L’ue­fa vol­ta pa­gi­na con un pre­si­den­te po­co ap­pa­ri­scen­te

Il Gazzetino (Venezia) - - La Serie A - DI SER­GIO CAMPANA

L’av­vo­ca­to slo­ve­no Alek­san­der Ce­fe­rin, 48 an­ni, è sta­to elet­to Pre­si­den­te dell’ue­fa al con­gres­so di Ate­ne, do­po le di­mis­sio­ni di Mi­chel Pla­ti­ni ac­cu­sa­to di aver in­cas­sa­to dal Pre­si­den­te del­la Fi­fa Blat­ter un com­pen­so il­le­ga­le in de­na­ro. Il suc­ces­so del can­di­da­to slo­ve­no è sta­to schiac­cian­te con 42 vo­ti a 13 sul­lo sfi­dan­te olan­de­se Mi­chael Van Praag, che ha te­so la ma­no al vin­ci­to­re di­chia­ran­do che non è bel­lo per­de­re, ma che pre­va­le la de­mo­cra­zia. Con l’oc­ca­sio­ne, la no­stra Eve­li­na Ch­ri­stil­lin è sta­ta elet­ta per ac­cla­ma­zio­ne co­me rap­pre­sen­tan­te dell’ue­fa nel­la Fi­fa, pri­ma don­na eu­ro­pea del­la sto­ria. La Ch­ri­stil­lin non ha di­men­ti­ca­to di rin­gra­zia­re, per aver so­ste­nu­to la sua can­di­da­tu­ra, il pre­si­den­te Fi­gc Car­lo Ta­vec­chio, che pe­ral­tro dev’es­se­re or­go­glio­so di es­ser­si schie­ra­to per le mas­si­me ca­ri­che pri­ma con In­fan­ti­no per la pre­si­den­za del­la Fi­fa e poi con Ce­fe­rin per la pre­si­den­za dell’ue­fa. Il gior­no dell’ele­zio­ne era pre­sen­te ad Ate­ne Mi­chel Pla­ti­ni, in­vi­ta­to con sti­le dall’ue­fa. Il suo in­ter­ven­to è sta­to con la sua abi­tua­le clas­se: «Con­ti­nue­rò la mia bat­ta­glia le­ga­le - ha di­chia­ra­to - per­ché ho la co­scien­za pu­li­ta e non ho sba­glia­to. Ser­vi­re il cal­cio è la mia vi­ta, la mia ra­gio­ne d’es­se­re, è un gio­co pri­ma che un pro­dot­to, uno sport pri­ma che un mer­ca­to, uno spet­ta­co­lo pri­ma che un affare. Au­gu­ro al nuo­vo Pre­si­den­te il me­glio». L’ele­zio­ne di Ce­fe­rin se­gna una svol­ta nel­la sto­ria dell’ue­fa, il ri­tor­no ad una pre­si­den­za me­no ap­pa­ri­scen­te. Non c’è al­la gui­da un cam­pio­ne fa­mo­so, ma un giu­ri­sta di Lu­bia­na sul qua­le han­no scom­mes­so mol­ti Pae­si del nord e l’ita­lia. Il neo pre­si­den­te rin­gra­zia il no­stro cal­cio: «L’ita­lia è sta­ta il mio so­ste­ni­to­re più gran­de fin dall’ini­zio - ha af­fer­ma­to - la si­tua­zio­ne non era chia­ra, non ero nean­che can­di­da­to e ha cre­du­to in me, nel­la mia per­so­na, nel pro­get­to. So­no mol­to gra­to». Ce­fe­rin dà l’im­pres­sio­ne di es­se­re un ma­na­ger ri­fles­si­vo, le­ga­to al­la fa­mi­glia che ci­ta spes­so (mo­glie e tre fi­glie), giu­sta­men­te or­go­glio­so di rap­pre­sen­ta­re la "pic­co­la" Slo­ve­nia. Lau­rea­to in leg­ge all’uni­ver­si­tà di Lu­bia­na è sem­pre sta­to at­ti­vo nel mon­do del­lo sport as­su­men­do an­che la rap­pre­sen­tan­za di atle­ti pro­fes­sio­ni­sti e di so­cie­tà spor­ti­ve. Nel 2011 vie­ne elet­to pre­si­den­te del­la Fe­de­ra­zio­ne cal­ci­sti­ca slo­ve­na, in­ca­ri­co al qua­le vie­ne ri­con­fer­ma­to per un se­con­do man­da­to nel feb­bra­io 2015. Nel­lo stes­so pe­rio­do è an­che mem­bro del Co­mi­ta­to Le­ga­le dell’ue­fa. È aman­te del­lo sport pra­ti­ca­to (ha la cin­tu­ra ne­ra di ka­ra­te) e dei viag­gi. Re­cen­te­men­te ha at­tra­ver­sa­to più vol­te il de­ser­to del Sa­ha­ra, quat­tro in au­to e uno in mo­to. Ha pre­ci­se idee sui te­mi fon­da­men­ta­li con i qua­li do­vrà mi­su­rar­si. 1. As­so­lu­ta con­tra­rie­tà ad una su­per Le­ga, 2. Nuo­va Cham­pions Lea­gue, quel­la che a par­ti­re dal 2018 por­te­rà l’ita­lia ad ave­re 4 po­sti fis­si. 3. Cal­cio fem­mi­ni­le: va svi­lup­pa­to, guar­dan­do l’esem­pio de­gli Sta­ti Uni­ti. 4. Cal­cio­scom­mes­se, do­ping, vio­len­za, raz­zi­smo: so­no pro­ble­mi che fi­nal­men­te de­vo­no ve­de­re im­pe­gna­ta dell’ue­fa. 5. Sul fair play fi­nan­zia­rio si de­ve por­ta­re avan­ti l’ere­di­tà la­scia­ta da Pla­ti­ni. In con­clu­sio­ne, il pre­si­den­te Ce­fe­rin va se­gui­to con con­vin­zio­ne e con fiducia.

NO­VI­TÀ Alek­san­der Ce­fe­rin, n.1 Ue­fa

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