Ta­ste A pran­zo con Luc­ky Blue Smi­th

Te­sto JONATHAN HEAF*

GQ (Italy) - - Anteprime -

Ap­pun­ta­men­to da Sar­to­ria, uno sto­ri­co ri­sto­ran­te ita­lia­no in Sa­vi­le Row ri­lan­cia­to da po­co ( ve­di la sche­da nel­la pa­gi­na a fian­co). È qui che in­con­tria­mo a pran­zo il mo­del­lo più fa­mo­so del mon­do, Luc­ky Blue Smi­th, ori­gi­na­rio del­lo Utah, 18 an­ni e 2 mi­lio­ni di fol­lo­wer su In­sta­gram. Da­van­ti a una ta­glia­ta di man­zo e a un ri­stret­to di pol­lo al mar­sa­la con i tor­tel­li­ni, par­lia­mo di don­ne, mu­si­ca e ce­le­bri­tà. Con al­tri coe­ta­nei di suc­ces­so, Luc­ky Blue ha oc­cu­pa­to sui so­cial il po­sto che era de­gli One Di­rec­tion. I mar­chi del lus­so − da Cal­vin Klein a Tom Ford − di­pen­do­no dal nu­me­ro de­gli ha­sh­tag che que­sti nuo­vi po­ster boy di­gi­ta­li in­fi­la­no nei po­st, da quan­ti ami­ci col­le­zio­na­no e quan­ti ne tag­ga­no. Per­ché? Nes­su­no l’ha an­co­ra ca­pi­to, ma la spe­ran­za è che aiu­ti­no i brand a lin­kar­si con i con­su­ma­to­ri di do­ma­ni.

Aven­do 18 an­ni, Luc­ky Blue è del tut­to in­dif­fe­ren­te al­la sua nuo­va fa­ma. «Cer­to, è fan­ta­sti­co, ma a me in­te­res­sa so­lo co­no­sce­re ra­gaz­ze», ri­de. «È la par­te mi­glio­re di tut­to que­sto cir­co. Io so­no una per­so­na mol­to se­dut­ti­va. C’è una mo­del­la, Bar­ba­ra Pal­vin, che è da ur­lo. Se leg­ge que­sto ar­ti­co­lo», Luc­ky Blue si spor­ge sul re­gi­stra­to­re, per as­si­cu­rar­si che la sua ri­chie­sta sia rac­col­ta, «MI PIACEREBBE LA­VO­RA­RE CON LEI».

Ri­de e ar­ric­cia il lab­bro su­pe­rio­re co­me fos­se un gio­va­ne El­vis di Sna­p­chat. Nul­la a che ve­de­re con la po­sa Blue Steel di Zoo­lan­der. Luc­ky Blue fi­no­ra ha co­nia­to due espres­sio­ni fac­cia­li ca­rat­te­ri­sti­che. Lo Sguar­do 1 si chia­ma «Mi stai guar­dan­do?». Da bia­sci­ca­re con un sor­ri­so sar­ca­sti­co, ti­po quel­lo che l’ex pu­gi­le Ch­ris Eu­bank ri­vol­ge­reb­be a una ca­me­rie­ra di Hoo­ters. Lo Sguar­do 2 si chia­ma «Per­ché mi stai guar­dan­do?». Che è il ti­po di oc­chia­ta che Ka­nye We­st lan­ce­reb­be se Tay­lor Swift gli scip­pas­se un pre­mio

su In­sta­gram.

di­sco­gra­fi­co. En­tram­bi so­no in­ter­ro­ga­ti­vi, tut­ta­via con ma­gi­stra­li nuan­ce.

Co­me tut­ti i mo­del­li mol­to ri­chie­sti, Luc­ky Blue è de­ter­mi­na­to a smet­te­re ap­pe­na può. «Ho una band con le mie tre so­rel­le mag­gio­ri. Suo­no la bat­te­ria. Re­ci­to an­che un po’. Leo Di­ca­prio è il mio eroe». For­se po­tre­sti far par­te del­la “Pus­sy Pos­se” de­gli at­to­ri, sug­ge­ri­sco. Luc­ky Blue mi lan­cia uno sguar­do, ma non pos­so di­re se sia il nu­me­ro 1 o il 2. È ir­ri­ta­to? Op­pu­re sta flir­tan­do? Chie­do al ca­me­rie­re un espres­so dop­pio. E il con­to.

* Fea­tu­res Di­rec­tor, GQ Bri­ti­sh

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