Sol­le­van­do le brac­cia.

GQ (Italy) - - Da Prima Pagina -

Ge­rar­do Gre­co, ad Ago­rà, ogni mat­ti­na ci tie­ne a di­re ai suoi ospi­ti: «Ma di che stia­mo par­lan­do?». Lo di­ce con un tono in­fa­sti­di­to, qua­si sbuf­fan­do. Fi­nal­men­te si è li­be­ra­to. È una pic­co­la ri­vol­ta ver­ba­le e ar­ri­va quan­do qual­cu­no di­ce qual­co­sa che va con­tro il buon sen­so più ov­vio. L’al­tro gior­no un ti­zio mi è ve­nu­to ad­dos­so men­tre ero da­van­ti al se­ma­fo­ro. Con la sua Mer­ce­des ha sbat­tu­to leg­ger­men­te con­tro il mio pa­ra­ur­ti. Ci sia­mo fer­ma­ti al la­to della stra­da. Sia­mo sce­si. C’era una stri­scia­ta del suo gri­gio sul ne­ro della mia car­roz­ze­ria. Ho det­to: «Mi ha tam­po­na­to». E il ti­po, ner­vo­so, bion­da­stro, con un com­ple­to stret­to blu, il fon­do dei pan­ta­lo­ni che gli strin­ge­va­no le ca­vi­glie co­me lac­ci emo­sta­ti­ci e gli au­ri­co­la­ri con cui con­ti­nua­va la sua te­le­fo­na­ta, ha det­to: «Scu­sa­mi Ni­na…». A quel­la al cel­lu­la­re e a me fis­san­do l’am­mac­ca­tu­ra co­me fos­se una ca­ga­ta di mo­sca: «Ma di che stia­mo par­lan­do?». «Non stia­mo par­lan­do. Tu mi hai tam­po­na­to, cre­ti­no!», avrei vo­lu­to dir­gli, ma in­ve­ce non l’ho fat­to e ho ti­ra­to fuo­ri il Cid.

E l’espres­sio­ne «…Ma la bel­lez­za?» non l’ave­te mai sen­ti­ta? Si scan­di­sce quan­do c’è un ca­ne,

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