Gril­lo non è il ca­po di M5S E’ il lea­der. In­di­scu­ti­bi­le

Il Gazzetino (Venezia) - - Lettere & Opinioni - LET­TE­RE AL DI­RET­TO­RE RO­BER­TO PAPETTI

Ca­ro di­ret­to­re,

"Gril­lo è co­me Dio". Chie­do ve­nia per que­sto ri­fe­ri­men­to fil­so­fi­co. E' ri­sa­pu­to che il gran­de Car­te­sio per giu­sti­fi­ca­re l'esi­sten­za del mon­do ester­no all'"io pen­san­te", quin­di del­la "ve­ri­tà del mon­do", ha sen­ti­to la ne­ces­si­tà di ri­cor­re­re a Dio co­me " Ga­ran­te". Non v'è dub­bio che il Gril­lo de­gli ul­ti­mis­si­mi tem­pi non so­lo " ga­ran­ti­sce" la real­tà po­li­ti­ca già esi­sten­te, ma an­zi la crea. Non so­lo le scel­te po­li­ti­che, ma an­che la no­mi­na dei col­la­bo­ra­to­ri de­vo­no ave­re l'aval­lo di Gril­lo e Ca­sa­leg­gio, per al­tro non sog­get­ti al vo­to po­po­la­re. Un bel gua­io que­sto, a pa­re­re di mol­ti, una gab­bia dal­la qua­le è qua­si im­pos­si­bi­le usci­re. In­fat­ti la "pu­rez­za" del­le de­ci­sio­ni, l'"one­stà" non so­no in ma­no di chi ha avu­to un man­da­to po­li­ti­co, ma di chi die­tro le quin­te può sem­pre met­te­re in di­scus­sio­ne tut­to. Sen­za en­tra­re nel me­ri­to dl pro­gram­ma e del­le re­go­le il metodo ci ri­por­ta ai tem­pi in cui "un te­sto sa­cro" pro­du­ce leg­ge e guida gli in­di­vi­dui co­me au­to­mi. Stra­no che tut­to que­sto suc­ce­da nel no­stro Pae­se.

Lui­gi Flo­ria­ni

Co­ne­glia­no Ca­ro let­to­re, in­ve­ce non è co­sì stra­no che que­sto suc­ce­da pro­prio nel no­stro Pae­se. In Ita­lia, più che al­tro­ve, la lea­der­ship ha so­sti­tui­to la for­ma par­ti­to ed è di­ven­ta­ta l’ele­men­to trai­nan­te di una pro­po­sta po­li­ti­ca. Gril­lo si col­lo­ca in que­sta di­men­sio­ne. An­zi ne è la rap­pre­sen­ta­zio­ne più estre­ma: lui non guida un mo­vi­men­to, “è” il mo­vi­men­to. An­che quan­do ha an­nun­cia­to suoi pas­si in­die­tro, in real­tà, lo ha fat­to so­lo per met­te­re al­la pro­va i suoi. Ma ap­pe­na M5S ha co­min­cia­to a

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