«So­no scon­cer­ta­ta, ma ne usci­rò»

Lo sfo­go di Zac­ca­riot­to: «L’as­so­lu­zio­ne di Can­do­sin e Ma­ri­tan con­fer­ma la mia cor­ret­tez­za. Spe­ra­vo nell’ar­chi­via­zio­ne»

Il Gazzetino (Venezia) - - San Donà Jesolo Meolo - Da­vi­de De Bor­to­li

«Spe­ra­vo nell'ar­chi­via­zio­ne». È quan­to di­chia­ra Fran­ce­sca Zac­ca­riot­to do­po il rin­vio a giu­di­zio, con l'ac­cu­sa di abu­so d'uf­fi­cio e fal­so ideo­lo­gi­co per la no­ta vi­cen­da Ma­ri­tan. L'ex sin­da­ca di San Do­nà, e at­tua­le as­ses­so­re di Venezia, non ne­ga di ave­re l'ama­ro in boc­ca per­ché au­spi­ca­va «si po­tes­se evi­ta­re il processo» ma al con­tem­po si di­chia­ra pron­ta «ad an­da­re avan­ti fi­no in fon­do». Il ri­to ab­bre­via­to, scel­to dal­la di­ri­gen­te del Co­mu­ne Eu­ge­nia Can­don­sin e dal pre­giu­di­ca­to Lu­cia­no Ma­ri­tan, si è con­clu­so ve­ner­dì con l'as­so­lu­zio­ne con for­mu­la pie­na di en­tram­bi che era­no coim­pu­ta­ti del­lo stes­so rea­to. Di­ver­so l'iter pro­ces­sua­le di Zac­ca­riot­to, di­fe­sa dall'av­vo­ca­to Fa­bio Pi­nel­li, che ha scel­to il ri­to or­di­na­rio: il processo ini­zie­rà il 9 no­vem­bre. «Lo ave­vo mes­so in con­to ma ho scel­to que­sta stra­da per­ché so­no una per­so­na­li­tà pub­bli­ca e con­fi­do si fa­rà pie­na chia­rez­za. Fi­no all'ul­ti­mo ho spe­ra­to po­tes­se es­se­re ri­con­fer­ma­ta l'as­so­lu­zio­ne del gen­na­io del­lo scor­so an­no, an­che se la Cas­sa­zio­ne ob­bli­ga­va ad un rin­vio di­bat­ti­men­ta­le. So­no con­ten­ta per Can­do­sin e Ma­ri­tan poi­ché non ci so­no stati abu­si, né isti­ga­zio­ne, né con­cor­so tra me e lo­ro. Per que­sto par­ti­rò da un pun­to di for­za an­che se uma­na­men­te la vi­cen­da è scon­cer­tan­te».

L'ex sin­da­ca tor­na sui rap­por­ti con il pre­giu­di­ca­to. «So­no se­re­na del mio ope­ra­to di sin­da­co, ho ri­ce­vu­to i cit­ta­di­ni per 12 ore al gior­no sen­za pre­giu­di­zi. Ma­ri­tan era ve­nu­to per chie­de­re aiu­to ed è un cit­ta­di­no co­me gli al­tri, una vol­ta espo­sto il suo pro­ble­ma lo ho in­di­riz­za­to ai Ser­vi­zi so­cia­li, la leg­ge lo pre­ve­de in quan­to ex de­te­nu­to si tro­va­va in una si­tua­zio­ne di di­sa­gio. Non ab­bia­mo avu­to al­tri rap­por­ti. Mi sem­bra si stia di­mo­stran­do che tut­to il re­sto sia sta­to co­strui­to, con un'in­da­gi­ne pre­li­mi­na­re che du­ra da 4 an­ni. Gli at­ti del Co­mu­ne so­no stati se­que­stra­ti, ci so­no in­ter­cet­ta­zio­ni te­le­fo­ni­che e am­bien­ta­li di tut­te le per­so­ne coin­vol­te e non ri­sul­ta una vir­go­la sba­glia­ta, al­tri­men­ti ie­ri non si sa­reb­be ar­ri­va­ti all'as­so­lu­zio­ne per lo­ro. Si pos­so­no fa­re tut­te le sup­po­si­zio­ni pos­si­bi­li, ma que­sto è quan­to di­mo­stra­to». Il pro­trar­si del processo la de­sta­bi­liz­za a li­vel­lo po­li­ti­co? «Con­fi­do che que­sto in­cu­bo fi­ni­sca pre­sto ag­giun­ge - af­fron­to il processo sa­pen­do che chi era con me ne è usci­to as­sol­to, spe­ro di usci­re più for­te». Zac­ca­riot­to ha re­so pub­bli­ci tut­ti i pas­sag­gi del­la vi­cen­da giu­di­zia­ria sui pro­pri pro­fi­li fa­ce­book.

RIN­VIO A GIU­DI­ZIO

L’ex sin­da­co Fran­ce­sca Zac­ca­riot­to

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