar ED­DIE REDMAYNE, am­ba­scia­to­re di Omega, elet­to da po­co uo­mo più ele­gan­te d’in­ghil­ter­ra

GQ (Italy) - - Alfredo - Te­sto di CHIA­RA MEATTELLI

Dal bal­co­ne di una sui­te in Green Park, Ed­die Redmayne si go­de un mo­men­to di pau­sa al so­le. No, non fu­ma si­ga­ret­te: «Cer­ca­vo so­lo di far­mi ve­ni­re an­co­ra più len­tig­gi­ni!», scher­za al rien­tro in stan­za. Con una giac­ca an­tra­ci­te, pan­ta­lo­ni blu e ca­mi­cia bian­ca, in­dos­sa un’ele­gan­za ca­sual. Il re­sto del­lo char­me è nel por­ta­men­to e nei mo­di di fa­re im­pec­ca­bi­li, squi­si­ta­men­te bri­ti­sh, com­pre­sa quel­la lie­ve bal­bu­zie da ma­nie­ri­smo ari­sto­cra­ti­co in­gle­se.

Del suo ta­len­to di at­to­re ci era­va­mo già ac­cor­ti quat­tro an­ni fa con il film Ma­ri­lyn. Ma è do­po ave­re fat­to in­cet­ta di pre­mi per l’in­ter­pre­ta­zio­ne di Ste­phen Ha­w­king in La teo­ria del tut­to, Oscar co­me mi­glior pro­ta­go­ni­sta in­clu­so, che la sua car­rie­ra è esplo­sa. Ol­tr e che nel­lo

spin- of f di

Har­ry Pot­ter,

pre­sto lo ve

dre­mo an- che tra­sfor­mar­si in una don­na (e dal­le fo­to tra­pe­la­te in Re­te, non sta af fat­to ma­le) nel film The Da­ni­sh Girl, in cui in­ter­pre­ta Ei­nar We­ge­ner, il pri­mo tran­ses­sua­le del­la sto­ria.

Vin­ce­re l’oscar gli ha cam­bia­to la vi­ta? « Non mi sem- bra...». Ci pen­sa su e pro­se­gue: « Ave­vo ap­pe­na ter­mi­na­to un film mol­to im­pe­gna­ti­vo in In­ghil­ter­ra e da lì so­no vo­la­to a Los An­ge­les. Ero in pie­no jet lag e do­ve­vo af­fron­ta­re il cir­co de­gli Oscar, che è sta­to fuo­ri da ogni immaginazione. La mat­ti­na do­po, so­no di nuo­vo vo­la­to a Hea­th­row e da lì drit­to sul set di un al­tro film. Il mio cer­vel­lo è sta­to co­sì im­mer­so nel la­vo­ro che non ho no­ta­to cam­bia­men­ti, ma for­se tra qual­che me­se po­trò dar­le una ri­spo­sta mi­glio­re».

En­tra­re nei pan­ni del po­po­la­re scien­zia­to ma­la­to di atro­fia mu­sco­la­re pro­gres­si­va e co­no­sce­re al­tre per­so­ne af­fet­te dal­la stes­sa ma­lat­tia so­no sta­te per lui espe­rien­ze de­ter­mi­nan­ti. «Un pa­zien­te mi ha de­scrit­to co­me ogni ora tra­scor­sa di­ven­ti un gior­no e poi il gior­no un an­no: la tua con­ce­zio­ne del tem­po cam­bia. Dall’espe­rien­za di Ste­phen ho im­pa­ra­to che bi­so­gna vi­ve­re ogni istan­te al mas­si­mo».

Per ri­ti­ra­re il Gol­den Glo­be ha ri­dot­to la lu­na di mie­le

Redmayne, 33 an­ni, vi­ve a Sou­th Bank, lun­go il Ta­mi­gi, con la mo­glie Han­nah Bag­sha­we, com­mer­cian­te d’og­get­ti d’an­ti­qua­ria­to che ha spo­sa­to lo scor­so di­cem­bre (la vit­to­ria ai Gol­den Glo­be li ha co­stret­ti im-

« C H E C OS A H O I M P A R ATO DA H A W K I N G? A VI­VE­RE OGNI I S TA N T E A L MAS S I M O »

QUI SOT­TO, L’OMEGA GLOBEMASTER: CAS­SA IN ORO SED­NA E QUA­DRAN­TE IN AR­GEN­TO ED­DIE REDMAYNE, 33 AN­NI, LON­DI­NE­SE, HA VIN­TO L ’ OSCAR 2015 NEI PAN­NI DEL­LO SCIEN­ZIA­TO STE­PHEN HA­W­KING NEL FILM LA TEO­RIA DEL TUT­TO

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