LÉA SE Y DOUX

GQ (Italy) - - Da Prima Pagina - VI­STA DA ERIC GUILLEMAIN

Un dia­man­te scin­til­la all’anu­la­re si­ni­stro e lei fa di tut­to per met­ter­lo in evi­den­za. Léa Sey­doux, 30 an­ni, nuo­va Bond girl in Spec­tre di Sam Men­des, 24º film del­la sa­ga di 007, dice: «È sta­to un col­po di ful­mi­ne. In due col­pi. Una co­sa stra­nis­si­ma, ap­pe­na pri­ma del­le ri­pre­se. Sul set ero con Da­niel Craig. Fuo­ri dal set, nel più bel film che la vi­ta po­tes­se re­ga­lar­mi».

La cat­ti­va ra­gaz­za di Vi­ta di Ade­le, la pro­ta­go­ni­sta dei 17 mi­nu­ti di ses­so le­sbi­co più in­ten­si del­la no­stra sto­ria re­cen­te, l’at­tri­ce che ha con­vin­to Wes An­der­son e Xa­vier Do­lan, ha per­so la te­sta. Al P’tit Zinc, ba­ret­to sot­to ca­sa sua, nel quar­tie­re di Mont­par­nas­se, a Pa­ri­gi, ar­ri­va in jeans e ma­glion­ci­no ro­sa. «Se vuoi, ti par­lo su­bi­to di Ja­mes Bond, ma quel­lo che mi in­te­res­sa di più in que­sto mo­men­to è ave­re un fi­glio, for­se due».

Che cos’è un “col­po di ful­mi­ne in due col­pi”?

«Pri­mo col­po: ho in­con­tra­to un uo­mo, un in­gle­se, in un mo­men­to sba­glia­to. Lui era trop­po gio­va­ne, io trop­po im­pe­gna­ta. Se­con­do col­po: l’ho ri­vi­sto un an­no fa e mi so­no det­ta che era quel­lo giu­sto. E ora lo vo­glio per sem­pre».

Come l’ave­te ge­sti­ta a Lon­dra, con Sam Men­des nei din­tor­ni?

«A Co­vent Gar­den, la se­ra, nel mio hotel. Nei miei ri­cor­di Spec­tre re­ste­rà un film pie­no d’amo­re».

Sì che hai ri­schia­to di non far­lo. È ve­ro che ti sei pre­sen­ta­ta ubria­ca al

pro­vi­no?

( ri­de) « Non esa­ge­ria­mo. Mi ero fat­ta due bir­ret­te, per in­gan­na­re l’at­te­sa, che è sem­pre sner van­te. Il fat­to è che non so­no abi­tua­ta a be­re, e co­sì so­no an­da­ta in tilt. Che fi­gu­rac­cia! Non lo fa­rò mai più».

E co­sì Sam Men­des ti ha con­vo­ca­ta una se­con­da vol­ta.

« Ave­vo po­co tem­po. La­vo­ra­vo a Pa­ri­gi, sul set di The Lob­ster di Yor­gos Lan­thi­mos, e il re­gi­sta mi mar­ca­va stret­ta. So­no par­ti­ta con l’eu­ro­star al­le 6 del mat­ti­no, per una fu­ga di po­che ore a Lon­dra. Tu­ta e sneakers, ho dor­mi­to un’ora in tre­no. Poi mi so­no in­fi­la­ta in ba­gno per mezz’ora, e ne so­no usci­ta pron­ta per l’in­con­tro. Una ve­ra Bond girl: chi­gnon, un ve­sti­to che mi sta­va ad­dos­so come una se­con­da pel­le, tac­chi. Le don­ne so­no ca­pa­ci di in­cre­di­bi­li me­ta­mor­fo­si, so­prat­tut­to le at­tri­ci».

Pro­vi­no con bir­ra per­do­na­to, al­lo­ra. E poi? Come è an­da­ta sul set?

«Sam vie­ne dal tea­tro, ha espe­rien­za con gli at­to­ri. È un gen­tle­man, con una gran­de ca­pa­ci­tà di con­cen­tra­zio­ne: ci ca­pi­va­mo al vo­lo. È sta­ta una bel­la av­ven­tu­ra pro­fes­sio­na­le, a vol­te fa­ti­co­sa, ma mol­to gra­de­vo­le».

A pro­po­si­to di re­la­zio­ni fa­ti­co­se: come non pen­sa­re a quel­la con Ab­del­la­tif Ke­chi­che, che ti ha co­stret­ta a in­ter­mi­na­bi­li se­du­te di ses­so con Adè­le Exar­cho­pou­los per gi­ra­re La vi­ta di Ade­le? Do­po una co­sa co­sì, è so­lo stra­da in di­sce­sa?

« Non ho rim­pian­ti. Se Ab­del­la­tif mi chie­des­se di ri­fa­re quel film, non esi­te­rei un mo­men­to. È sta­ta un’espe­rien­za du­ris­si­ma, con un re­gi­sta sem­pre in­sod­di­sfat­to, con la­cri­me ve­re, come au­ten­ti­ci so­no sta­ti il di­sa­gio e la sof­fe­ren­za pro­vo­ca­ti da un set in­ter­mi­na­bi­le. Con Adè­le ci sia­mo pre­se a schiaf­fi sul se­rio, cir­con­da­te da tre te­le­ca­me­re, sem­pre nu­de, con tan­ta gen­te in­tor­no, a vol­te an­che cinque ore passate sulla stes­sa sce­na. Che de­li­rio».

Come è sta­to in­ve­ce il ses­so con mi­ster Da­niel Craig?

«Nien­te ses­so, sia­mo in­gle­si! ( ri­de). Spec­tre è un film per il gran­de pub­bli­co: po­te­va­mo es­se­re se­du­cen­ti, ma sen­za fa­re nien­te di espli­ci­to. Pec­ca­to. Per quan­to mi sia sim­pa­ti­ca Adè­le, avrei pre­fe­ri­to an­da­re più a fon­do con Da­niel. Con lui sa­reb­be sta­to in­te­res­san­te far­lo in mo­do sca­bro­so».

Ha qua­si ven­ti an­ni più di te. Ti piac­cio­no i vec­chi?

«Se fos­se­ro tut­ti come Craig, non esi­te­rei un mi­nu­to».

Che ti­po di Bond girl è la tua Ma­de­lei­ne Swann?

«Mol­to ati­pi­ca. La ve­ra se­dut­tri­ce non so­no io, ma Mo­ni­ca Bel­luc­ci. Nel film so­no una don­na in­tel­li­gen­te, che ha una cer­ta au­to­ri­tà: fac­cio il me­di­co e mi rap-

«SE HO UN O B I E T T I VO, S CA LO L E MO N TAG N E A PIE­DI NU­DI»

«LA VIT A N O N S O P P O R TA C H E CI SI GU AR­DI TROP­PO DEN­TRO» J O S E P H C O N R A D, “L’AG E N T E S E G R E TO”

LÉA SEY­DOUX, 30 AN­NI, FRANCESE, L’UL­TI­MA BOND GIRL IN SPEC­TRE

LÉA SEY­DOUX, 30 AN­NI. È L’UL­TI­MA BOND GIRL. TO­TAL LOOK AZ­ZE­DI­NE ALAÏA

LÉA SEY­DOUX È AL CI­NE­MA CON THE LOB­STER E, DAL 5 NO­VEM­BRE, IN SPEC­TRE DI SAM MEN­DES.

NEL­LA FO­TO, ABI­TO VA­LEN­TI­NO

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