Fi­gli fan­ta­sma e fin­ti parenti di­sa­bi­li co­sì mil­le stra­nie­ri truf­fa­va­no il Fi­sco

In mil­le sot­to in­chie­sta: pre­sen­ta­va­no di­chia­ra­zio­ni dei red­di­ti fa­sul­le per ot­te­ne­re cre­di­ti Ir­pef

Il Gazzetino (Venezia) - - Da Prima Pagina - An­drea Zam­be­ne­det­ti

Una truf­fa al Fi­sco da tre mi­lio­ni di eu­ro sco­per­ta dal­la Guar­dia di fi­nan­za di Treviso. Sot­to in­chie­sta so­no fi­ni­ti mil­le mi­gran­ti che per an­ni han­no ri­ce­vu­to rim­bor­si Ir­pef non do­vu­ti. Nel­la di­chia­ra­zio­ne dei red­di­ti fa­ce­va­no fi­gu­ra­re fi­gli e parenti ine­si­sten­ti, an­che di­sa­bi­li. Men­te del rag­gi­ro il ti­to­la­re cam­pa­no di uno stu­dio di pra­ti­che fi­sca­li bo­lo­gne­se. Ses­san­ta­sei le per­so­ne de­nun­cia­te.

Una cro­cet­ta per in­di­ca­re l'ine­si­sten­te di­sa­bi­li­tà del fi­glio. Un nu­me­ro per di­chia­ra­re i fi­gli in pre-af­fi­da­men­to, an­che lo­ro ine­si­sten­ti. Quan­to ba­sta­va per crea­re una mon­ta­gna di di­chia­ra­zio­ni dei red­di­ti al­te­ra­te che per­met­te­va­no a cen­ti­na­ia di im­mi­gra­ti di ot­te­ne­re rim­bor­si Ir­pef dal­lo Sta­to. Il mec­ca­ni­smo il­le­ci­to è sta­to sco­per­to dal­la Guar­dia di Fi­nan­za di Treviso do­po un an­no di la­vo­ro. L'ope­ra­zio­ne ha per­mes­so di in­di­vi­dua­re due mi­lio­ni di eu­ro in­de­bi­ta­men­te per­ce­pi­ti dai clien­ti di uno stu­dio di pra­ti­che fi­sca­li bo­lo­gne­se e ha bloc­ca­to l'ero­ga­zio­ne di un al­tro mi­lio­ne di eu­ro che sa­reb­be sta­to ver­sa­to nel­le ta­sche dei clien­ti nel me­se di lu­glio.

Nel mi­ri­no del­la Fi­nan­za so­no fi­ni­te mil­le di­chia­ra­zio­ni dei red­di­ti di al­tret­tan­ti stra­nie­ri, tut­ti re­si­den­ti in Ita­lia, pro­ve­nien­ti dal Nord Afri­ca o dall'est Eu­ro­pa. Ognu­na di que­ste di­chia­ra­zio­ni era sta­ta com­pi­la­ta da un cen­tro di­re­zio­na­le di Bo­lo­gna. Uno stu­dio get­to­na­tis­si­mo vi­sto che per es­se­re ri­ce­vu­ti dal pro­fes­sio­ni­sta che com­pi­la­va i 730 -un49en­ne di ori­gi­ni cam­pa­ne­po­te­va­no ser­vi­re an­che ore di at­te­sa. Il ri­sul­ta­to, se­con­do gli in­qui­ren­ti, era pe­rò ga­ran­ti­to. L'uo­mo, de­nun­cia­to per truf­fa ai dan­ni del­lo Sta­to, si de­di­ca­va all'in­di­vi­dua­zio­ne del­le de­tra­zio­ni. Il si­ste­ma era sem­pli­ce. Ba­sta­va in­di­ca­re un nu­me­ro nel­la ca­sel­la dei "fi­gli in af­fi­do pre ado­zio­ne" o "dei fi­gli a ca­ri­co" e il gio­co era fat­to. Uno, due o tre: non ave­va im­por­tan­za. Tan­to era pro­prio il Caf che emet­te­va il do­cu­men­to a do­ver­si in­ca­ri­ca­re dei con­trol­li. Con que­sto stra­ta­gem­ma, e ag­gi­ran­do i con­trol­li te­le­ma­ti­ci, le di­chia­ra­zio­ni dei red­di­ti ga­ran­ti­va­no rim­bor­si di mi­glia­ia di eu­ro ma c'è ad­di­rit­tu­ra chi ha ot­te­nu­to rim­bor­si Ir­pef da ol­tre 10mi­la eu­ro. Per ognu­na di quel­le pra­ti­che lo stu­dio ri­ce­ve­va tra i 500 e i 1500 eu­ro, a se­con­da pro­prio dal­la ci­fra che i "con­tri­buen­ti" sa­reb­be­ro riu­sci­ti a ot­te­ne­re.

Al ter­mi­ne dell'in­da­gi­ne, sul­la por­ta del­lo stu­dio di Mon­zu­no, pic­co­la lo­ca­li­tà dell'ap­pen­ni­no bo­lo­gne­se do­ve si tro­va­va il Caf, so­no com­par­si i si­gil­li del se­que­stro pre­ven­ti­vo. Per i 66 clien­ti che han­no ot­te­nu­to più di 4mi­la eu­ro di rim­bor­so Ir­pef è scat­ta­ta la denuncia per in­de­bi­ta per­ce­zio­ne, per gli al­tri 900 la se­gna­la­zio­ne è in­ve­ce so­lo am­mi­ni­stra­ti­va. Dif­fi­ci­le ipo­tiz­za­re di re­cu­pe­ra­re tut­to quel­lo che è fi­ni­to nel­le ta­sche dei clien­ti del­lo stu­dio. Se per mol­ti di lo­ro, an­co­ra di­pen­den­ti, sa­rà pos­si­bi­le de­fal­ca­re le som­me dal­le pros­si­me di­chia­ra­zio­ni dei red­di­ti, per gli al­tri, so­prat­tut­to quel­li che ave­va­no per­ce­pi­to ci­fre su­pe­rio­ri ai 10 mi­la eu­ro e che ri­sul­ta­no spa­ri­ti nel nul­la, sa­rà im­pos­si­bi­le.

IN­DA­GI­NE La Guar­dia di Fi­nan­za al la­vo­ro per sma­sche­ra­re la truf­fa al

Fi­sco. Con­trol­la­te cen­ti­na­ia di di­chia­ra­zio­ni

dei red­di­ti

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