So­ku­rov, il Ve­ne­to per il de­but­to a tea­tro

Il Gazzetino (Venezia) - - Cultura & società -

Il re­gi­sta rus­so all’olim­pi­co con lo spet­ta­co­lo de­di­ca­to a Brod­skij

Un gran­de re­gi­sta di ci­ne­ma, Leo­ne d’oro a Venezia, de­but­ta a tea­tro all’olim­pi­co di Vicenza nel ri­cor­do di Io­sif Brod­skij, il con­na­zio­na­le poe­ta che si sta­bi­lì a Venezia do­ve è se­pol­to. Un in­trec­cio di gran­di mae­stri e luo­ghi ve­ne­ti, di let­te­ra­tu­ra e ar­ti fi­gu­ra­ti­ve, di sto­ria e so­gno nell’ul­ti­mo la­vo­ro di Alek­san­dr So­ku­rov. Per la pri­ma vol­ta – su com­mis­sio­ne di Con­ver­sa­zio­ni 2016 69˚ Ci­clo di spet­ta­co­li clas­si­ci dell’olim­pi­co di Vicenza cu­ra­to da Fran­co Lae­ra con Adria­na Via­nel­lo e Vir­gi­nia For­la­ni So­ku­rov rea­liz­za un la­vo­ro per il pal­co­sce­ni­co, in dia­lo­go con il ce­le­bre mo­nu­men­to pal­la­dia­no, a par­ti­re dal te­sto tea­tra­le di Brod­skij "Mar­mi" e da al­tri suoi te­sti poe­ti­ci. Cin­que le rap­pre­sen­ta­zio­ni del suo "Go.go.go", in pri­ma as­so­lu­ta, dal 28 set­tem­bre al 2 ot­to­bre. «Fa­re tea­tro e fa­re ci­ne­ma so­no due co­se mol­to dif­fe­ren­ti – spie­ga il re­gi­sta – Nel tea­tro so­no due le par­ti in gio­co: gli at­to­ri che crea­no di vol­ta in vol­ta uno spet­ta­co­lo sem­pre di­ver­so e lo spet­ta­to­re che vi as­si­ste. Dan­no vi­ta en­tram­bi, at­ti­va­men­te, al­la crea­zio­ne ar­ti­sti­ca. Al ci­ne­ma non esi­ste l’im­prov­vi­sa­zio­ne, l’in­te­ra­zio­ne: in pla­tea il pub­bli­co che guar­da, di là so­lo l’elet­tri­ci­tà, la pel­li­co­la ‘iner­te’. Por­ta­re in sce­na uno spet­ta­co­lo a tea­tro è mol­to più dif­fi­ci­le per­ché la rea­zio­ne de­gli spet­ta­to­ri non è a po­ste­rio­ri, a la­vo­ro ter­mi­na­to e de­fi­ni­to, ma è par­te stes­sa dell’even­to tea­tra­le nel suo rap­por­to con gli at­to­ri sul pal­co­sce­ni­co». In Go.go.go so­no in sce­na due per­so­nag­gi – in­ter­pre­ta­ti da Max Ma­la­te­sta e Mi­che­lan­ge­lo Da­li­si - che, op­po­sti per ori­gi­ne, cul­tu­ra e ca­rat­te­re, fan­no del­la ten­sio­ne in­si­ta nel­la lo­ro di­ver­si­tà la ra­gio­ne stes­sa del­la lo­ro so­prav­vi­ven­za in una as­sur­da con­di­zio­ne uma­na: «Due es­se­ri - co­sì li de­scri­ve So­ku­rov ca­pa­ci so­lo di di­vo­ra­re e con­su­ma­re qual­sia­si co­sa. Per­si­no li­bri e pel­li­co­le ci­ne­ma­to­gra­fi­che. Mo­struo­se creature a uno sta­dio qua­si ani­ma­le, spec­chio de­for­ma­to del con­su­mi­smo dei no­stri an­ni». Il lo­ro aspet­to è stra­no, ibri­do. To­pi che sem­bra­no uo­mi­ni, o for­se uo­mi­ni che sem­bra­no to­pi. Pre­da­to­ri, car­ne­fi­ci in­ve­ce di pri­gio­nie­ri, en­tra­no in dia­lo­go con il poe­ta stes­so che in­ter­vie­ne sul­la sce­na, sul­lo sfon­do vi­vi­do del­la vi­ta quo­ti­dia­na di una città ita­lia­na. Per­ché in Go.go.go, ol­tre ai due pro­ta­go­ni­sti, com­pa­io­no an­che gli abi­tan­ti del­la città. E sul­la sce­na com­pa­io­no an­che fi­gu­re ico­ni­che del ci­ne­ma ita­lia­no, men­tre scor­ro­no in fi­li­gra­na im­ma­gi­ni di un ce­le­bre film di cul­to. Brod­skij, No­bel per la let­te­ra­tu­ra nel 1987, è im­per­so­na­to da Elia Schil­ton. «Un uo­mo di gran­de co­rag­gio mo­ra­le ed un gran­dis­si­mo in­tel­let­tua­le - lo ri­cor­da So­ku­rov -, fe­ri­to e in­fe­li­ce. Co­stret­to ad ab­ban­do­na­re per sem­pre il pro­prio pae­se. Cer­to, un uo­mo ri­fiu­ta­to dal­la pro­pria pa­tria por­ta con sé un enor­me do­lo­re. Ma pen­so sia la Rus­sia ad aver su­bi­to la più gran­de per­di­ta, cac­cian­do­lo. Io av­ver­to que­sto dram­ma in ogni sua pa­ro­la, in ogni ver­so». Gli al­tri in­ter­pre­ti del­lo spet­ta­co­lo so­no Pao­lo Ber­ton­cel­lo, Ales­san­dro Bres­sa­nel­lo, Giu­lio Ca­ne­strel­li, Oli­via Ma­gna­ni e Ka­ri­na Aru­tyu­nyan. Go.go.go sa­rà poi al Ctr-tea­tro dell’ar­te di Mi­la­no dal 7 al 30 ot­to­bre e al Tea­tro Ver­di di Por­de­no­ne il 3 e 4 no­vem­bre.

R.C.

Com­mi­stio­ne con il ci­ne­ma e cri­ti­ca del con­su­mi­smo

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