Tre gior­ni per pre­pa­ra­re la "Con­ven­zio­ne blu"

Il Gazzetino (Venezia) - - Nordest - Pao­lo Fran­ce­sco­ni

Quin­di­ci me­si do­po lo strap­po e la fuo­riu­sci­ta da For­za Ita­lia scel­ta ma­tu­ra­ta in dis­sen­so sul pat­to del Na­za­re­no e sull’in­te­sa col Pd sul­le ri­for­me co­sti­tu­zio­na­li - i Con­ser­va­to­ri e Ri­for­mi­sti "fit­tia­ni" si ri­tro­va­no og­gi, domani e do­me­ni­ca a Cor­ti­na per una ric­ca tre gior­ni di di­scus­sio­ni e pro­po­ste fun­zio­na­li an­che a pre­pa­ra­re la "Con­ven­zio­ne blu", l’even­to co­sti­tu­ten­te che si ter­rà a Ro­ma il 5-6 no­vem­bre (qua­si in con­co­mi­tan­za con la con­fe­ren­za pro­gram­ma­ti­ca di Fi an­nun­cia­ta pro­prio ie­ri da Ar­co­re). Die­ci se­na­to­ri, 11 de­pu­ta­ti, 2 eu­ro­par­la­men­ta­ri (Raf­fae­le Fit­to e Re­mo Ser­na­giot­to), una ba­se di 1.500 am­mi­ni­stra­to­ri lo­ca­li rap­pre­sen­ta­no og­gi la for­za del par­ti­to, na­to nel giu­gno 2015, in Ita­lia e in Eu­ro­pa (do­ve ade­ri­sco­no al grup­po dei Con­ser­va­to­ri in­gle­si e po­lac­chi). A pa­laz­zo Ma­da­ma, ca­po­grup­po è la se­na­tri­ce ve­ro­ne­se Cin­zia Bon­fri­sco, ot­ti­mi­sta sul­la pos­si­bi­li­tà che «al­tri par­la­men­ta­ri pos­sa­no a bre­ve ap­pro­da­re nei Con­ser­va­to­ri». Co­sa pen­sa­te dell’ope­ra­zio­ne di ri­co­stru­zio­ne del cen­tro­de­stra che sta ten­tan­do Ste­fa­no Pa­ri­si, con la be­ne­di­zio­ne di Ber­lu­sco­ni? «Ci pa­re un ten­ta­ti­vo dai con­tor­ni trop­po po­co de­fi­ni­ti. Van­no be­ne il dia­lo­go e le aper­tu­re ma per noi ci so­no ca­pi­sal­di ir­ri­nun­cia­bi­li co­me l’al­ter­na­ti­va al go­ver­no Ren­zi e al Pd in qual­sia­si for­ma. È que­sto lo spar­tiac­que per sta­bi­li­re chi è den­tro e chi è fuo­ri dal cen­tro­de­stra». Sul No al re­fe­ren­dum lo schie­ra­men­to può ri­tro­va­re uni­tà di in­ten­ti? «Può, bi­so­gna ve­de­re co­me. La cri­ti­ca che muo­via­mo a Fi - e mag­gior ra­gio­ne ad Al­fa­no e Ver­di­ni - è di aver tra­di­to il man­da­to de­gli elet­to­ri per "cor­re­re die­tro" a Ren­zi: il tem­po è sta­to ga­lan­tuo­mo e ha di­mo­stra­to che quel­la era la ri­for­ma di un so­lo par­ti­to, non di un pat­to co­sti­tu­zio­na­le. Quin­di: se un va­so si rom­pe non è det­to che pro­va­re ad ag­giu­star­lo ri­met­ten­do in­sie­me i pez­zi fun­zio­ni. For­se è me­glio far­ne uno nuo­vo. Ma­ga­ri non si chia­me­rà nean­che più cen­tro­de­stra».

A Cor­ti­na ci sa­rà Cen­ti­na­io del­la Le­ga, ma nes­su­no di For­za Ita­lia e nean­che dei to­sia­ni, pre­sen­ti lo scor­so an­no: co­me mai? «Con la Le­ga ab­bia­mo con­dot­to mol­te bat­ta­glie in Par­la­men­to. L’as­sen­za di Fi non è una scel­ta po­li­ti­ca: Re­na­to Bru­net­ta, un ami­co, l’an­no scor­so c’era, sta­vol­ta non po­te­va ve­ni­re. Al­tro è il di­scor­so con i to­sia­ni: qui pe­sa­no le di­ver­se scel­te po­li­ti­che ri­spet­to a go­ver­no e ri­for­me». Il ri­for­mi­smo li­be­ra­le dei Con­ser­va­to­ri da do­ve ri­par­te? «Dal ri­sol­le­va­re l’eco­no­mia do­po due an­ni but­ta­ti dal go­ver­no Ren­zi pur in pre­sen­za di con­di­zio­ni ester­ne fa­vo­re­vo­li e dal far­si ri­spet­ta­re in Eu­ro­pa».

CA­PO­GRUP­PO Cin­zia Bon­fri­sco

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