Pa­sto­ra­le ame­ri­ca­na

GQ (Italy) - - Style - Te­sto di Giova n n i au­dif­fre­di

L’or­che­stra fi­lar­mo­ni­ca ita­lia­na che suo­na in loop Em­pi­re Sta­te of Mind di Ali­cia Keys (bra­no sim­bo­lo di New York) nel Sa­lo­ne dei Cin­que­cen­to del fio­ren­ti­no Pa­laz­zo Vec­chio, al­le­sti­to per ac­co­glie­re una sfi­la­ta per, ap­pun­to, 500 ospi­ti. E al ter­mi­ne din­ner ga­la (me­nù Da Vit­to­rio) per 120 ospi­ti nel­la Sa­la dei Gi­gli. Clau­dio Del Vec­chio, pre­si­den­te di Brooks Bro­thers, ha ap­pe­na ri­ce­vu­to il pre­mio Pit­ti Uo­mo. Il brand fe­steg­gia co­sì i 200 an­ni di sto­ria: «Sa­rà un an­no di ce­le­bra­zio­ni e par­tia­mo dall’ita­lia, non so­lo per­ché Pit­ti è il pal­co­sce­ni­co del­lo sti­le ma­schi­le più im­por­tan­te del mon­do, ma an­che per ri­ven­di­ca­re la do­se di ita­lia­ni­tà che c’è in Brooks Bro­thers, sep­pu­re re­sti un mar­chio che rap­pre­sen­ta so­prat­tut­to la sto­ria e l’evo­lu­zio­ne del co­stu­me sta­tu­ni­ten­se».

Del Vec­chio è in­na­mo­ra­to da ol­tre vent’an­ni di Brooks Bro­thers. Pri­ma co­me clien­te, poi con il pri­mo ten­ta­ti­vo di ac­qui­sto nel 1999 e in­fi­ne co­me pa­tron, quan­do nel 2001 fe­ce l’of­fer­ta mi­glio­re a Marks and Spen­cer per di­ven­ta­re Chief Exe­cu­ti­ve Of­fi­cer e Pre­si­dent del brand con la pe­co­rel­la ri­ca­ma­ta.

«Ri­cor­do la mon­ta­gna di let­te­re sul­la mia scri­va­nia. I clien­ti che chia­ma­va­no, che vo­le­va­no ras­si­cu­ra­zio­ni, che scri­ve­va­no sug­ge­ri­men­ti, che par­te­ci­pa­va­no a que­sta nuo­va av­ven­tu­ra co­me fos­se una co­sa lo­ro, una par­te della lo­ro vi­ta. Gen­te che rac­con­ta­va co­me in ca­sa, sot­to l’al­be­ro di Na­ta­le, fos­se tra­di­zio­ne ave­re so­lo pac­chi blu di Brooks Bro­thers. Ca­pii che co­sa si­gni­fi­ca­va, era co­me aver com­pra­to una pu­blic com­pa­ny. Un gran­de greg­ge di cui mi sen­ti­vo un po’ il pa­sto­re. Una let­te­ra in par­ti­co­la­re mi col­pì per schiet­tez­za ed ef­fi­ca­cia. Rac­co­man­da­va so­prat­tut­to di ascol­ta­re: “Ju­st li­sten the brand”. I mu­ri del ne­go­zio al 346 di Ma­di­son Ave­nue in ef­fet­ti ti par­la­no, rac­con­ta­no lo spi­ri­to della dit­ta». Dit­ta. Fa tan­to vin­ta­ge. Per­ché la chia­ma co­sì?

«Mi pia­ce. È un ter­mi­ne aspi­ra­zio­na­le. È la na­tu­ra com­mer­cia­le dell’im­pre­sa. E noi fac­cia­mo mo­da al ser­vi­zio del clien­te. Non im­po­nia­mo nul­la, il no­stro ap­proc­cio non è ar­ro­gan­te. Brooks Bro­thers non è bel­la per­ché ha 200 an­ni: sia­mo vec­chi per­ché sia­mo bra­vi. Ab­bia­mo sem­pre in­no­va­to, ma­ga­ri in si­len­zio. Un pro­dot­to, le stof­fe, l’este­ti­ca. La ri­cer­ca

Clau­dio Del Vec­chio ha scel­to Fi­ren­ze per ce­le­bra­re 200 an­ni di sti­le ma­de in Brooks Bro­thers

dei bi­so­gni di chi ci sce­glie. Per que­sto sia­mo nei lo­ro cuo­ri». La ca­mi­cia but­ton do­wn, le cra­vat­te re­gi­men­tal: ca­pi­sal­di ico­ni­ci e im­mu­ta­bi­li per BB. Ma dal vo­stro os­ser­va­to­rio, co­me cam­bia il look ma­schi­le?

«In­tan­to non è ba­na­le di­re che c’è un cer­to ri­sve­glio. L’uo­mo è più at­ten­to, più con­su­mer, ha più vo­glia. Quel­lo che ri­fiu­to è l’idea che noi sia­mo il clas­si­co nel sen­so del­lo scon­ta­to. Hen­ry Brooks an­da­va a Lon­dra e com­pra­va per sé e per gli ami­ci ca­pi estro­si e co­lo­ra­ti. Noi sia­mo an­co­ra co­sì: ab­bia­mo l’iro­nia nel no­stro sen­so del ve­sti­re. E la va­ni­tà fa de­ci­sa­men­te par­te della sto­ria del brand». È ve­ro che i vo­stri gran­di ne­go­zi cam­bie­ran­no?

«C’è bi­so­gno di mo­di­fi­ca­re il con­cet­to di bou- ti­que. È un luo­go con una fi­na­li­tà di­ver­sa, più in­cen­tra­to sul­la co­no­scen­za del pro­dot­to. Si en­tra, si pro­va, si sce­glie e spes­so si esce sen­za ac­qui­sta­re, ma con le idee molto chia­re per far­lo, in ab­bon­dan­za, on li­ne. Si è ro­ve­scia­ta la pro­spet­ti­va. La me­tà de­gli ac­qui­sti è co­sì. Il ne­go­zio è più pic­co­lo per­ché di­ven­ta più sho­w­room». Ave­te ve­sti­to 40 pre­si­den­ti ame­ri­ca­ni su 42. In­clu­so Trump, per l’in­se­dia­men­to. Che rap­por­to ave­te?

«Buo­no, an­che per­ché non ci ha ro­vi­na­to le sta­ti­sti­che. Sia­mo da sem­pre di­pen­den­ti da Wa­shing­ton, per­ché noi stes­si sia­mo un’isti­tu­zio­ne. E ci fa pia­ce­re che l’eco­no­mia ab­bia ri­spo­sto be­ne. Fac­cia­mo il ti­fo per chi cer­ca di ren­de­re l’ame­ri­ca mi­glio­re. Per il re­sto sia­mo agno­sti­ci».

So­pra, Clau­dio Del Vec­chio da­van­ti al­lo sto­ri­co ne­go­zio Brooks Bro­thers di Ma­di­son Ave­nue. Nel 2014 è sta­to in­si­gni­to del ti­to­lo di Ca­va­lie­re del La­vo­ro dal pre­si­den­te Gior­gio Na­po­li­ta­no. A de­stra, la clas­si­ca ca­mi­cia con col­lo but­ton do­wn

So­pra, la sfi­la­ta per i 200 an­ni di Brooks Bro­thers nel Sa­lo­ne dei Cin­que­cen­to di Pa­laz­zo Vec­chio a Fi­ren­ze. Il brand sta cre­scen­do so­prat­tut­to in Ci­na e Giap­po­ne, Pae­si do­ve ha 80 pun­ti ven­di­ta

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.