Cor­byn scon­fig­ge i ri­bel­li e re­sta al­la gui­da del La­bour

Il Gazzetino (Venezia) - - Esteri - Cri­sti­na Mar­co­ni

Il La­bour Par­ty è di Je­re­my Cor­byn. Ci so­no vo­lu­te due pri­ma­rie per sta­bi­li­re che il ses­san­tot­ten­ne dal­le idee ra­di­ca­li che ha por­ta­to a una bru­sca vi­ra­ta a si­ni­stra del prin­ci­pa­le par­ti­to di op­po­si­zio­ne bri­tan­ni­co ne è, al­me­no per ora, il lea­der in­con­tra­sta­to: il se­con­do vo­to, quel­lo di ie­ri, ha vi­sto Cor­byn ri­por­ta­re un 61,8% con­tro il 38,2% del­lo sfi­dan­te Owen Smi­th, ed è an­da­to ad­di­rit­tu­ra a raf­for­za­re, sep­pu­re leg­ger­men­te, la sua po­si­zio­ne ri­spet­to a quan­do il 12 set­tem­bre del 2015 vin­se con il 59,5% dei vo­ti. «Ri­par­tia­mo da ze­ro, da og­gi, e an­dia­mo avan­ti con il la­vo­ro che ab­bia­mo da fa­re co­me par­ti­to, tut­ti in­sie­me», ha di­chia­ra­to il lea­der po­co do­po la sua ri­con­fer­ma, che giun­ge al ter­mi­ne di un an­no dif­fi­ci­le, con il La­bour co­stan­te­men­te sull’or­lo del­la spac­ca­tu­ra, e di un’esta­te in­fuo­ca­ta, in cui al­cu­ni de­pu­ta­ti han­no ten­ta­to un “gol­pe” in­ter­no in se­gui­to al ri­sul­ta­to del re­fe­ren­dum sul­la Bre­xit, te­ma su cui Cor­byn, fon­da­men­tal­men­te eu­ro­scet­ti­co, non ha pra­ti­ca­men­te fat­to cam­pa­gna seb­be­ne il par­ti­to aves­se una po­si­zio­ne pro-ue.

Ma il “gol­pe” non ha fun­zio­na­to e, seb­be­ne a giu­gno 65 mem­bri del go­ver­no om­bra si fos­se­ro di­mes­si e ci fos­se gran­de con­sen­so tra gli espo­nen­ti del­la vec­chia guar­dia del par­ti­to di do­ver agi­re con­tro la de­ri­va ra­di­ca­le in cor­so, Owen Smi­th, de­pu­ta­to di Pon­ty­pridd che ha ba­sa­to la sua cam­pa­gna sul fat­to di ave­re idee si­mi­li a quel­le di Cor­byn ma mi­glio­ri ca­pa­ci­tà ma­na­ge­ria­li, non ha scal­da­to gli ani­mi.

Con più di 600mi­la vo­tan­ti di­spo­sti a pa­ga­re 25 ster­li­ne per sce­glie­re il lo­ro ca­po, il ri­sul­ta­to del­le pri­ma­rie è in­con­tro­ver­ti­bi­le e di­mo­stra co­me il La­bour vi­va una spac­ca­tu­ra net­tis­si­ma tra ba­se e par­ti­to par­la­men­ta­re, do­ve in 172 han­no vo­ta­to una mo­zio­ne di sfi­du­cia con­tro Cor­byn, esa­spe­ra­ti dal­le sue opi­nio­ni po­li­ti­che giu­di­ca­te fuo­ri mo­da e in­ca­pa­ci, a det­ta lo­ro, di por­ta­re il par­ti­to a Do­w­ning Street.

Ma la re­si­sten­za di­mo­stra­ta dal vec­chio de­pu­ta­to so­cia­li­sta, la sua ca­pa­ci­tà di in­cas­sa­re i col­pi sen­za va­cil­la­re e il sup­por­to tra­sver­sa­le che ot­tie­ne an­che pres­so l’elet­to­ra­to più gio­va­ne po­treb­be­ro ri­ser­va­re del­le sor­pre­se in uno sce­na­rio co­me quel­lo bri­tan­ni­co in cui l’im­pen­sa­bi­le è già av­ve­nu­to una vol­ta con la de­ci­sio­ne di usci­re dal­la Ue. «Fa­rò tut­to il pos­si­bi­le per ri­pa­ga­re la fi­du­cia e il so­ste­gno e uni­re il par­ti­to», ha spie­ga­to Cor­byn, men­tre uno dei gran­di vec­chi del La­bour, Da­vid Blun­kett, ha sot­to­li­nea­to co­me le pos­si­bi­li­tà di una pa­ce tra Cor­byn e i de­pu­ta­ti sia­no «mi­nu­sco­le».

Il nu­me­ro due del La­bour, Tom Wa­tson, che ha agi­to co­me pun­to di ri­fe­ri­men­to del­la fron­da, ha par­la­to di «un’esta­te mol­to do­lo­ro­sa» e ha ag­giun­to: «Cre­do che si va­da ver­so del­le ele­zio­ni generali an­ti­ci­pa­te e che que­sto deb­ba es­se­re il no­stro uni­co obiet­ti­vo: scon­fig­ge­re The­re­sa May e i To­ries».

An­che Hi­la­ry Benn, fi­glio dell’ex lea­der so­cia­li­sta To­ny e una del­le fi­gu­re di spic­co dell’op­po­si­zio­ne a Cor­byn, tan­to da es­se­re sta­to cac­cia­to dal go­ver­no om­bra, ha par­la­to di «tem­po di es­se­re uni­ti», men­tre da par­te di To­ny Blair, la fi­gu­ra in­tor­no a cui il par­ti­to ha ini­zia­to a spac­car­si, non ci so­no stati com­men­ti. Seb­be­ne sia sta­to l’uni­co lea­der a por­ta­re il La­bour al go­ver­no in qua­si 40 an­ni, la vi­sio­ne pro-bu­si­ness di Blair e so­prat­tut­to la tra­gi­ca av­ven­tu­ra ira­che­na al fian­co de­gli Stati Uni­ti han­no re­so la sua ere­di­tà in­ge­sti­bi­le, ai li­mi­ti del tos­si­co, pres­so l’elet­to­ra­to la­bu­ri­sta, che ten­de ad as­so­cia­re al blai­ri­smo ogni ten­ta­ti­vo di innovazione.

SPAC­CA­TU­RA

«Fa­rò di tut­to per uni­re il par­ti­to»

EU­RO­SCET­TI­CO Je­re­my Cor­byn, 68 an­ni, ha sven­ta­to il gol­pe

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