La fe­sta per il pro­fes­so­re cen­te­na­rio Un gi­ro in car­roz­zi­na a San Mar­co

Il re­ga­lo di com­plean­no per Zen­na­ro: «So­no con­ten­tis­si­mo»

Il Gazzetino (Venezia) - - Primopiano -

(t.borz.) Ogni mat­ti­na si sve­glia chie­den­do di an­da­re a San Mar­co e co­sì ha fat­to an­che ie­ri, giornata in cui ha com­piu­to cen­to an­ni. Ma que­sta vol­ta Gi­no Zen­na­ro c'è an­da­to dav­ve­ro, in piaz­za, en­tran­do an­che nel­la ba­si­li­ca per la Por­ta San­ta. L'ex pro­fes­so­re che è sta­to sfrat­ta­to di ca­sa a 99 an­ni per far­ne abi­ta­zio­ne tu­ri­sti­ca, do­po 73 vis­su­ti nel­lo stes­so po­sto, ie­ri a mez­zo­gior­no è spun­ta­to con la sua car­roz­zel­la in mez­zo ai tu­ri­sti. Quei tu­ri­sti ai qua­li ha do­vu­to ce­de­re la ca­sa, stri­to­la­to dal­le leg­gi del mer­ca­to.

Giac­chet­ta gri­gia al­la mo­da, cap­pel­lo e copertina sul­le gam­be per ri­pa­rar­si dal fred­do ha fat­to fa­ti­ca a par­la­re, ma la stret­ta di ma­no, co­sì co­me il sa­lu­to, era­no to­ni­ci. Do­po più di die­ci an­ni dal­la sua ul­ti­ma usci­ta in la­gu­na, è ap­par­so in piaz­za San Mar­co at­tor­nia­to dai suoi ca­ri. Gi­no non ha espres­so mol­te pa­ro­le, ma era suf­fi­cien­te os­ser­va­re il suo sguar­do per ca­pi­re co­sa gli ba­le­nas­se in te­sta. Sem­bra­va­no gli oc­chi di un bam­bi­no da­van­ti a una me­ra­vi­glia, an­che se lui, quel­la ba­si­li­ca, l'avrà vi­sta mi­glia­ia vol­te e chis­sà qua­li ri­cor­di gli sa­ran­no tor­na­ti in te­sta. Do­po aver var­ca­to la Por­ta San­ta si è li­mi­ta­to a di­re un «so­no con­ten­tis­si­mo», con un sor­ri­so e un fi­lo di vo­ce, pro­prio quel­la vo­ce che tan­ti stu­den­ti han­no ascol­ta­to e da cui han­no im­pa­ra­to il la­ti­no an­che in te­le­vi­sio­ne.

Gi­no è un uo­mo de­vo­to, nel­la sua vi­ta ha co­no­sciu­to espo­nen­ti di spic­co del­la chie­sa Cat­to­li­ca com­pre­si i due pa­pi, Ron­cal­li e Lu­cia­ni, pas­sa­ti per il pa­triar­ca­to ve­ne­zia­no. «Da pic­co­lo, ri­ma­sto or­fa­no del­la ma­dre ha scel­to di an­da­re in col­le­gio a Pos­sa­gno - ha spie­ga­to la fi­glia Lau­ra - do­ve ha co­no­sciu­to pa­dre Ba­si­lio, in pro­cin­to di bea­ti­fi­ca­zio­ne. Cer­to che ve­der­lo qui è emo­zio­nan­te e com­mo­ven­te». Un'emo­zio­ne con­di­vi­sa con le so­rel­le Fran­ce­sca ed Ele­na, la ni­po­te An­na, la ba­dan­te Gi­na e i bi­sni­po­ti che gli han­no re­ca­pi­ta­to una poesia. «Chie­de spes­so an­che di en­tra­re al­la Sa­lu­te, ma lì è più dif­fi­ci­le, a cau­sa del­le tan­te sca­le», han­no spie­ga­to le fa­mi­lia­ri. Un tra­guar­do, quel­lo di Gi­no, che gli è val­so il re­ga­lo più bel­lo che po­tes­se ri­ce­ve­re: una gi­ta di po­co più di un'ora nel­la sua cit­tà, con tan­to di tra­ghet­to in va­po­ret­to, che si è an­che at­tar­da­to per at­ten­der­lo, co­me di ra­do ca­pi­ta. E se è ve­ro che da an­zia­ni si di­ven­ta un po’ bam­bi­ni, beh, Gi­no con la sua car­roz­zel­la è an­da­to an­che in mez­zo all'ac­qua al­ta, co­me se fos­se un bam­bi­no con gli sti­va­li a sguaz­za­re per gio­co. Pri­ma che la stan­chez­za lo por­tas­se a chie­de­re di an­da­re ca­sa per pran­zo e a se­gui­re il ri­po­si­no po­me­ri­dia­no. Lui, la piaz­za ie­ri, l’ha vi­sta con oc­chio di­ver­so da qual­sia­si tu­ri­sta.

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