L’ipo­te­si di Pa­laz­zo Chi­gi re­fe­ren­dum il 4 di­cem­bre

È l’orien­ta­men­to pre­val­so nel go­ver­no: sa­reb­be l’ul­ti­ma do­me­ni­ca con­sen­ti­ta Ren­zi: «La da­ta mi­glio­re è quel­la che crea me­no polemiche, tan­to ce ne sa­ran­no»

Il Gazzetino (Venezia) - - Primo Piano - Nino Ber­to­lo­ni Me­li

Si vo­ta il 4 di­cem­bre. E’ que­sto l’orien­ta­men­to che è pre­val­so ai ver­ti­ci del go­ver­no. Mat­teo Ren­zi in pra­ti­ca op­te­reb­be per l’ul­ti­ma do­me­ni­ca uti­le con­sen­ti­ta dal­la leg­ge per far svol­ge­re il re­fe­ren­dum. (la con­sul­ta­zio­ne si de­ve te­ne­re in una do­me­ni­ca tra il 50˚ e il 70˚ gior­no do­po la de­ci­sio­ne del Con­si­glio dei mi­ni­stri, che è sta­to con­vo­ca­to per lu­ne­dì 26). «Io so­no per sce­glie­re una da­ta che crei il mi­nor nu­me­ro di polemiche», ave­va spie­ga­to più vol­te il pre­mier a chi gli chie­de­va lu­mi, ma sen­za far­ci trop­po af­fi­da­men­to, vi­sto che di polemiche stra­ne, in­ve­ro­si­mi­li e sur­rea­li è la­stri­ca­to il per­cor­so in vi­sta del­la sca­den­za del­le ur­ne, non ul­ti­ma que­sta sul que­si­to del­la scheda elet­to­ra­le.

La da­ta del 4 di­cem­bre è ap­par­sa la più ido­nea per ar­ri­va­re al­le ur­ne nel mo­do mi­glio­re ai fi­ni an­che isti­tu­zio­na­li. Ci sa­rà il mag­gior tem­po pos­si­bi­le per la cam­pa­gna elet­to­ra­le, per po­te­re quin­di spie­ga­re le mo­ti­va­zio­ni in lun­go e in lar­go su una ma­te­ria che ge­ne­ral­men­te non ap­pas­sio­na l’elet­to­ra­to (34 per cen­to nel 2001 e 52,5 per cen­to nel 2006, l’af­fluen­za al­le ur­ne). Per quel­la da­ta la leg­ge di sta­bi­li­tà do­vreb­be es­se­re sta­ta ap­pro­va­ta al­me­no in una del­le due Ca­me­re, e quin­di già in gra­do di po­ter es­se­re giu­di­ca­ta e va­lu­ta­ta nei suoi ef­fet­ti. «Tan­to avran­no co­mun­que da ri­di­re», ha mes­so le ma­ni avan­ti Ren­zi quan­do gli è toc­ca­to af­fron­ta­re l’ar­go­men­to. Se polemiche de­vo­no co­mun­que es­se­re, si scel­ga al­lo­ra la da­ta che me­glio si ad­di­ce a una con­sul­ta­zio­ne co­me que­sta, la più im­por­tan­te de­gli ul­ti­mi 70 anni ri­guar­dan­te nien­te­me­no che la Co­sti­tu­zio­ne con de­ci­ne di ar­ti­co­li da cam­bia­re, il ra­gio­na­men­to che si è fat­to stra­da ul­ti­ma­men­te ai pia­ni al­ti di pa­laz­zo Chi­gi, do­ve an­co­ra l’al­tro gior­no la da­ta più pro­ba­bi­le ve­ni­va da­ta il 27 no­vem­bre.

Le polemiche, in que­sta vi­gi­lia che sem­pre più si va ar­ro­ven­tan­do, non era­no del re­sto man­ca­te. Uno dei prin­ci­pa­li op­po­si­to­ri del­la ri­for­ma, Mas­si­mo D’ale­ma, ave­va par­la­to di un go­ver­no che «fa il fur­bo» non fis­san­do la da­ta; al­tri era­no ad­di­rit­tu­ra ar­ri­va­ti a di­re e scri­ve­re che il go­ver­no vo­le­va rin­via­re il re­fe­ren­dum si­ne die, co­me se fos­se in suo po­te­re far­lo, e que­sto quan­do an­co­ra si par­la­va del «re­fe­ren­dum di ot­to­bre», la da­ta che a lun­go ha do­mi­na­to la sce­na. Ma per svol­ge­re la con­sul­ta­zio­ne ai pri­mi dell’au­tun­no, il go­ver­no avreb­be do­vu­to fis­sa­re la da­ta pri­ma del­le va­can­ze esti­ve, co­sa che non è av­ve­nu­ta, stan­do sem­pre nei li­mi­ti del­la leg­ge e del­le pro­ce­du­re. Che il cli­ma sia di polemiche a ogni co­sto, lo di­mo­stra l’ul­ti­ma in or­di­ne di tem­po scop­pia­ta a pro­po­si­to del­la scheda elet­to­ra­le.

«E’ uno spot a fa­vo­re del sì»,

CO­STI­TU­ZIO­NE Il mi­ni­stro Ma­ria Ele­na Bo­schi, fau­tri­ce del ddl di ri­for­ma

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