Quant’è bel­lo smen­ti­re la Bo­schi. Lei di­ce: lo Ius so­li è mor­to. Del­rio la cor­reg­ge

Il mi­ni­stro dei Tra­spor­ti, al­la fe­sta di Mdp, ria­ni­ma la leg­ge: “C’è tem­po per ap­pro­var­la”

Il Fatto Quotidiano - - POLITICA - » WAN­DA MAR­RA

Ma­ria

Elena Bo­schi ave­va ap­pe­na de­cre­ta­to la fine del­la leg­ge sul­la cit­ta­di­nan­za agli im­mi­gra­ti na­ti in Ita­lia, di­cen­do mer­co­le­dì se­ra dal pal­co del­la Fe­sta dell’Uni­tà di Ro­ma che ne par­le­rà nel­la pros­si­ma le­gi­sla­tu­ra, quan­do il mi­ni­stro Gra­zia­no Del­rio ha ria­per­to la que­stio­ne.

AN­CO­RA UNA VOL­TA, si sco­sta dal­la li­nea “mae­stra” di Pd e go­ver­no: ad ago­sto, sul co­di­ce del­le Ong, ave­va por­ta­to Mar­co Min­ni­ti a mi­nac­cia­re le dimissioni. E sul­lo Ius so­li ha sem­pre so­ste­nu­to la ne­ces­si­tà di ap­pro­var­lo. An­che men­tre Mat­teo Ren­zi ci ha chia­ra­men­te ri­nun­cia­to. Il mi­ni­stro del­le In­fra­strut­tu­re, un po’ schiac­cia­to tra il pre­mier Pao­lo Gen­ti­lo­ni e Min­ni­ti, cerca di ri­ta­gliar­si un suo spa­zio. Ma no­non è se­con­da­rio nean­che il pal­co da do­ve ha par­la­to ie­ri: la fe­sta di Mdp a Na­po­li. “Min­ni­ti fa la de­stra, Del­rio la si­ni­stra”, ha det­to Ren­zi ad Imo­la. Fra­se ri­ve­la­tri­ce di una stra­te­gia: so­no me­si che il se­gre­ta­rio cor­teg­gia Pi­sa­pia, of­fren­do­gli un’al­lean­za (da ca­la­re poi nel si­ste­ma elet­to­ra­le de­fi­ni­ti­vo). E se l’ex sin­da­co di Mi­la­no non ci sta­rà, Ren­zi guar­da ad al­tri, co­me il sin­da­co di Ca­glia­ri, Mas­si­mo Zed­da. Del­rio ha il com­pi­to pre­ci­so di man­te­ne­re un pon­te con la si­ni­stra. Tan­to è ve­ro che ie­ri ha cer­ca­to di me­dia­re an­che sul Def. E in­tan­to Lui­gi Zan­da, ca­po­grup­po dem in Se­na­to, ie­ri ha var­ca­to la por­ta di Palazzo Chi­gi ed è an­da­to a par­la­re con il pre­mier. All’esa­me, i “nu­me­ri” di Palazzo Ma­da­ma in que­sto scor­cio di le­gi­sla­tu­ra. Il 4 ot­to­bre ar­ri­va il Def e Mdp mi­nac­cia da gior­ni. In real­tà, a Palazzo Chi­gi i vo­ti li han­no con­ta­ti già pri­ma dell’esta­te e si di­co­no tran­quil­li. Poi, re­sta­no le que­stio­ni di leg­ge elet­to­ra- le e Ius so­li. Nel pri­mo ca­so, se il Ro­sa­tel­lum 2.0, no­no­stan­te le in­co­gni­te vo­ti se­gre­ti e fran­chi ti­ra­to­ri, pas­sa al­la Ca­me­ra, a Palazzo Ma­da­ma il percorso sem­bra me­no ac­ci­den­ta­to (an­che per­chè lì i vo­ti se­gre­ti so­no in nu­me­ro mi­no­re). Zan­da ie­ri ha ri­ba­di­to a Gen­ti­lo­ni che i vo­ti, con i cen­tri­sti con­tra­ri, con­ti­nua­no a non es­ser­ci. Ed è dif­fi­ci­le pen­sa­re che il pre­mier lo por­ti in Au­la co­me ul­ti­mo prov­ve­di­men­to e chiu­da la le­gi­sla­tu­ra fa­cen­do­si sfi­du­cia­re. Al di là del­le di­chia­ra­zio­ni uf­fi­cia­li e no­no­stan­te le pres­sio­ni del Va­ti­ca­no, la que­stio­ne sem­bra chiu­sa.

Ansa

Ren­zia­ni Bo­schi e Del­rio

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