Cri­stia­no Ro­nal­do

Con­ver­sa­zio­ne con il pa­pà cal­cia­to­re più for­te del mon­do

GQ (Italy) - - Sommario - Te­sto GIUSEPPE DE BELLIS Fo­to di JORGE MONTEIRO

C’è un Cri­stia­no Ro­nal­do ovun­que. An­che quan­do è na­sco­sto, an­che quan­do non par­la. C’è. Una pre­sen­za, ol­tre il mi­ste­ro, l’an­nul­la­men­to della ri­ser­va­tez­za, la fi­ne del pri­va­to. Gio­ca tra le 55 e le 80 par­ti­te all’an­no, tut­te in di­ret­ta glo­ba­le, con au­dien­ce che van­no da un mi­lio­ne fi­no a due mi­liar­di e mez­zo di per­so­ne. I suoi ac­count so­cial con­ta­no 310 milioni di fol­lo­wer (120 su In­sta­gram). L’im­ma­gi­ne di lui che si fa da­re un cel­lu­la­re in cam­po per con­trol­la­re la fe­ri­ta che gli sta san­gui­nan­do è ri­ma­sta tra i con­te­nu­ti on­li­ne più vi­sti per una set­ti­ma­na. Cri­stia­no è ovun­que e lo è co­mun­que. Il cal­cia­to­re più me­dia­ti­co di sem­pre, pro­ba­bil­men­te lo spor­ti­vo più vi­si­bi­le di sem­pre. È la con­tem­po­ra­nei­tà per­so­ni­fi­ca­ta.

È la scel­ta dell’al­ways on: ac­ce­so in ogni mo­men­to. In cam­po, quan­do gio­ca a una ve­lo­ci­tà di­su­ma­na per tut­ti gli al­tri. Fuo­ri, quan­do mol­ti­pli­ca le sue at­ti­vi­tà, i suoi spin off, le sue esten­sio­ni. Nel dua­li­smo rea­le e in quel­lo me­dia­ti­ca­men­te co­mo­do con Lio­nel Mes­si lui è l’al­tra me­tà esat­ta: Leo il ge­nio, lui l’atle­ta. In­di­pen­den­te­men­te dal giu­di­zio per­so­na­le − cia­scu­no ne ha uno − CR7 è un gio­ca­to­re in­cre­di­bi­le, uni­co, straor­di­na­rio. È il cal­cia­to­re più in­fluen­te nei ri­sul­ta­ti della pro­pria squa­dra e ha la capacità di man­te­ne­re un li­vel­lo tal­men­te al­to di pre­pa­ra­zio­ne fi­si­ca e tec­ni­ca che la sua in­fluen­za è co­stan­te­men­te po­si­ti­va.

Un lea­der, un tra­sci­na­to­re, un ca­po­po­po­lo, uno che tra­smet­te ai com­pa­gni, ai ti­fo­si, al pub­bli­co il se­guen­te mes­sag­gio: da­te­la a me e ci pen­so io. A 33 an­ni CR7, con Mes­si, do­mi­na la sce­na del calcio mon­dia­le da più di un de­cen­nio, in que­sto dua­li­smo che sem­bra eter­no e che per mol­ti la­sce­rà il calcio or­fa­no non ap­pe­na i due pro­ta­go­ni­sti, o an­che uno so­lo, smet­te­ran­no. Non c’è mai sta­ta una con­cen­tra­zio­ne di cam­pio­ni in gra­do di es­se­re i mi­glio­ri per un tem­po co­sì lun­go: è il ta­len­to, è la na­tu­ra, è il la­vo­ro. Cri­stia­no è il pri­mo cal­cia­to­re che non ha scel­to di ap­pog­giar­si su uno so­lo di que­sti tre pi­la­stri, li ha pre­si in bloc­co e svi­lup­pa­ti in­sie­me. Se gli chie­di da che co­sa di­pen­de la sua capacità di es­se­re al top con que­sta con­ti­nui­tà di­ce: «Un sac­co di la­vo­ro, de­di­zio­ne, un for­te sen­so di re­spon­sa­bi­li­tà e vo­lon­tà, la de­ter­mi­na­zio­ne a con­ti­nua­re a se­gui­re i tuoi so­gni, a rag­giun­ge­re i tuoi obiet­ti­vi. Pen­so che que­sto sia ve­ro per gli spor­ti­vi, ma per la vi­ta in ge­ne­ra­le».

La vi­ta in ge­ne­ra­le, di­ce. È un con­cet­to che tor­na spes­so, co­me un ri­tor­nel­lo. Ne par­la aper­ta­men­te, in una forma di ro­ton­di­tà di­sto­ni­ca con la sto­ria del­lo sport e dei suoi pro­ta­go­ni­sti. Cri­stia­no, o l’equi­va­len­te del suo es­se­re brand, ov­ve­ro CR7, è l’esem­pio vi­ven­te di un nuo­vo po­stu­la­to del­lo sport glo­ba­le: è fi­ni­ta l’era del gio­ca­to­re in cam­po e dell’uo­mo fuo­ri. Non si di­vi­de, si uni­sce. Non si scor­po­ra, si in­cor­po­ra. L’al­ways on va­le an­che per que­sto: Ro­nal­do è Ro­nal­do, den­tro, fuo­ri, in cam­po, sul­le pas­se­rel­le, nel bu­si­ness, nel­la vi­ta, sui so­cial me­dia. Il pri­va­to è una cas­sa­for­te di cui so­lo in po­chi han­no la com­bi­na­zio­ne, ma è co­me tut­te le cas­se­for­ti: cu­sto­di­sce un nu­me­ro li­mi­ta­to di co­se. Il re­sto è vi­si­bi­le, è tan­gi­bi­le. È lì, di­spo­ni­bi­le. Per­ché la gen­te, il ti­fo­so, l’ap­pas­sio­na­to è par­te del si­ste­ma. Cri­stia­no si dà, in una forma di con­di­vi­sio­ne con il suo pub­bli­co che è ra­ra nel­la sto­ria del­lo sport. «Pen­so di mo­stra­re quel­lo che so­no sul cam­po. Non na­scon­do mai le emo­zio­ni: che sia fe­li­ci­tà o tri­stez­za, io non men­to. La gen­te può ve­de­re quel­lo che pro­vo».

È un mo­men­to stra­no del suo per­cor­so. Du­ran­te il cal­cio­mer­ca­to di gen­na­io per un pa­io di gior­ni sem­bra­va che po­tes­se ad­di­rit­tu­ra la­scia­re il Real Ma­drid. È rien­tra­to tut­to: CR7 è bian­co a Ma­drid e sa­rà ros­so al Mon­dia­le di Rus­sia tra qual­che me­se. In­di­vi­dual­men­te è sem­pre al top: ha ap­pe­na vin­to il quin­to pal­lo­ne d’oro, è cam­pio­ne d’eu­ro­pa e del mon­do

Gio­ca fi­no a 80 par­ti­te a sta­gio­ne: «Non pos­so fa­re le stes­se co­se di 10 an­ni fa, ma re­sto molto am­bi­zio­so». Ogni vol­ta lo guar­da­no da un mi­lio­ne a due mi­liar­di e mez­zo di per­so­ne: «Non na­scon­do mai le emo­zio­ni: che sia fe­li­ci­tà o tri­stez­za, io non men­to». Sui so­cial ha 310 MILIONI di fol­lo­wer. Tra­dot­to vuo­le di­re: «Un sac­co di la­vo­ro, de­di­zio­ne e vo­lon­tà»

con il Real Ma­drid, è cam­pio­ne d’eu­ro­pa in ca­ri­ca con la Na­zio­na­le del Por­to­gal­lo, ha ap­pe­na lan­cia­to la col­le­zio­ne boys della sua li­nea denim con il fi­glio Cri­stia­no Ju­nior. Po­co pri­ma di que­sta in­ter­vi­sta ha avu­to fat­to una chiac­chie­ra­ta con Ales­san­dro Del Pie­ro an­da­ta in on­da su Sky. All'ex ca­pi­ta­no della Ju­ven­tus ha det­to: «A li­vel­lo per­so­na­le è un mo­men­to fan­ta­sti­co, con una fa­mi­glia in cre­sci­ta, e mi sen­to molto fe­li­ce della mia vi­ta. A li­vel­lo di car­rie­ra, ho avu­to due fan­ta­sti­ci an­ni in cui ho vin­to ti­to­li con il mio club e la Na­zio­na­le, e sen­to di po­ter es­se­re al mas­si­mo li­vel­lo an­co­ra per qual­che an­no». Già qual­che an­no. Cri­stia­no guar­da avan­ti, co­me sem­pre. Ogni tan­to qual­cu­no par­la della sua età (33 an­ni) con l'idea che ab­bia im­boc­ca­to la stra­da ver­so la par­te fi­na­le della car­rie­ra. In­ve­ce CR7 il suo fu­tu­ro lo ve­de an­co­ra in cam­po. Il fat­to, pe­rò, è che Cri­stia­no è ano­ma­lo. Per­ché vuo­le gio­ca­re an­co­ra a lun­go, ma a dif­fe­ren­za di mol­ti, se s'è già pre­pa­ra­to al do­po. Sa che avrà una bel­la vi­ta. Non per i sol­di. Fa­rà al­tre co­se, nuo­ve espe­rien­ze. Una vol­ta ha ac­cen­na­to an­che all'idea di pro­va­re a fa­re dei film. Di cer­to c'è già molto al­tro. Che è sì fu­tu­ro, ma in real­tà è già pre­sen­te: so­cie­tà, ho­tel, pa­le­stre, col­le­zio­ni mo­da. Ha una squa­dra an­che lì, un team di pro­fes­sio­ni­sti che la­vo­ra­no ogni gior­no a per co­strui­re tut­ti i pro­get­ti. Due vol­ti di un'im­pre­sa che fa dell'in­di­vi­dua­li­tà il co­re bu­si­ness e della col­let­ti­vi­tà il mez­zo per po­ter­la espri­me­re. Per­ché nel cam­po e fuo­ri lui è il cam­pio­ne di una squa­dra. Ed è di que­sto che par­la ora. Di sé e di co­me uno co­me lui si espri­me da lea­der in un grup­po. Sia la sua squa­dra di calcio, la sua fa­mi­glia, le sue azien­de. Qual è la più gran­de pas­sio­ne di Cri­stia­no Ro­nal­do do­po il calcio? Sta­re con la fa­mi­glia e gli ami­ci. Tra­scor­re­re del tem­po con Cri­stia­no Jr e con gli al­tri tre miei fi­gli, sta­re con la mia fi­dan­za­ta, con il re­sto della mia fa­mi­glia e pas­sa­re un po’ di tem­po con i miei ami­ci. Di­ver­tir­mi e ri­las­sar­mi. So­no un uo­mo for­tu­na­to. Il de­si­de­rio di vin­ce­re non fi­ni­sce mai? Ho am­bi­zio­ne, mol­ta am­bi­zio­ne. Pen­so che tut­ti do­vreb­be­ro in­se­gui­re i lo­ro so­gni. Io ho in­se­gui­to il mio e vo­glio con­ti­nua­re a far­lo. Per mi­glio­ra­re e ottenere di più. Quan­to è im­por­tan­te es­ser­si pre­so cu­ra del cor­po co­me stru­men­to per lo svi­lup­po della car­rie­ra fi­no al li­vel­lo mas­si­mo? La vi­ta è una sfi­da con­ti­nua sot­to ogni pun­to di vista. Que­sto è molto in­te­res­san­te, spe­cie per uno spor­ti­vo. Io cer­co di es­se­re al mas­si­mo li­vel­lo fi­si­co per­ché è molto im­por­tan­te per la mia pro­fes­sio­ne. De­vo es­se­re al 100% e lo pren­do molto sul se­rio. Ora non fac­cio le stes­se co­se che fa­ce­vo 10 an­ni fa. Per man­te­ner­si a que­sto li­vel­lo bi­so­gna fa­re dei sa­cri­fi­ci. Io non pos­so più fa­re cer­te co­se, si­cu­ra­men­te non pos­so fa­re le co­se che fa­ce­vo quan­do ave­vo 20 an­ni. Bi­so­gna sem­pre tro­va­re un equi­li­brio. An­che i pic­co­li det­ta­gli fan­no la dif­fe­ren­za. C’è una per­for­man­ce di Cri­stia­no Ro­nal­do che ha stu­pi­to an­che Cri­stia­no Ro­nal­do? Pen­so di aver avu­to al­cu­ne per­for­man­ce me­mo­ra­bi­li per tut­ta la mia car­rie­ra, non ne ri­cor­do una in par­ti­co­la­re. E co­me fi­lo­so­fia di vi­ta mi con­cen­tro più sul pre­sen­te che sul pas­sa­to. Esi­ste un cal­cia­to­re o un al­tro spor­ti­vo che ha in­fluen­za­to la sua cre­sci­ta e la sua car­rie­ra? Am­mi­ro gli atle­ti, e non so­lo nel calcio. Mi pia­ce guar­da­re di­ver­si sport e cer­co sem­pre di im­pa­ra­re le co­se dal­le per­so­ne che am­mi­ro. So­no for­tu­na­to ad aver avu­to la pos­si­bi­li­tà di co­no­scer­ne al­cu­ne ed è sem­pre molto in­te­res­san­te scam­bia­re pun­ti di vista e sto­rie della no­stra car­rie­ra. È dif­fi­ci­le per me par­la­re di qual­cu­no in par­ti­co­la­re.

Calcio e fa­mi­glia per lui (qua­si) pa­ri so­no. Il calcio: «Vin­ce­re più ti­to­li pos­si­bi­le è l’obiet­ti­vo di ogni gio­ca­to­re. An­che il mio». La fa­mi­glia: « ES­SE­RE P ADRE è la co­sa più bel­la che mi sia suc­ces­sa. So­no im­men­sa­men­te fe­li­ce, mi go­do ogni sin­go­lo mo­men­to con i miei fi­gli. Vo­glio es­ser­ci quan­do avran­no bi­so­gno di qual­co­sa da me»

Ci sa­rà un ere­de di Cri­stia­no Ro­nal­do? Di­co sem­pre che ogni per­so­na è di­ver­sa, quin­di non ci sa­rà un al­tro gio­ca­to­re co­me quelli che gio­ca­no ora, nel­lo stes­so mo­do in cui nes­su­no di noi è l’ere­de di quelli che ci han­no pre­ce­du­to. Ci so­no mol­ti gio­va­ni ta­len­ti e han­no bi­so­gno di es­se­re se stes­si e la­vo­ra­no molto du­ra­men­te per rag­giun­ge­re la vet­ta. Si può tro­va­re un obiet­ti­vo fi­na­le nel­la car­rie­ra di Cri­stia­no Ro­nal­do? Esi­ste un pun­to d’ar­ri­vo? L’obiet­ti­vo è sem­pre quel­lo di vin­ce­re la pros­si­ma par­ti­ta. Se lo fai, par­ti­ta do­po par­ti­ta, vin­ce­rai al­tri ti­to­li. E vin­ce­re più ti­to­li pos­si­bi­le è l’obiet­ti­vo di ogni gio­ca­to­re. An­che il mio. Fuo­ri dal cam­po, la vi­ta di Cri­stia­no Ro­nal­do si di­vi­de tra l’es­se­re te­sti­mo­nial di gran­di mar­chi ed es­se­re un im­pren­di­to­re. C’è dif­fe­ren­za tra le due co­se? È molto di­ver­so, ma mi piac­cio­no en­tram­be le co­se. Mi pia­ce la­vo­ra­re con i mar­chi che mi ri­ten­go­no la per­so­na giu­sta per la lo­ro pro­mo­zio­ne, ma mi pia­ce pro­fon­da­men­te an­che ave­re i miei mar­chi, es­se­re coin­vol­to nel­la crea­zio­ne di pro­dot­ti e ser­vi­zi. La re­la­zio­ne con i mar­chi di cui è am­ba­scia­to­re è molto so­li­da e molto lun­ga. Quan­to è im­por­tan­te con­di­vi­de­re i va­lo­ri tra il brand e chi lo rap­pre­sen­ta? È molto im­por­tan­te che io e quei mar­chi, in par­ti­co­la­re quelli con cui ho re­la­zio­ni a lun­go ter­mi­ne, con­di­vi­dia­mo gli stes­si va­lo­ri e la stes­sa vi­sio­ne. Per­so­nal­men­te mi iden­ti­fi­co nei brand di cui so­no te­sti­mo­nial, e que­sto mi rende fe­li­ce. Ha sem­pre det­to che la fa­mi­glia è la co­sa più im­por­tan­te della sua vi­ta. Og­gi è una fa­mi­glia nu­me­ro­sa. Co­sa si­gni­fi­ca es­se­re un pa­dre per lei? Es­se­re pa­dre è la co­sa più bel­la che mi sia suc­ces­sa. E mi rende im­men­sa­men­te fe­li­ce. Mi go­do ogni sin­go­lo mo­men­to con i miei fi­gli. Co­sa si­gni­fi­ca aver con­di­vi­so una par­te della sua col­le­zio­ne di jeans con Cri­stia­no Jr?

È sta­ta una co­sa molto di­ver­ten­te e pen­so che i ri­sul- ta­ti sia­no sta­ti ec­cel­len­ti. Cri­stia­no Jr sem­bra es­se­re na­tu­ra­le in quel­le si­tua­zio­ni. È sta­to si­cu­ra­men­te un gran­de mo­men­to pa­dre-fi­glio. Cre­de nel­la le­ga­cy pa­dre-fi­glio? Cia­scu­no di noi ha la sua per­so­na­li­tà vin­cen­te e la sua stra­da da per­cor­re­re, ma na­tu­ral­men­te ci so­no mol­te co­se che i ge­ni­to­ri pas­sa­no ai fi­gli. Spe­ro di tra­smet­te­re ai miei dei buo­ni va­lo­ri, e di ga­ran­ti­re lo­ro l’edu­ca­zio­ne che li por­te­rà a tro­va­re la lo­ro stra­da per il fu­tu­ro. Al tem­po stes­so vo­glio es­ser­ci quan­do avran­no bi­so­gno di qual­co­sa dal lo­ro pa­pà. Pen­sa che il calcio sia un ele­men­to di for­te con­di­vi­sio­ne tra uo­mi­ni, e so­prat­tut­to tra pa­dre e fi­glio? Lo è sta­to per molto tem­po e lo è an­co­ra. Ma sem­pre di più non so­lo tra gli uo­mi­ni (pa­dre e fi­glio): la pas­sio­ne del­le don­ne per il calcio sta cre­scen­do in tut­to il mon­do, e an­che que­sto di­ven­te­rà pre­sto un ele­men­to di con­di­vi­sio­ne ge­ni­to­ri-fi­glie. In una re­cen­te in­ter­vi­sta con Ales­san­dro Del Pie­ro su Sky ha par­la­to della vi­ta do­po il calcio. Se pen­sa a se stes­so tra 15 an­ni co­me si ve­de? So­lo Dio sa co­sa por­te­rà il fu­tu­ro. Ho mol­ti pro­get­ti in cor­so, e so che sa­rò oc­cu­pa­to ne­gli an­ni che ver­ran­no.. Rie­pi­lo­gan­do la sua at­ti­vi­tà fuo­ri dal cam­po, tro­via­mo mo­da, scar­pe, accessori, ho­tel. C’è qual­cos’al­tro che vor­reb­be esplo­ra­re? Sia­mo aper­ti a di­ver­se pos­si­bi­li­tà, ma per il mo­men­to vo­glia­mo con­so­li­da­re il la­vo­ro sui pro­dot­ti che ab­bia­mo a di­spo­si­zio­ne: CR7 Denim & Shirts, CR7 Un­der­wear, CR7 Foot­wear, CR7 Fra­gran­ces e CR7 Fit­ness. So­no molto con­ten­to del por­ta­fo­glio che ab­bia­mo per il mo­men­to, ma nul­la vie­ta che in fu­tu­ro si pos­sa ag­giun­ge­re qual­cos’al­tro. E c’è qual­co­sa che Cri­stia­no Ro­nal­do non ha mai fat­to e in­ve­ce vuo­le fa­re? Non pos­so dav­ve­ro la­men­tar­mi di ciò che la vi­ta mi ha da­to fi­no­ra. Ma ci so­no mol­te co­se che non ho fat­to e vo­glio fa­re. La vi­ta è un’av­ven­tu­ra con­ti­nua.

È il cal­cia­to­re più in­fluen­te nei ri­sul­ta­ti della pro­pria squa­dra: «Cer­co di es­se­re al mas­si­mo LI­VEL­LO FI­SI­CO. Bi­so­gna sem­pre tro­va­re un equi­li­brio: an­che i pic­co­li det­ta­gli fan­no la dif­fe­ren­za». Per­for­man­ce più stu­pe­fa­cen­ti di al­tre? «Ne ho avu­te di me­mo­ra­bi­li, ma non le ri­cor­do. Co­me fi­lo­so­fia di vi­ta mi con­cen­tro più sul pre­sen­te che sul pas­sa­to»

Ca­mi­cie CR7 S H I RTS , jeans C R 7 DENIM, scar­pe NIKE AIR MAX 20 1 8 C / O V I RG I L ABLOH e A I R MAX 97 94

L’EREDITÀ Cri­stia­no Ro­nal­do con Cri­stia­no Jr. Poi ci so­no i ge­mel­li Eva e Ma­teo, na­ti a giu­gno scor­so con ma­ter­ni­tà sur­ro­ga­ta, e Ala­na Mar­ti­na, che il cal­cia­to­re ha avu­to dalla fi­dan­za­ta Geor­gi­na a no­vem­bre

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