«La pri­ma vol­ta con Sam Men­des? Nell’at­te­sa, ho be­vu­to due bir­ret­te. E so­no an­da­ta in tilt»

GQ (Italy) - - Storie -

por­to ad ar­mi pa­ri con il più fa­mo­so agen­te se­gre­to del mon­do. Ja­mes Bond è in­na­mo­ra­to di me, non ho bi­so­gno di se­dur­lo, sia­mo al­lea­ti e ab­bia­mo gli stes­si obiet­ti­vi».

Per un’at­tri­ce c’è sem­pre un pri­ma e un do­po Ja­mes Bond. È sta­to co­sì an­che per te?

«Cer­to. È un ruo­lo che non la­scia in­dif­fe­ren­te nes­su­na at­tri­ce. All’ini­zio ha avu­to su di me un ef­fet­to di­rom­pen­te: fa­ce­vo fa­ti­ca a star­ci den­tro. Ma per for­tu­na so­no una don­na pra­ti­ca: ho ri­sol­to la co­sa ca­lan­do­mi nel ruo­lo. Ho co­min­cia­to ad al­le­nar­mi: ave­vo bi­so­gno di rag­giun­ge­re una cer­ta for­ma fi­si­ca, ho im­pa­ra­to a ma­neg­gia­re le ar­mi, ho la­vo­ra­to sul mio in­gle­se. Tut­to, pur di met­ter­mi nel­la con­di­zio­ne di af­fron­ta­re la par­te nel­le mi­glio­ri con­di­zio­ni».

La tua sto­ria per­so­na­le è una Dy­na­sty: hai un pa­dre a ca­po di un’im­por­tan­te in­du­stria di elet­tro­ni­ca, non­no e zio pre­si­den­ti di gran­di ca­se di pro­du­zio­ne ci­ne­ma­to­gra­fi­ca (Gau­mont e Pa­thé). Sen­ti di es­ser­ti gua­da­gna­ta un po­sto di ri­spet­to nel­la tua il­lu­stre fa­mi­glia?

«Ho mol­ta am­mi­ra­zio­ne per mio pa­dre, che ha fat­to co­se mol­to dif­fi­ci­li, con suc­ces­so. Ma non ho fat­to l’at­tri­ce per com­pe­te­re con la mia fa­mi­glia. Ho cer­ca­to di da­re il me­glio, ci ho mes­so mol­ta pas­sio­ne. Per an­ni il mio me­stie­re è sta­to to­ta­liz­zan­te, al pun­to da te­ner­mi lon­ta­na da tan­te co­se im­por­tan­ti, com­pre­so l’amo­re. Non è da tut­ti, in­na­mo­rar­si per la pri­ma vol­ta a trent’an­ni».

Pen­si che il tuo sia un me­stie­re dif­fi­ci­le?

«Non come quel­lo di mio pa­dre, ma so­no sem­pre sta­ta una per­so­na re­spon­sa­bi­le, che pren­de tut­to mol­to sul se­rio. Per Ja­mes Bond, per esem­pio, sa­pe­vo che ogni gior­no di set co­sta­va va­ri mi­lio­ni di dol­la­ri. Sbagliare una sce­na, per scar­sa con­cen­tra­zio­ne, vo­le­va di­re per­de­re l’equi­va­len­te del va­lo­re di una bel­la ca­sa. Que­ste so­no co­se che mi han­no sem­pre fat­to ri­flet­te­re».

Do­po aver­la in­ter­pre­ta­ta, come de­fi­ni­re­sti la fi­gu­ra del­la Bond girl?

«Una don­na con un gran­de ego, mol­to lon­ta­na dal cli­ché di don­na og­get­to, che le è sta­to più vol­te at­tri­bui­to. Le com­pa­gne dell’agen­te se­gre­to più fa­mo­so del mon­do han­no sem­pre se­dot­to con l’ener­gia, la for­te per­so­na­li­tà e non so­lo la bel­lez­za. Sia­mo don­ne for­ti, do­mi­na­tri­ci».

Ti sa­re­sti im­ma­gi­na­ta la vi­ta che hai avu­to?

« Sin­ce­ra­men­te no. Ma fin da pic­co­la sa­pe­vo che non avrei fat­to co­se ba­na­li. So­no sem­pre sta­ta com­bat­ti­va e am­bi­zio­sa, capace di sca­la­re una mon­ta­gna a pie­di nu­di per rag­giun­ge­re i miei obiet­ti­vi e non è fi­ni­ta qui. Con­ti­nue­rò a stu­pir­vi, a fa­re co­se im­pe­gna­ti­ve. Per­ché, per me, è una ne­ces­si­tà».

Do­po Sam Men­des, hai scel­to Xa­vier Do­lan, con cui hai gi­ra­to Ju­ste la fin­du mon­de. Dal­la gros­sa pro­du­zio­ne sei pas­sa­ta a un film d’au­to­re, con il gio­va­ne re­gi­sta più bril­lan­te del­la sua ge­ne­ra­zio­ne. Per­ché que­ste due espe­rien­ze co­sì di­ver­se?

«Di­rei op­po­ste, in real­tà. Tan­to ric­ca, lun­ga e gran­dio­sa la pri­ma, du­ra­ta cinque me­si, quan­to bre­ve e in­ten­sa la se­con­da. Un film gi­ra­to in so­li die­ci gior­ni, come una pièce tea­tra­le, con Ma­rion Co­til­lard, che ho mol­to ama­to, e Vin­cent Cas­sel, con cui ave­vo gi­ra­to La bel­la e la be­stia. Due espe­rien­ze che mi so­no pia­ciu­te tan­to».

Che co­sa de­si­de­ri di più in que­sto mo­men­to?

«Ave­re un fi­glio, il pan­cio­ne, qual­cu­no che mi aspet­ta a ca­sa, le va­can­ze in cop­pia, con i bam­bi­ni. Mi sem­bra un so­gno. Spe­ro di far­ce­la a rea­liz­zar­lo».

Come si chia­ma l’uo­mo che ti ha stor­di­ta fi­no a que­sto pun­to?

«Pre­fe­ri­sco non dir­lo. So­no sem­pre sta­ta e ri­man­go una per­so­na sem­pli­ce, che ama le co­se ve­re. Non fre­quen­to se­ra­te mon­da­ne, non ho ae­rei pri­va­ti né au­ti­sti, va­do a fa­re la spe­sa al mer­ca­to e pre­pa­ro da man­gia­re. Mi pia­ce col­ti­va­re la mia sto­ria in pri­va­to. È una co­sa che ri­guar­da so­lo me e lui».

Co­sa dice la sfe­ra di cri­stal­lo? La parola ma­tri­mo­nio?

«Pri­ma vo­glio un fi­glio. Anzi due. Per­ché in real­tà non cre­do nel ma­tri­mo­nio. Cre­do so­lo all’amo­re».

«CON 007, S E S B AG L I UNA SCE­NA BRU­CI DEI MI­LIO­NI»

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GIAC­CA PRA­DA, REG­GI­SE­NO FIFI CHACHNIL, GON­NA CADOLLE

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